Promuoviamo l’italiano

Di qua e di là delle Alpi l’italicità va valorizzata

venerdì 16/06/17 19:10
Edizione del 16.06.2017

A margine della sessione di giugno del Gran Consiglio il direttore delle scuole primarie di Roveredo, Manuel Atanes; due legali di Coira (Ilario Bondolfi e Luca Tenchio) e il loro collega di Mesocco, Rodolfo Fasani, dibattono la sentenza del Tribunale Federale di Losanna, che ha respinto un ricorso della Pro Grigioni Italiano e della Lia Rumantscha. La sentenza ha decretato valido il ricorso di alcuni genitori e insegnanti per l’insegnamento di una sola lingua nei primi livelli scolastici non sia palesemente discriminatorio.

Ma quale è la lingua da privilegiare? Nei territori italofoni e romanciofoni il tedesco, mentre in quelli tedescofoni l’inglese. Tutto, secondo i ricorrenti, a detrimento degli allievi e delle allieve che in tre anni dovrebbero avere quelle competenze linguistiche (in inglese o in italiano) che si raggiungerebbero alla fine del ciclo di nove anni a seconda dei casi. Gli insegnanti, in molti casi patrocinatori del ricorso all’alta corte di Losanna, dovrebbero avere una diversa formazione in modo tale che possano fornire maggiori conoscenze ai giovani.

Ora la palla passa al Governo che dovrà pronunciarsi su come procedere. L’esecutivo cantonale dovrà pure decidere se assecondare i gran consiglieri nella loro richiesta perché la promozione e la difesa dell’italiano va attuata con altre misure concrete. Prima di tutto vegliando che l’amministrazione dia anche in italiano i propri servizi, nel Moesano ad esempio è ancora pendente il problema degli enti di primo intervento.  Poi per diffondere le notizie occorrono anche i mass media, ma dovranno essere sussidiati oppure no? Come si fa per  “La Quotidiana”, mentre in italiano" "La Voce del San Bernardino" è moribonda. Nella web è però incerto il futuro di portali informativi come labregaglia.ch e ilmoesano.ch.

 

 

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