Svizzera - Italia: cosa è rimasto in sospeso?

Dopo l'accordo sulla fiscalità dei frontalieri, rimangono altri nodi da sciogliere tra i due paesi confinanti

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Un passo indietro per guardare in avanti. Torniamo al 23 di dicembre 2020 per affrontare il tema del nuovo accordo tra Svizzera e Italia sulla fiscalità dei frontalieri. Per capire pregi e difetti di questo nuovo patto, atteso da almeno cinque anni e firmato proprio prima dello scorso Natale. Un accordo che presenta una novità di rilievo: la suddivisione dei frontalieri in due categorie distinte, quella tra gli attuali e i nuovi lavoratori d'oltre frontiera. Due categorie e due metodi di tassazione diversi, cosa che ha già sollevato più di una perplessità, sia in Svizzera, sia in Italia. Critiche anche al fatto che il Ticino dovrà continuare a versare i ristorni fiscali all'Italia fino al 2033. Poi però non ci sarà più questo obbligo e le entrate fiscali per le casse cantonali ticinesi dovrebbero poter conoscere un significativo aumento di entrate. Però, visto che si tratta di un orizzonte piuttosto lontano, anche qui i dubbi non mancano. In questa nostra puntata parliamo anche di altri argomenti finanziari rimasti in sospeso a metà del guado, lungo la frontiera italo-svizzera. Irrisolto è ad esempio il tema dell'accesso al mercato italiano da parte degli operatori finanziari svizzeri. Anche di questo discutiamo con i nostri ospiti: Valentino Rosselli , vicecapo della Sezione per le questioni fiscali bilaterali e convenzioni contro le doppie imposizioni del Dipartimento federale delle finanze Antonio Misiani, viceministro dell’economia e delle finanze nel Governo Conte II Enrico Borghi , deputato di Verbano Cusio Ossola e segretario d’aula del PD alla camera dei deputati Alberto Petruzzella , presidente Associazione bancaria ticinese Marco Bernasconi , docente di diritto tributario all'Università della Svizzera italiana di Lugano   Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay