(Keystone)

Collocamenti forzati: il rapporto finale

La commissione indipendente di esperti ha presentato al Consiglio federale le raccomandazioni sugli internamenti amministrativi

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Oltre 60mila persone per 51 anni in Svizzera, senza aver violato alcuna legge, sono state private della loro libertà, sono state rinchiuse, hanno patito violenze fisiche e psichiche. Una storia durata fino al 1981, non molto tempo fa.

Una delle pagine più buie della storia elvetica è stata scritta nel 900 con gli internamenti amministrativi. Una storia legata a doppio filo con i "Verdingkinder", i bambini sottratti alle loro famiglie spesso condannati a un vita difficile ai margini della società che spesso sfociava appunto in internamenti coatti. Una punizione dettata dalla società, che ha segnato la vita di migliaia di persone.

Dopo un lungo periodo di silenzio, l'argomento ha scosso, anche il Consiglio federale che dopo essersi scusato nel 2013, ha provveduto a intraprendere un percorso di risarcimento delle vittime (circa 25'000 franchi a testa) e ha inoltre deciso di far luce su questo triste periodo iniziato nel 1930.

Oggi si è aggiunta una tappa importante. La commissione di esperti, dopo quattro anni di lavoro, ha consegnato i risultati al Consiglio federale. Chiede nuove prestazioni finanziarie e sottolinea le grosse difficoltà fisiche e psicologiche dovute alla stigmatizzazione vissuta durante l'internamento.

Si chiude dunque la rielaborazione storica di quegli anni di privazione di libertà a scopo rieducativo. Ma non è finita. La riabilitazione delle vittime deve proseguire.

In che modo? Tante persone faticano ancora a parlarne; come aiutarle? Qual è l'importanza di questo traguardo raggiunto dalla Commissione?

Ne parleremo con:

Vanessa Bignasca, storica, collaboratrice scientifica della Commissione peritale indipendente

Sergio Devecchi, autore del libro autobiografico “Infanzia rubata” che ripercorre la sua storia di bambino collocato in istituto. È stato anche pedagogista, oggi è in pensione ma ha diretto un istituto a Zurigo.

Cristiana Finzi, delegato per l'aiuto alle vittime di reati

Marco Nardone, collaboratore della commissione peritale indipendente

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