(Keystone)

Premio Nobel, a chi…?

con Nicola Colotti

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Come ogni anno ad ottobre, a Stoccolma e Oslo, vengono annunciati i Premi Nobel dell’anno in corso: l’ultimo è quello per l’Economia, assegnato lunedì 11 ottobre, preceduto dai Nobel scientifici per la fisica, la chimica e la medicina (o fisiologia), dal Nobel per la letteratura e, a Oslo, per la pace. Come ogni anno si discute sulle scelte della Reale Accademia svedese delle scienze e degli altri istituti accademici scandinavi che sanciscono i vincitori e le motivazioni per i premi. Anche quest’anno si sono notati riferimenti alle emergenze del nostro tempo: da quella climatica (Nobel per la fisica) a quella geopolitica (Nobel per la letteratura e per la pace) a quella socioeconomica (Nobel per l’economia). Ed ecco, che come ogni anno, ci si chiede se con il Nobel vengano premiati coloro che più lo hanno meritato e se la decisione sia stata presa secondo criteri oggettivi. Impossibile dare una risposta per una scelta, che per quanto segua un iter piuttosto severo, rimane comunque una… scelta. Si può però tentare di rispondere ad altre domande, sui premi Nobel e in generale sui riconoscimenti internazionali che premiano (anche con cospicue somme di denaro) persone che si sono distinte nella loro attività di ricerca accademica e di azione intellettuale. Persone, appunto, tra cui molti uomini e poche donne. E questa è un’altra ricorrente domanda: perché tra chi ottiene un riconoscimento mondiale per il proprio ingegno e impegno (sia esso il Nobel, o le medaglie Fields o Dirac, o il premio Fondazione Benoist e il Balzan, ecc.) ci sono sempre e ancora così poche donne? Nota: Tra i 13 vincitori dei Nobel 2012 c’è una sola donna.   

Sono ospiti:
Patrick Gagliardini
, prorettore per la ricerca all’Università della Svizzera italiana, professore ordinario di Economia
Patricia Funk, professoressa ordinaria alla Facoltà di scienze economiche dell’USI, esperta di Studi di genere
Mauro Baranzini, già decano della facoltà di Economia dell’USI
Sonja Hildebrand, prorettrice per la ricerca nelle scienze umane e le pari opportunità
Michele Parrinello, già professore di Scienze computazionali alla facoltà di Informatica dell’USI e alla facoltà di chimica del politecnico di Zurigo