Edizione del 15.11.2016

Web, reati senza frontiere

Spionaggio economico industriale, furti di dati sensibili, sabotaggi con gravi danni, ricatti. Come combattere la cybercriminalità crescente e sempre più mirata? Il tema è stato oggetto di un convegno organizzato promosso dalla Città di Bellinzona, organizzato dal Tribunale penale federale in collaborazione con la Scuola universitaria professionale e la Polizia cantonale.

Sempre più presi di mira dalla pirateria informatica sono gli stati, i loro apparati amministrativi, le multinazionali, ma anche le piccole e grandi imprese, soprattutto se aziende di punta, altamente specializzate nel loro ramo di attività. Dietro questi attacchi informatici mirati, spesso ci sono grossi interessi economici. Nel nostro Paese, tra le ultime illustri vittime si ricordano le imprese di armamento Ruag e Mowag, Postfinance e i dipartimenti federali.

Scarsi gli strumenti a disposizione della giustizia penale – dice il professore all’Università di Zurigo, Christian Schwarzenegger, ospite del convegno – che si augura una più stretta collaborazione tra i paesi per combattere il crimine sul web. E sebbene i sistemi per saccheggiare dati sensibili, come il phishing e i trojan, oppure attraverso le tecniche DDoS siano ormai datati – ha ammonito Valentina Piffaretti analista di MELANI, la Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione – i recenti miglioramenti tecnologici li hanno reso ancor più efficaci.

Occorre insomma pensare tutti assieme a nuovi sistemi tecnologici, nuove forme concordate e mirate di lotta per prevenire e reprimere la cybercriminalità, con leggi più efficaci e soprattutto accettate universalmente.

Ne parliamo a Modem con:
Christian Schwarzenegger, ordinario di criminologia e diritto penale all’Università di Zurigo
Alessandro Trivilini, esperto di informatica, direttore del laboratorio d’informatica forense della Supsi
Enea Filippini, commissario capo della Polizia cantonale ticinese

Ogni giovedì in prima serata: Falò

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