Edizione del 11.10.2018

Edilizia ai ferri corti

La prospettiva è quella di un autunno caldo nel settore della costruzione. Il contratto nazionale mantello scade a fine 2018 e le trattative per il suo rinnovo sono su un binario morto. In gioco c’è il prepensionamento a 60 anni. Per mantenerlo, il padronato chiede più flessibilità nel lavoro e nei salari. Tra le proposte: aumento a 300 delle ore flessibili e giornata lavorativa d'estate fino a 12 ore; nessun minimo salariale per gli stages sotto i 4 mesi; declassamento salariale possibile per i lavoratori anziani che cambiano impresa. I sindacati denunciano lo smantellamento del contratto nazionale, i costruttori parlano di controproposte scandalose. Ne discutiamo con:

Dario Cadenazzi, responsabile del settore edilizia Ticino e Moesa di Unia.

Gian Luca Lardi, presidente della Società Svizzera degli Impresari Costruttori

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