Io mi chiamo Nina e tra 20 anni ….

Tre donne, un ritratto di famiglia. Per raccontare la nostra storia e le battaglie femminili nel giorno dello sciopero del 14 giugno

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Loro si chiamano Maria, Alessandra e Nina. Tre donne appartenenti alla stessa famiglia. Tre generazioni che hanno accompagnato gli ultimi 50 di storia svizzera, i cambiamenti culturali e legislativi, le conquiste.

Maria ricorda bene quando per la prima volta andò a votare in Ticino. Era il 31 maggio del 1970. L'anno prima il Ticino concesse il diritto di voto alle donne in materia cantonale, quello federale arrivò come noto l'anno successivo. Maria andò a votare e ricorda al seggio gli sguardi sospetti di molti uomini. Alessandra era in pancia e non avrebbe vissuto mai un'esperienza simile. Ma ricorda bene le fatiche di mamma Maria quando il matrimonio andò a rotoli. Non era facile, non era evidente per una donna dire: “basta, me ne vado”.

Anche Alessandra ricorda bene la prima volta che andò a votare. Era il 1991 e disse sì all'abbassamento dell'età di voto da 20 a 18 anni. Ed è proprio grazie e mamma Alessandra che Nina, che diventerà maggiorenne a inizio ottobre, potrà votare per la prima volta quest'anno, alle federali.

Nina sogna di studiare, una materia scientifica o legata alla meccanica, una di quelle discipline che ancora si declina al maschile. Nina ci sarà allo sciopero delle donne. Perché dice, la battaglia "non è ancora vinta nonostante chi mi ha preceduta".

Maria, Alessandra, Nina. La loro storia. Un po' anche la nostra.

È così che abbiamo deciso di chiudere questa stagione di Modem e partecipare in qualche modo allo sciopero delle donne del 14 giugno.

 

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