Lupo (keystone)

Quel lupo solitario che si aggira sul Piano di Magadino creando un po' di ansia...

Con Antonio Bolzani

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Era già stato avvistato nel 2013 e nel 2018 ed è nuovamente stato osservato, più volte, anche nelle scorse settimane: non è quindi la prima volta che un lupo solitario gironzoli nel Piano di Magadino, creando un po' di timore tra la popolazione e legittime e inevitabili reazioni da parte degli agricoltori, confrontati da sempre con le predazioni e i danni agli allevamenti provocati in particolare dagli ungulati e dalla selvaggina. Sappiamo come i cervi, i cinghiali e i caprioli alla ricerca di nutrimento abbiano l’abitudine di scendere lungo i versanti, avvicinandosi sempre più alle zone edificate e coltivate, causando danni o disagi alla popolazione e agli agricoltori. Da un lato l'espansione dell'edificazione e dell'urbanizzazione e lo sfruttamento sempre più marcato dei fondovalle e delle aree collinari sottraggono superfici e interrompono i corridoi di spostamento degli ungulati, e dall'altro, sicuramente, diventano dei luoghi attrattivi per il sostentamento, delle zone ricche di cibo e alimenti variati di facile approvvigionamento. Per limitare i danni e i disagi causati dalla selvaggina alle colture agricole, agli orti e ai prati si consigliano una serie di semplici misure preventive, quali il non foraggiare gli animali selvatici e il recintare gli orti e i campi. Ora ci si mette, a creare un po’ di scompiglio, anche il lupo, probabilmente in transito e sceso in pianura per le recenti abbondanti e ravvicinate nevicate che hanno costretto l'animale a trovare rifugio a quote più basse. Intanto, la presenza del lupo sul Piano di Magadino, che costituisce un paesaggio faunistico di importanza nazionale, è però costantemente monitorata dai guardacaccia e dai collaboratori dell'Ufficio della caccia e della pesca. Ma la sua apparizione ha fatto comunque discutere per gli eventuali attacchi di questo imprevedibile predatore alle persone e per i possibili danni alle colture agricole: qualcuno vive insomma la forzata convivenza con il lupo con ansia e paura. È giustificato questa clima d'incertezza e sarebbe quindi auspicabile ridurre il numero di lupi oppure non c'è assolutamente nulla di cui preoccuparsi considerato che è lo stesso lupo a scappare quando vede e sente delle persone? A questa e ad altre domande rispondono gli ospiti di Millevoci.

Ospiti:
Silvia Gandolla, biologa faunista, ovvero biologa specializzata in fauna selvatica, e consulente per una ditta di ingegneria ambientale
Sandro Rusconi, vicepresidente dell'Associazione territorio senza grandi predatori
Federico Tettamanti, collaboratore scientifico dell'Ufficio della caccia e della pesca del Dipartimento del territorio