“Abbiamo aspettato l’hydration break per fare i cambi, così loro non hanno potuto adattarsi”, con queste parole Murat Yakin ha spiegato le sue scelte al termine della partita contro la Bosnia ed Erzegovina. Scelte che lo hanno ripagato, perché i subentrati al 71’ sono stati Manzambi, Vargas e Sow, tutti protagonisti delle quattro reti rossocrociate tra gol, assist e rigore procurato. La stessa situazione si è quasi ripetuta in Germania-Costa d’Avorio, con gli africani che si sono portati in vantaggio un minuto dopo la pausa di metà primo tempo e nella ripresa hanno inserito, tra gli altri, Adingra, che ha poi fallito un’ottima occasione per segnare il 2-1 poco prima di subirlo.
La pausa per permettere ai giocatori di bere esiste già da qualche anno, quando era conosciuta come cooling break, ma in questo Mondiale è stata introdotta sistematicamente per ogni incontro indipendentemente dalla temperatura. Se dal punto di vista della FIFA è puramente una mossa di marketing per inserire delle pause pubblicitarie, che è stata accolta con parecchi dubbi da tifosi e addetti ai lavori, per gli staff tecnici è invece una risorsa che cambia la gestione della partite anche a vantaggio degli stessi tifosi. Quello che di fatto è un time-out permette infatti agli allenatori di effettuare sostituzioni e impartire istruzioni tattiche e rende le partite più imprevedibili e aperte fino alla fine, aspetto che per ora ha sorriso alla Svizzera. Che siate pro o contro questa novità quindi, finché Yakin saprà sfruttarla così sapientemente non si potrà mai condannare l’hydration break, anzi...

Mondiali, highlights di Svizzera-Bosnia ed Erzegovina (LA2 Sport Live 18.06.2026, 21h00)
RSI Sport 18.06.2026, 23:16

Mondiali, highlights di Germania-Costa d’Avorio (LA2 Sport Live 21.06.2026, 22h00)
RSI Sport 21.06.2026, 00:14










