Ladies and gentlemen: Frankie goes to Hollywood
Una delle band icona degli anni ’80.
Sono bastati due album (il primo in particolare) a creare una leggenda nel mondo del synth pop. Il segreto? Un front man (Holly Johnson) di grande carisma, un produttore (Trevor Horn) di talento ed esperienza, oltre a canzoni potenti in grado di superare le barriere del tempo.
Il primo nome pensato per la band era Hollycaust (ancora a dimostrazione della centralità del suo leader) ma Frankie goes to Hollywood suonava molto meglio.
“Welcome to the Pleasuredome” esce nel 1984, a ruota di un singolo potente che finisce al primo posto di ogni classifica: “Relax” punta alla liberazione sessuale, anche grazie ad un video molto più che allusivo che la BBC sceglie di censurare. Un atto che ottiene l’effetto opposto: la band diventa popolarissima.
Il secondo album “Liverpool” nasce in un momento di tensione interna al gruppo e, di fatto, crea i presupposti per una crisi senza soluzione, che porta alla chiusura dei Frankie goes to Hollywood già nel 1987.
Seguono controversie legali, ma il mito è esploso e si ritaglia uno spazio importante nella musica degli anni ottanta.
Più di 3 milioni di dischi venduti, 2 album all’attivo. Il nome del gruppo nasce da una pagina della rivista The New Yorker che aveva il titolo “Frankie goes to Hollywood”, in relazione al cantante Frank Sinatra.
Canzone simbolo: “Relax”.
Anno d’oro: 1983
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