Natale di frontiera

Ricordi dei tempi lontani

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É un parroco di frontiera don Giuseppe Paganini. Nato a Campocologno, 62 anni fa, è molto legato a questa frazione a ridosso del confine. Mamma Gelinda era italiana e papà Reto, invece dei Grigioni. Con i due fratelli è cresciuto in un ambiente senza confini di sorta, ma ben radicato nelle tradizioni delle due vallate contigue: Valposchiavo e Valtellina.

Ha studiato in collegio a Torino ed è stato ordinato parroco nel 1982. La sua prima messa l’ha celebrata a Bivio, ai piedi dello Julia, in una parrocchia a 1800 metri. Poi, l’anno dopo, il rientro in valle, a sud del Bernina, dove gli è stata assegnata la parrocchia San Carlo Borromeo di Brusio, 1200 anime, attaccatissime ai loro campanili. La montagna è nel suo dna, mentre il confine per lui non è mai stato un limite, ma semmai una cerniera, o meglio, un ponte tra popoli alla periferia. Ed è proprio qui, a cavallo delle Alpi che don Giuseppe ci racconta alcuni aneddoti sul Santo Natale e su quelli che lo hanno più colpito.