In Italia il No ha vinto il referendum costituzionale sulla Riforma della giustizia. Gli italiani hanno infatti bocciato la riforma che prevedeva la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura in due consigli distinti e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare autonoma. Si tratta di una sconfitta per il governo Meloni, che aveva fortemente voluto la revisione costituzionale approvata dal Parlamento.
I risultati definitivi fotografano la vittoria del No con il 53,74% contro il 46,26% dei voti per il Sì, mentre l’affluenza sfiora il 59% - un dato che supera nettamente le aspettative. I numeri sembrano insomma raccontare qualcosa di più di una semplice battaglia legale sulla magistratura: Cosa cambia davvero ora? Le grandi riforme - premierato e autonomia regionale su tutte - restano in piedi? Le opposizioni trarranno davvero vantaggio dalla sconfitta? E cosa dice questo voto sullo stato della democrazia italiana?
A Modem ne parliamo con:
· Marco Tarchi, professore di scienze politiche all’Università di Firenze
· Marco Valbruzzi, professore di scienze politiche all’Università di Napoli Federico II
· Francesca Torrani, corrispondente radio RSI da Roma
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