A come Argento Ancora una volta, la quinta in cinque finali disputate, la Svizzera ha dovuto accontentarsi della medaglia d’argento. Un metallo che, francamente, nessuno sopporta più e nei confronti del quale stiamo sviluppando una forte allergia. La prossima volta meglio cambiare, possibilmente prendendosi l’oro.
B come Biglietti Trovare un tagliando per le partite della Svizzera alla Swiss Life Arena era impossibile, tutti sono stati venduti con largo anticipo. E anche quando gli organizzatori hanno rimesso in vendita qualche piccolo contingente, i biglietti sono spariti in pochi minuti. Pare anche che chi, all’ultimo minuto, è riuscito ad accaparrarsi in qualche modo quelli per la finale abbia speso cifre intorno ai 2’000 franchi.
C come Cadieux Avrebbe dovuto prendere in mano la squadra solo dopo il Mondiale, invece a causa del caso Fischer si è già trovato in sella a un solo mese dall’inizio della rassegna iridata. Con la sua calma ha saputo tenere unito il gruppo e con la sua esperienza ha saputo leggere partite e situazioni, portando la Svizzera ad un passo dall’oro. Nessuno ha mai fatto meglio di lui nel debutto a un Mondiale sulla panchina rossocrociata.
D come Decibel Il volume all’interno della Swiss Life Arena quando giocava la Svizzera è sempre stato altissimo, anche per merito delle prestazioni della squadra. In occasione dei gol rossocrociati e quando a fine partita il pubblico cantava “W. Nüss vo Bümpliz” si è addirittura superata la soglia dei 100 decibel. I tifosi elvetici hanno fatto parlare di loro in modo positivo tutto il mondo.
E come End of an era Tradotto in italiano è “fine di un’epoca”, ma l’abbiamo pensato in inglese perché è la lingua madre del giocatore in questione. Trattasi di Sidney Crosby, che a meno di clamorosi ripensamenti dovrebbe aver disputato proprio in Svizzera il suo ultimo grande torneo con la maglia del Canada. Dopo l’argento alle Olimpiadi, il 38enne sperava di chiudere in bellezza vincendo l’oro, ma invece ha dovuto accontentarsi del quarto posto.
F come Friborgo La città ha vissuto delle settimane indimenticabili, dapprima festeggiando il primo titolo del suo Gottéron e poi ospitando alla BCF Arena i Mondiali. E il pubblico friborghese, nonostante la Svizzera giocasse a Zurigo, ha risposto presente. Le statistiche dicono infatti che la media di spettatori a partita ha raggiunto le 5’700 persone e che la pista è stata occupata in media al 75% della sua capacità.
G come Genoni Ancora una volta viene selezionato nell’all-star team del torneo, dall’alto della sua media di parate del 97,08% e dei tre shutout realizzati. Questi gli hanno permesso prima di diventare primatista in solitaria ai Mondiali e poi di ritoccare due volte il suo record. A 38 anni il nativo di Semione è ancora una certezza per la Nazionale.
H come Hockey È sempre uno degli sport più divertenti ed emozionanti da seguire e i Mondiali sono sempre una festa e un successo, anche se si disputano ogni anno, pure in quello olimpico. E poco importa se nella rassegna iridata le squadre non possono schierare tutti i giocatori migliori: si vince contro gli avversari con cui si compete, non contro quelli che avrebbero potuto esserci.
I come Italia Il bianconero Marco Zanetti e il biancoblù Tommaso De Luca non sono riusciti ad evitare la retrocessione nel Gruppo B con la maglia dell’Italia. Gli Azzurri, di scena a Friborgo, hanno perso tutte e sette le partite disputate, inclusa quella decisiva con la Slovenia. Probabilmente li rivedremo comunque nell’élite tra due anni a Parigi e Lione.
J come Josi Nonostante gli anni passino anche per lui (ne compie oggi 36), Roman Josi continua a essere il leader indiscusso della Svizzera. E a fornire prestazioni incredibili, anche a livello di punti. Il bernese, MVP e miglior difensore, ha chiuso infatti il Mondiale con 5 reti e 7 assist, realizzando pure contro l’Ungheria l’hat trick più veloce della storia della rassegna iridata. Peccato solo che anche questa volta non sia riuscito a mettersi al collo la medaglia d’oro.
K come Krueger Coach per oltre 12 anni della Svizzera, che ha portato al quarto posto nella rassegna iridata casalinga nel 1998 e alla quale è stato il primo a dare una vera e propria identità di gioco, Ralph Krueger ha rivelato poco tempo fa di essere affetto dal morbo di Parkinson. Vedere le immagini del 66enne che legge lo starting six nello spogliatoio elvetico prima della semifinale con la Norvegia è stato davvero toccante.
L come Lettonia Arrivata ai Mondiali senza obiettivi ambiziosi visto che si trova in una fase di ricambio generazionale, la Lettonia si è invece rivelata una delle sorprese del torneo raggiungendo la fase a eliminazione diretta a spese della Germania. Nei quarti però il suo cammino si è interrotto altrettanto a sorpresa contro la Norvegia.
M come Metallica I Mondiali di hockey non sono stati l’unico grande evento in queste settimane a Zurigo, che il 27 maggio ha ospitato al Letzigrund anche un concerto dei Metallica. Nei suoi show il gruppo statunitense propone sempre delle cover di artisti locali e stavolta è toccato ad “Alperose” di Polo Hofer. Sarà un caso, ma dai giorni seguenti il brano è poi stato inserito, con grande successo, anche nella playlist della Swiss Life Arena.
N come Norvegia La vera e propria sorpresa del Mondiale 2026. Gli scandinavi sono tornati a disputare i quarti di finale dopo 14 anni battendo nella fase a gironi anche Svezia e Cechia. Ma non solo, i quarti li hanno pure superati, sconfiggendo la Lettonia. In semifinale nulla hanno potuto contro la Svizzera, mentre nella finalina hanno vintro con il Canada all’overtime, conquistando la prima medaglia della loro storia.
O come Oro Purtroppo, continua a sfuggire alla Svizzera. Cinque finali disputate e cinque sconfitte fanno male, anzi malissimo. Ma noi non ci accontentiamo più dell’argento e continueremo a dare la caccia all’agognato oro.
P come Protagonista Come nel 2009, Cooly è subito diventato protagonista assoluto prima, durante e dopo le partite. La mascotte con le sembianze di una mucca con i pattini è entrata nel cuore degli spettatori, che si sono divertiti con le sue gag spiritose. Lo rivedremo sicuramente già prima del prossimo Mondiale in Svizzera, che ancora non è stato messo in calendario.
Q come Quanto costa I prezzi di Zurigo, si sa, sono alti. E se lo sono per chi proviene da altre regioni della Svizzera, figuriamoci per chi è arrivato dall’estero per seguire i Mondiali. I giornalisti di una testata finlandese hanno fatto un reportage sui prezzi nei supermercati e ciò che li ha sconvolti di più è stato il costo della... carne macinata. Strano, ma vero. Personalmente invece il salasso sono stati i 10,50 franchi chiesti per un pezzetto di pizza all’interno della Swiss Life Arena.
R come Raclette Restando al tema cibo, all’interno della nuova pista zurighese ci sono diversi punti di ristoro, suddivisi nelle categorie “Burgers”, “Pizza & Pasta” e “Pommes”. All’esterno invece se ne trova uno che offre pure “Swiss Food”, ovvero raclette e fondue. E quest’ultimo, nonostante le temperature vicino ai 30 gradi, è comunque stato preso d’assalto.
S come Svizzera Il nostro Paese ha ancora una volta dimostrato di saper organizzare dei grandi avvenimenti sportivi. Certo, nei primi giorni sia a Zurigo sia a Friborgo si è dovuto fare un po’ di rodaggio, ma in generale tutto ha funzionato bene, per la gioia di giocatori, staff e addetti a lavori. E la Svizzera ha mostrato ancora un volta al mondo, che lo ha apprezzato, quanto grande è la passione per lo sport del suo popolo.
T come Temperature Quasi autunnali nei primi giorni del Mondiale, estive nella seconda parte. Se preferire caldo o freddo è una questione di gusti personali, le temperature troppo elevate hanno anche causato qualche problema. L’Austria, ad esempio, per il troppo caldo ha preferito non svolgere il warm up prima delle partite all’esterno della Swiss Life Arena, trovando però delle difficoltà nel reperire spazi adeguati all’interno. Anche nella fan zone il caldo si è fatto sentire, in particolare nel grande tendone, ma nonostante ciò i tifosi sono accorsi in massa e l’hanno riempita in diverse occasioni fino al massimo della capienza.
U come Uscite dall’arena Era la frase che risuonava, ovviamente in inglese e tedesco, all’interno della Swiss Life Arena al termine delle partite del mezzogiorno e del pomeriggio. Prima del match seguente era infatti necessario far uscire tutti gli spettatori per effettuare la pulizia degli spalti e del resto della pista, ma anche per procedere a un nuovo controllo dei biglietti, visto che non tutti avevano scelto di acquistare il pack giornaliero.
V come Videocubo LED Uno dei punti di forza della Swiss Life Arena è indubbiamente il suo enorme maxischermo, il più grande d’Europa in un impianto indoor e dall’altissima definizione. Le immagini proposte erano talmente belle che poteva anche succedere che gli occhi rimanessero puntati lì per qualche istante di troppo prima di tornare ad osservare quel che avveniva sul ghiaccio.
W come “W. Nuss vo Bümpliz” Scelto personalmente da Nico Hischier per celebrare le vittorie della Svizzera, il brano dei Patent Ochsner è diventato non solo un rituale collettivo da celebrare, ma anche un momento da pelle d’oca. Sarebbe stato bello sentirla un’ultima volta domenica sera, ma la canzone resterà indissolubilmente legata alle emozioni vissute durante queste due settimane.
X come X di pareggio Sulla schedina il pareggio viene rappresentato con una X e di pareggi nei tempi regolamentari in questo Mondiale se ne sono visti davvero pochi. Nella fase a gironi sono stati solamente sei (con tre partite che si sono risolte all’overtime e tre ai rigori), mentre nella fase ad eliminazione diretta tutti gli incontri si sono conclusi al 60’ tranne due, la finalina e la per noi amarissima finale.
Y come Yes È quella parolina magica in inglese che vorresti sempre sentirti dire quando, da giornalista, chiedi ad un giocatore se ha tempo per rispondere ad alcune domande. In genere ai Mondiali tutti sono sempre piuttosto disponibili, anche le star della NHL, a volte invece devi essere fortunato e altre volte infine non c’è nulla da fare. Oppure, ma non si fanno nomi, c’è anche chi ti dice di sì e poi continua a camminare verso gli spogliatoi, costringendoti a schivare altri colleghi, microfoni e telecamere. Niente di male, fa parte del gioco e in fondo è anche divertente.
Z come Zurigo Vista la sua eterogeneità non tutti gli abitanti erano interessati ai Mondiali di hockey o addirittura sapevano che fossero in corso, ma Zurigo si è dimostrata sede perfetta per la rassegna iridata. Il centro è stato decorato con stendardi con il logo del Mondiale e la zona intorno alla Swiss Life Arena è diventata cuore pulsante della città per oltre due settimane. Ciao Zurigo, non è finita come speravamo, ma ci mancherai!

Mondiali, il servizio sulla finale Svizzera-Finlandia (01.06.2026)
RSI Sport 01.06.2026, 00:10
Mondiali, il collegamento con Flavio Maddalena (Telegiornale 01.06.2026, 12h30)
RSI Sport 01.06.2026, 12:58






