Oggi abbiamo aperto la finestra… e siamo finiti tra le bocce. Un mondo dove concentrazione e strategia contano più del fisico. Ma non per questo è meno difficile. Con la nostra antenna Jacopo Faul, giovane talento ticinese e campione svizzero under 18, siamo entrati in uno sport che unisce generazioni e guarda al futuro con un quadrangolare internazionale a Chiasso l’11 aprile: Svizzera, Italia e San Marino insieme, per far vivere una tradizione che cerca nuovi giovani.
Poi siamo tornati, come ogni mercoledì, alle nostre Storie di vite, con Davide Cadenazzi dell’Azienda agricola Cadenazzi di Castel San Pietro e Paolo Basso di Paolo Basso Wine. Davide ci ha raccontato la sua vita dentro la terra, iniziata a 19 anni: “ho provato a fare altro, ma il richiamo era troppo forte”. Una storia partita il 1° aprile di 29 anni fa, con un percorso fatto di mille mestieri — macellaio, viticoltore, cantiniere, sommelier — e un filo unico: raccontare il territorio attraverso quello che produce.
E poi Paolo Basso. Uno che il vino lo ha studiato, degustato, raccontato ai massimi livelli… fino a diventare uno dei migliori sommelier al mondo. Ma a un certo punto non gli è più bastato spiegarlo: ha sentito il bisogno di farlo. E lì cambia tutto. Perché passare dal bicchiere alla vigna significa accettare che non controlli più tutto: il meteo, la natura, il tempo. E allora il vino smette di essere solo tecnica… e diventa davvero quello che lui dice: un ambasciatore. Di un luogo, di una cultura, di una visione.
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