(iStock)

Risuona l’allarme climatico

I giovani tornano a manifestare il venerdì

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Per due mesi il Covid-19 ha “monopolizzato” l’attenzione di sanitari, media, politici, opinione pubblica ed economia ma la lista potrebbe continuare, anche perché la pandemia non è ancora finita. Per parecchie settimane anche i sostenitori di Greta Thunberg hanno dovuto rinunciare alle manifestazioni del venerdì o del sabato ripiegando sugli appuntamenti via internet. Ora, al tempo degli allentamenti delle misure sanitarie e sociali, i giovani, impegnati nella battaglia per un mondo sostenibile, vogliono che il clima torni ad occupare la prima posizione nelle preoccupazioni di tutti. A ben guardare ci sono diversi punti in comune fra pandemia e crisi climatica:  

entrambe sono inizialmente “invisibili”, ed hanno un “periodo d’incubazione” (breve in un caso e lungo nell’altro) che ne nasconde la gravità. Entrambe riguardano l’intero pianeta e riguardano tutti pur colpendo più duramente le persone e le categorie più fragili e disagiate. Entrambe, infine, richiedono soluzioni su scala globale. Come hanno rilevato alcuni esperti l’emergenza climatica è una pandemia “al rallentatore” ed i tempi di reazione di politici ed industriali, sembrano aver amplificato la lentezza del ritmo o addirittura segnato (in alcuni casi) un passo indietro.

Una differenza tuttavia c’è: per il clima non ci potrà essere un vaccino che ci permetta di tornare a vivere come prima: il virus che provoca il riscaldamento globale con l’aumento dei livelli di inquinamento ad esempio dell’aria (responsabile della morte prematura di 7 milioni di persone all’anno, secondo l’OMS) rischia di tornare a colpire, dopo questo periodo di tregua.

Prima che diventi irreversibile, l’emergenza climatica richiede la stessa determinazione ed ora anche rapidità mostrata nei confronti del nuovo coronavirus. Ne saremo globalmente capaci?

Ne discutiamo con:

Prof. Giovanni Baroni Adesi, ordinario di teoria finanziaria, USI;

Prof. Massimo Filippini, ordinario di economia politica USI e ETHZ;

Prof. Marco Pons, pneumologo, direttore sanitario Ospedale regionale di Lugano.

 

 

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay