Edizione del 07.05.2019

Una mafia sempre più 4.0

Questa puntata di Modem parte da una serie di documenti raccolti nell'ambito di una ricerca svolta da Elena Boromeo e Thomas Paggini. Tra questi anche un'intervista a Luigi Bonaventura, pentito della 'ndrangheta che da 12 anni collabora con la giustizia italiana, e che con le sue testimonianze ha contribuito a far arrestare decine di affiliati alle cosche calabresi. Un racconto in cui si parla della Svizzera e del perché il nostro Paese dovrebbe monitorare con attenzione le infiltrazioni malavitose.

Ma è soprattutto sulle nuove tecnologie che il racconto si concentra. Bonaventura ricorda che "quando stavo dall’altra parte, cercavo di circondarmi dei maggiori esperti di informatica". Perché per fare il boss di 'ndrangheta, racconta, non basta saper sparare ma bisogna prima di tutto "saper pensare" e stare un passo avanti agli altri.  Ecco perché, dice oggi l’ex boss pentito, "la 'ndrangheta punta sempre un gettone sulle nuove tecnologie". E così Bonaventura si dice convinto che oggi la 'ndrangheta si serva anche delle monete virtuali per spostare denaro da un Paese all'altro. Le criptovalute.

Bitcoin e altre monete virtuali sono davvero diventate strumento prezioso per riciclare i proventi dei traffici illegali delle mafie? Come si stanno preparando le autorità di contrasto al crimine, i magistrati? Gli strumenti messi in campo sono sufficienti?

Ne parliamo con:
Antonio de Bernardo, sostituto procuratore della divisione distrettuale antimafia di Catanzaro
Sergio Mastroianni, procuratore federale, responsabile per la lotta al crimine organizzato

 

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay

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