La settimana scorsa sono scattate le manette ai polsi di un funzionario della Polizia federale, l’accusa è quella di aver trasmesso, lasciandosi corrompere, informazioni sensibili ad un membro di un’organizzazione criminale, che si muove nell’ambito del traffico di droga. Per la Fedpol si tratta di un duro colpo, come ha fatto notare la direttrice della stessa, Eva Wildi Cortès. Mai finora nella storia delle nostre istituzioni di difesa s’era verificato un caso simile, una sospetta infiltrazione di un’organizzazione mafiosa. Alta è dunque la preoccupazione nell’amministrazione pubblica, anche perché c’è chi ritiene, tra gli esperti di mafia, che si possa trattare soltanto della “punta di un iceberg”, il primo indizio di un tentativo più esteso di infiltrazioni malavitose dentro l’apparato statale del nostro Paese. Il Ministero pubblico della Confederazione ha ora aperto un’inchiesta, anche per chiarire eventuali responsabilità di altri funzionari della Polizia federale. Cosa vuol dire questo arresto per il nostro Paese e cosa ci dice sulla presenza delle mafie in Svizzera? Quale il legame in particolare con il traffico di droga? Alla luce anche di questo dato: ogni anno si stima che dentro i nostri confini nazionali vengano consumate circa 5 tonnellate di cocaina.
Interrogativi e argomenti che affronteremo con:
- Annamaria Astrologo, professoressa titolare di diritto all’USI, responsabile scientifica dell’Osservatorio Ticinese sulla criminalità organizzata
- Nando dalla Chiesa, sociologo della criminalità organizzata, dirige alla Statale di Milano l’Osservatorio che si occupa di questo fenomeno malavitoso
- Rosa Maria Cappa, avvocata ed ex procuratrice federale
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