Case anziani a 360°

A colloquio con Hans Imhof

venerdì 24/03/17 19:10
Edizione del 24.03.2017

Con il coordinatore delle case anziani del Moesano, nonché presidente della casa anziani del circolo di Mesocco cerchiamo di comprendere meglio questo mondo, tanto cambiato nel corso dei decenni. Un tempo le case anziani erano un luogo considerato triste, dove attendere la fine dell’esistenza. Oggi fortunatamente non è più così, anzi è esattamente il contrario. La realta del Moesano è comunque complessa ed è estremamente rilevante per la regione anche a livello economico.

Una struttura modello, è la casa anziani di Poschiavo, con 57 camere occupate durante l’anno per il 95% e rette in linea con i parametri grigionesi. Un fiore all’occhiello per il Borgo, che però si trova ad affrontare notevoli sfide. Dopo essere stata inglobata dalla fondazione di diritto privato che in valle si occupa di sanità e sociale, casa anziani deve convincere il cantone a non tagliare parte dei 92 posti assegnati in valle. Altro banco di prova per la residenza protetta, la gestione di ospiti sempre meno autosufficienti e con problemi di alzheimer, malattia che richiede la costruzione di un nucleo a se stante.

In Bregaglia invece la casa di cura per gli anziani è inglobata nel Centro Sanitario Bregaglia, un istituto indipendente di diritto pubblico, gestito da una commissione di amministrazione e da una direzione. Come voleva il Cantone, contiene tutte le istituzioni/enti che si occupano di salute, quindi è casa di cura, ospedale, sede del servizio Spitex, c’è la fisioterapia e persino il dentista. La casa di cura è ben occupata, ma non sovraffollata, e senza lista d'attesa. Il CSB è ben integrato nella valle e amato dai cittadini.

Il numero di persone con demenze senili è in continuo aumento. Si stima a livello mondiale la presenza di quasi 50 milioni di persone costrette a vivere in questa condizione. Basti pensare che in italia, secondo le associazioni che si occupano di malati di alzheimer, sono oltre un milione e 200mila. Una cifra destinata a raddoppiare ogni vent’anni. A Chiavenna come ci dice Stefano Barbusca, da alcuni anni c'è una nuova struttura per anziani. Non è una classica casa di riposo. Si chiama “Il girasole”. È gestito dalla cooperativa sociale l'arca, ed è un centro diurno dedicato appunto alle persone malate di Alzheimer.

 

 

 

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