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Vance e Ghalibaf hanno confermato la loro presenza ai mediatori pachistani

Incertezza sui nuovi colloqui tra USA ed Iran - Trump: l’esercito USA è “pronto” a bombardare di nuovo l’Iran - Ghalibaf: “Non accettiamo negoziati sotto minaccia”

  • Ieri, 06:15
  • Un'ora fa
Il vicepresidente USA JD Vance

Il vicepresidente USA JD Vance

  • Chip Somodevilla/Pool via AP)
Di: Redazione Info RSI 
  • Per l’AP Vance e Ghalibaf hanno confermato la loro presenza a mediatori pachistani

  • In caso di mancato accordo entro la scadenza del cessate il fuoco di domani, Donald Trump ha già minacciato la ripresa dei bombardamenti

  • Mercoledì ad lslamabad possibile un secondo round di negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran

  • L’Iran non ha intenzione di partecipare a nuovi negoziati con gli Stati Uniti, Ghalibaf: “Non accettiamo negoziati sotto minaccia”

  • Teheran accusa Washington di “richieste eccessive, aspettative irrealistiche, continui cambiamenti di posizione e ripetute contraddizioni”

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02:26

Incertezza sui colloqui USA-Iran

Telegiornale 20.04.2026, 20:00

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2 ore fa

I mediatori guidati dal Pakistan: Vance e Ghalibaf confermano la loro presenza

I mediatori guidati dal Pakistan hanno ricevuto conferma che i principali negoziatori, il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, arriveranno a Islamabad nelle prime ore di mercoledì (quando in Svizzera forse sarà ancora martedì, ndr) per guidare le rispettive squadre nei colloqui. Lo scrive l’AP sul proprio sito citando due funzionari della regione. Né gli Stati Uniti né l’Iran hanno confermato pubblicamente la data dei colloqui, e la televisione di stato iraniana ha negato la presenza di alcun funzionario nella capitale pakistana.

2 ore fa

Trump: l’esercito USA è “pronto” a bombardare di nuovo l’Iran

L’esercito USA è “pronto” a bombardare di nuovo l’Iran in caso non si raggiunga un accordo. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a CNBC.

Oggi, 11:26

Decine di funerali di combattenti di Hezbollah in Libano

Martedì il movimento filoiraniano Hezbollah ha organizzatp i funerali collettivi di 44 combattenti, i primi nel sud del Libano dall’inizio della guerra con Israele, il 2 marzo, dopo l’entrata in vigore di una tregua venerdì.

Si tratta delle esequie di 15 combattenti e di un civile nel villaggio di Qlaylé e di altri 29 combattenti nel villaggio di Kfarsir, ha precisato il movimento sciita filoiraniano in un comunicato, senza specificare il numero totale delle sue perdite nei raid israeliani e nei combattimenti con le truppe che sono penetrate in alcune zone meridionali. Un corteo funebre attraverserà diversi villaggi prima della sepoltura, che consentirà, secondo Hezbollah, “il ritorno delle anime benedette verso il suolo del sud”.

Nella periferia sud di Beirut quattro combattenti di Hezbollah erano già stati sepolti lunedì, secondo un fotografo dell’AFP, alla presenza di decine di parenti e sostenitori, tra cui donne e bambini che portavano i ritratti dei defunti.

Tre combattenti del gruppo armato erano stati sepolti, sempre lunedì, in tre località della Bekaa, nella parte orientale del Paese, secondo quanto riferito dal canale televisivo al-Manar, affiliato a Hezbollah.

Alcuni di questi combattenti uccisi durante la guerra erano stati inizialmente sepolti in via temporanea al di fuori del sud, un rito musulmano sciita consentito in circostanze eccezionali.

Oggi, 11:21

TV iraniana: "Nessuna delegazione di Teheran si è recata in Pakistan"

La televisione di Stato iraniana ha annunciato martedì che nessuna delegazione del Paese si era ancora recata in Pakistan per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti, in vista della scadenza della tregua in atto tra le due nazioni.

“Finora nessuna delegazione iraniana è partita per Islamabad, in Pakistan: né una delegazione principale, né una secondaria”, ha affermato l’emittente statale, smentendo le informazioni che affermavano il contrario.

Ha citato funzionari iraniani anonimi secondo i quali la partecipazione iraniana ai negoziati dipenderà “dal cambiamento di comportamento e di posizione degli americani”. Entrata in vigore l’8 aprile la tregua tra l’Iran e gli Stati Uniti dovrebbe concludersi “mercoledì sera, ora americana”, ha affermato Donald Trump.

Oggi, 09:52

Iran pronto a risposta decisa alla "violazione degli impegni da parte del nemico"

“Le forze armate iraniane, con la loro superiorità, non permetteranno al presidente americano, bugiardo e illuso, di sfruttare la situazione e di creare false narrazioni sulla situazione bellica, soprattutto per quanto riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz”: lo ha dichiarato martedì un comandante militare, Ali Abdollahi.

Ha poi sottolineato: “risponderemo in modo appropriato a qualsiasi violazione dell’impegno (il cessate il fuoco, ndr.) in corso con gli Stati Uniti“.

“L’Iran è pronto a dare una risposta decisa, risoluta e immediata alle minacce e alle azioni del nemico”, ha aggiunto in una dichiarazione rilasciata in occasione dell’anniversario della fondazione delle Guardie Rivoluzionarie, due mesi dopo la Rivoluzione Islamica del 1979.

Oggi, 08:35

Iran ribadisce: "L'attacco americano alla nostra nave è un atto pirateria"

L’Iran deplora fermamente l’attacco statunitense alla nave iraniana Touska, definendolo “un atto di pirateria, un atto terroristico e un’aggressione che non solo viola la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, ma costituisce anche un ulteriore esempio di violazione dell’attuale cessate il fuoco”. Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato.

“Chiediamo agli organismi internazionali e ai governi responsabili di condannare l’attacco e di intraprendere azioni severe e serie contro di esso”, si legge nel comunicato, secondo l’IRNA, aggiungendo: “Teheran mette in guardia dalle conseguenze molto pericolose di tale mossa illegale e criminale da parte degli Stati Uniti e sottolinea la necessità di un immediato rilascio della nave iraniana e del suo equipaggio”.

Oggi, 07:03

Islamabad: mercoledì possibile un secondo round di negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran

Si dovrebbe tenere domani a Islamabad in Pakistan il secondo round di negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran. Il vicepresidente statunitense JD Vance e il suo team sono in partenza mentre non è chiaro se sia arrivato il via libera alla partecipazione iraniana. In caso di mancato accordo entro la scadenza del cessate il fuoco di domani, Donald Trump ha già minacciato la ripresa dei bombardamenti.

01:46

RG 07.00 del 21.04.2026 Il servizio di Andrea Vosti

RSI Info 21.04.2026, 07:06

Oggi, 07:00

Dubbi sui colloqui tra Iran e USA mentre la tregua sta per scadere

Martedì la prospettiva di un secondo ciclo di colloqui appariva incerta dopo che il capo negoziatore iraniano aveva affermato che l’Iran non avrebbe negoziato sotto la minaccia di ritorsioni, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lanciava messaggi contrastanti sul futuro della guerra degli Stati Uniti contro l’Iran, dichiarando di non avere fretta di porre fine al conflitto.

Mohammed Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano e presidente del Parlamento, ha scritto in un post su X martedì mattina che “non accettiamo negoziati all’ombra delle minacce” e che la Repubblica Islamica si sta preparando “a scoprire nuove carte sul campo di battaglia”.

Trump ha indicato che intende comunque inviare la sua squadra di negoziatori, guidata dal vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, nella capitale pakistana Islamabad per i colloqui, anche se l’Iran ha insistito che non parteciperà finché il leader statunitense non ridimensionerà le sue richieste. Trump ha affermato che è “altamente improbabile” che rinnovi il cessate il fuoco prima della sua scadenza di mercoledì.

Oggi, 06:55

Stretto di Hormuz: il traffico marittimo in un video in timelapse

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00:42

​In un video AFP in timelapse il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell’Oman​

RSI Info 21.04.2026, 07:20

Oggi, 06:25

Per Trump estrarre l'uranio dall'Iran sarà “lungo e difficile”

Il presidente americano Donald Trump ha affermato lunedì che sarà “lungo e difficile” recuperare le scorte di uranio dell’Iran, la cui ubicazione e il cui esatto livello di arricchimento rimangono incerti dopo gli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani.

“L’operazione Martello di mezzanotte ha portato alla completa e totale distruzione dei siti di polvere nucleare in Iran. Ecco perché dissotterrarla sarà un processo lungo e difficile”, ha scritto Donald Trump sul suo social network Truth Social in serata.

Il leader americano usa regolarmente l’espressione “polvere nucleare” per indicare le scorte di uranio arricchito di Teheran.

Oggi, 06:09

Washington conferma colloqui Libano-Israele giovedì

Gli Stati Uniti ospiteranno giovedì a Washington una nuova serie di colloqui tra Libano e Israele, mentre tra Israele e Hezbollah filoiraniano vige un fragile cessate il fuoco, ha riferito lunedì all’AFP un funzionario del Dipartimento di Stato.

“Continueremo a facilitare discussioni dirette e condotte in buona fede tra i due governi”, ha affermato il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo, precisando che i colloqui si terranno a livello di ambasciatori, come per la prima serie svoltasi il 14 aprile.

Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato lunedì che i negoziati diretti con Israele, respinti da Hezbollah, mirano a porre fine in modo duraturo alla guerra e all’occupazione israeliana nel sud del Libano.

Oggi, 00:13

Ghalibaf, non accettiamo negoziati sotto minaccia

“Trump, con l’imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia”. Lo scrive sui social il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad-Bagher Ghalibaf.

Mohammad Bagher Ghalibaf

Mohammad Bagher Ghalibaf

  • EPA/ABEDIN TAHERKENAREH
Ieri, 21:43

Il prezzo del gas chiude in crescita verso i 40 euro ad Amsterdam

Il prezzo del gas ha chiuso in rialzo. Il Ttf ad Amsterdam ha concluso la seduta in aumento del 2,48% a 39,7 euro al megawattora puntandosi così verso la soglia dei 40 euro.

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00:47

Quotazioni di gas e petrolio di nuovo in rialzo

Telegiornale 20.04.2026, 20:00

Ieri, 21:39

Trump: "Sto vincendo una guerra, e alla grande"

Donald Trump sul suo social ha affermato: “Sto vincendo una guerra, e alla grande, le cose stanno andando benissimo, le nostre Forze Armate sono state straordinarie”. Il presidente USA ha attaccato le “fake news” per la loro copertura del conflitto. “I media delle fake news anti-americane fanno il tifo affinché l’Iran vinca, ma ciò non accadrà, perché al comando ci sono io! Proprio come queste persone antipatriottiche hanno impiegato ogni oncia della loro limitata forza per combattermi durante le elezioni, continuano a farlo ora con l’Iran”.

Ieri, 21:37

Il petrolio chiude in rialzo a New York a 89,61 dollari

Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 6,87% a 89,61 dollari al barile.

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02:27

Il prezzo del carburante pesa sui viaggi

Il Quotidiano 20.04.2026, 19:00

Ieri, 18:26

Borsa: Europa debole per l'incertezza sul Medio Oriente

Le Borse europee chiudono deboli nell’incertezza che rimane sul conflitto in Medio Oriente. Francoforte ha perso l’1,04%, Parigi l’1,12%. Londra ha contenuto il calo al -0,55%.

Ieri, 18:25

Trump, altamente improbabile estensione cessate il fuoco con l'Iran

Donald Trump ha detto all’agenzia Bloomberg che un’estensione del cessate il fuoco con l’Iran è “altamente improbabile” se non sarà firmato un accordo. Il cessate il fuoco scade mercoledì, ha messo in evidenza il presidente USA. Il vicepresidente USA JD Vance partirà più tardi nel corso della giornata di oggi (lunedì) per riprendere le trattative con l’Iran in Pakistan, che inizieranno martedì, ha dichiarato Trump a Bloomberg, ribadendo che la scadenza del cessate il fuoco è mercoledì sera, ora di Washington.

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02:26

Incertezza sui colloqui USA-Iran

Telegiornale 20.04.2026, 20:00

Ieri, 16:56

Netanyahu: misure severe contro soldato che ha colpito il crocefisso

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso lunedì “misure severe” contro un soldato israeliano, ripreso mentre colpiva con una mazza una statua di Gesù nel sud del Libano. L’esercito israeliano ha annunciato di aver aperto un’indagine. La sequenza, la cui autenticità è stata confermata dall’esercito, è stata ampiamente rilanciata sui social network. Mostra un soldato israeliano che colpisce la testa di una statua di Gesù crocifisso, caduta dalla croce. “Sono rimasto scioccato e addolorato nell’apprendere che un soldato delle Forze di difesa israeliane aveva danneggiato un simbolo religioso cattolico nel sud del Libano”, ha scritto Netanyahu su X. “Condanno questo atto nei termini più fermi. Le autorità militari stanno conducendo un’indagine penale e adotteranno severe misure disciplinari nei confronti dell’autore”, ha aggiunto.

Profonda indignazione e “condanna senza riserve” per il gesto è stata espressa anche dall’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa, che in una nota firmata dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, denuncia la profanazione e la distruzione a colpi di martello di un’immagine di Gesù crocifisso compiuta da un soldato israeliano dell’IDF in Libano. Nel testo l’episodio viene definito “un grave affronto alla fede cristiana” e inserito nel quadro di “altri episodi segnalati di profanazione di simboli cristiani”. L’Assemblea parla inoltre di “un preoccupante fallimento nella formazione morale e umana” e rilancia il monito di Leone per una pace “disarmata e disarmante”.

Ieri, 16:35

Colloqui Iran-USA: Delegazione diretta a Islamabad

La delegazione americana per un nuovo round di colloqui con l’Iran è in viaggio verso Islamabad. Lo ha detto Donald Trump al New York Post, spiegando che i negoziatori USA sarebbero arrivati nella capitale pakistana nella notte locale. La missione è guidata dal vicepresidente JD Vance e comprende l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner. “Dovremmo avere dei colloqui”, ha detto Trump, respingendo i dubbi su un possibile naufragio del negoziato e aggiungendo che, a suo giudizio, “a questo punto nessuno sta facendo giochetti”. Resta però l’incognita sulla partecipazione iraniana: alcune agenzie di stampa internazionali riferiscono che Teheran sta “valutando positivamente” la presenza, ma che una decisione finale non è ancora stata presa.

Ieri, 15:54

Riaprono i due principali aeroporti di Teheran

L’Iran ha riaperto i principali scali di Teheran, l’aeroporto internazionale Imam Khomeini ed il Mehrabad, dopo le chiusure adottate nelle scorse settimane a causa della guerra con Stati Uniti ed Israele. A comunicarlo è stata l’Organizzazione per l’Aviazione civile iraniana, citata dall’agenzia di stampa Isna, precisando che da oggi sono autorizzati i voli passeggeri per entrambi gli aeroporti. Lo stesso ente ha annunciato un ulteriore allentamento delle restrizioni, spiegando che i collegamenti da altri 10 aeroporti della Repubblica islamica saranno “possibili da sabato”, nell’ambito di una graduale ripresa del traffico aereo nel Paese.

Ieri, 15:53

Israele e Libano di nuovo allo stesso tavolo

Un secondo incontro tra rappresentanti di Israele e Libano dovrebbe tenersi giovedì a Washington, secondo media israeliani che citano fonti ufficiali. Al tavolo dovrebbero tornare l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter e la sua omologa libanese Nada Hamadeh Moawad, già presenti al trilaterale del 14 aprile con il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Le agenzie di stampa internazionali nei giorni scorsi avevano dato notizia del vertice del 14 aprile, definito da Washington “produttivo”, confermando il fatto che le parti avevano concordato di proseguire i contatti. Sullo sfondo restano tuttavia notevoli divergenze: Israele insiste sul disarmo di Hezbollah, mentre Beirut continua a porre al centro cessate il fuoco, rientro degli sfollati e aiuti umanitari.

Ieri, 12:58

Il Pakistan ha detto a Trump che il blocco USA ostacola i colloqui

Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, che svolge un ruolo fondamentale nei negoziati, avrebbe avuto colloqui con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Durante la telefonata, Munir ha detto a Trump che il blocco statunitense dei porti iraniani rappresentava un ostacolo alla ripresa dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Trump avrebbe detto a Munir che avrebbe preso in considerazione il suo consiglio. Lo scrive Reuters sul sito citando una fonte della sicurezza pachistana.

Ieri, 10:01

Iran, timida apertura a nuovi colloqui

Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, apre, in un’intervista a Al Jazeera, alla presenza iraniana ai colloqui a Islamabad ma a certe condizioni.

L’Iran, afferma, ha deciso di proseguire i colloqui con gli Stati Uniti, ma ciò “non significa negoziare a qualsiasi costo” né accettare “qualsiasi approccio adottato dall’altra parte”. L’Iran ha fissato delle linee rosse, e queste “devono essere rispettate”, ha affermato.

Alla domanda se l’Iran invierà una delegazione a Islamabad, Aziz ha risposto che dipende dal fatto che Teheran riceva o meno “segnali positivi”.

Ieri, 09:57

Vasto incendio in una raffineria in Australia

Un violento incendio divampato nella raffineria di petrolio Viva Energy presso Melbourne in Australia arriva “nel momento peggiore possibile” ha detto il primo ministro Anthony Albanese che l’ha visitata dopo aver interrotto in anticipo la sua missione commerciale in Malaysia. “Le conseguenze sulle forniture carburante resteranno tuttavia contenute”, ha assicurato.

L’incendio, scoppiato nella tarda serata di mercoledì nell’impianto che copre il 50% della domanda di carburante dello Stato di Victoria e circa il 10% a livello nazionale, ha sollevato timori immediati sulla tenuta del sistema energetico australiano. Il vice primo ministro Richard Marles, e il responsabile per l’energia Chris Bowen, ha riconosciuto la gravità dei danni ma ha sottolineato che le prime indicazioni sono relativamente rassicuranti.

“Si tratta di un incidente rilevante, ma l’azienda ritiene che l’impatto sulle forniture sarà limitato”, ha detto Bowen. Secondo le prime ricostruzioni l’incendio sarebbe stato causato da una perdita di gas. Le fiamme hanno interessato soprattutto le infrastrutture di produzione di benzina e di carburante per piccoli aerei. Un elemento questo ritenuto decisivo: proprio il gasolio e il carburante per aviazione sono infatti i prodotti più esposti alle tensioni internazionali legate alla crisi in medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Ieri, 08:33

Idf scoraggia rientri nel sud del Libano e attacca postazioni a ridosso del confine

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno avvisato i civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. “Durante l’accordo di cessate il fuoco, le Idf continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale a fronte della continua attività terroristica di Hezbollah”, afferma il portavoce dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee, in un post su X.

Il militare ha elencato decine di villaggi in cui i civili non possono tornare. “Inoltre, non avvicinatevi alla zona del fiume Litani, a Wadi al-Salhani e a Saluki”, aggiunge Adraee.

Inoltre, durante la notte su oggi, lunedì, l’Idf afferma di avere attaccato un lanciarazzi “completamente armato e pronto al fuoco nella zona di Qalawiya, nel Libano meridionale, a nord della linea del fronte, per prevenire una minaccia diretta alle città israeliane settentrionali”.

Ieri, 08:31

Teheran, giustiziate due persone

La magistratura iraniana ha annunciato che due uomini, accusati di affiliazione al Mossad israeliano, sono stati giustiziati per impiccagione nell’odierna mattina di lunedì. Secondo Teheran i due “erano membri di una rete di spionaggio, con legami con il Mossad israeliano attraverso visite nel Kurdistan iracheno e tramite i social media. Hanno ricevuto addestramento operativo terroristico su come fabbricare proiettili esplosivi e lanciatori”. Erano accusati di “Moharebeh (guerra contro Dio) e di collaborazione con gruppi ostili e il regime sionista, cospirazione e organizzazione di manifestazioni contro la sicurezza del Paese, appartenenza a gruppi terroristici e propaganda contro il sistema”.

Ieri, 07:58

Prezzo del greggio in salita

Oggi, lunedì, i prezzi del petrolio hanno registrato un rialzo, sostenuti dalle dichiarazioni degli Stati Uniti e dell’Iran riguardo alle tensioni legate alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Dopo la fragile tregua intravista la scorsa settimana, l’incertezza torna a farsi sentire sui mercati.

Subito di prima mattina il prezzo del barile di Brent del Mare del Nord è salito del 5,47% a 95,32 dollari. Il suo equivalente americano, il WTI, ha guadagnato invece il 5,98% a 88,86 dollari.

Per gli analisti della piattaforma Trading Economics, “questo rialzo fa seguito alle dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui la marina statunitense ha aperto il fuoco e sequestrato una nave da carico iraniana dopo che questa aveva ignorato l’ordine di fermarsi mentre lasciava lo stretto di Hormuz”. Anche Teheran ha preso di mira alcune navi e ha ribadito il proprio controllo sullo stretto, sostenendo una violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti.

Ieri, 07:42

L'Iran: "Reagiremo presto al blocco della nostra nave" 

L’Iran promette di “rispondere presto” al sequestro da parte degli USA di una nave cargo che stava tentando di forzare il blocco nel Golfo dell’Oman. “Le forze armate della Repubblica islamica d’Iran reagiranno presto e adotteranno le misure di ritorsione contro quest’atto di pirateria armate e contro i militari americani”, scrive su Telegram il portavoce dello Stato maggiore di Teheran accusando gli USA di aver “violato il cessate il fuoco”.

Ieri, 06:15

Nuove tensioni tra Washington e Teheran

Nel corso del fine settimana si è registrato un acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, principalmente in merito al transito marittimo, mentre Washington ha dichiarato di aver sequestrato, nell’ambito del proprio blocco, una nave iraniana diretta verso un porto del Paese, e Teheran ha promesso di reagire, dopo aver di fatto interrotto il traffico nel cruciale stretto di Hormuz.

Ciò fa temere una ripresa su larga scala delle ostilità, mentre il cessate il fuoco tra le due parti è destinato a terminare nelle prime ore della notte tra martedì e mercoledì e la tregua annunciata giovedì sera tra Israele e il Libano è fallita, con il rischio di alimentare la controversia tra gli Stati Uniti e l’Iran, sostenitore di Hezbollah libanese.