(rescue media)

Due secoli in fumo

Uno sguardo sulla filiera cerealicola-alimentare dopo l’incendio del Mulino di Maroggia

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Un furioso incendio ha in poco tempo divorato il mulino di Maroggia. Un edificio storico, una struttura famigliare radicata nel territorio da almeno 200 anni, il più grande e moderno mulino del cantone Ticino, uno dei pochi ormai rimasti attivi a sud delle Alpi.

Un pezzo di storia spazzata via, investimenti economici ed emotivi andati in fumo, anche quelli recenti, realizzati nel 2017, che ancora una volta avevano confermato la grande cura che la famiglia Fontana riservava al loro mulino, che era stato in parte aperto al pubblico con spazi per feste, cene, ricevimenti.

Un servizio apprezzato da tutta la popolazione, incredula davanti alle fiamme che hanno cancellato posti di lavoro, un punto di riferimento.

Di questo dramma, di cosa significhi per tutta la filiera cerealicola-alimentare, dai produttori alla macinatura di farine speciali, al pane a chilometro zero sempre di più confrontato con un mercato che punta sul pane industriale precotto e importato, ne parliamo con:

  • Luigi Fontana e il figlio Alessandro, attualmente alla guida dell’azienda
  • Luigi Meier, presidente della Fela (il punto di raccolta dei cereali prodotti in Ticino);
  • Massimo Turuani, presidente dei panettieri-pasticceri in Ticino.

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