Originaria di Locarno, Elda Marazzi fu una personalità tanto popolare quanto amata nella sua città, dove lavorò per anni in svariati ambiti della sfera sociale. Di ritorno dagli studi di lingua tedesca presso il collegio di Stans, nel Canton Nidvaldo, Marazzi trovò lavoro come segretaria di alcuni medici illustri della regione. Questi primi impieghi le permisero di avvicinarsi all’ambito della cura dei malati, che l’avrebbe impegnata per il resto della sua vita: infatti, nel 1936 divenne segretaria della neofondata sezione ticinese della Lega contro il cancro, un incarico che svolse con dedizione e perseveranza fino a giugno del 1982, a soli due mesi dal suo decesso1. Fu inoltre volontaria per il servizio di ambulanze del locarnese, membra di Pro Infirmis e dell’Associazione Giovani Esploratori Ticinesi e segretaria del Centro Trasfusionale della Croce Rossa.
La personalità socievole, accogliente e genuina le valse l’ammirazione e l’amicizia non solo delle file di malati che assistette durante gli anni della Lega, ma anche degli avventori del ristorante La Posta di Locarno, attività di famiglia di cui essa prese le redini a partire dal 1957 e che fu un punto di ritrovo per scrittori e artisti della regione.
L’attività politica e militante si sviluppò prevalentemente intorno alla questione del suffragio universale, di cui Marazzi fu una convinta sostenitrice. A partire dagli anni Cinquanta aderì a svariate associazioni che sostenevano il diritto di voto per le donne, tra cui il Movimento sociale femminile (che nel 1954 divenne Associazione Ticinese per il voto alla donna) di cui assunse la presidenza dal 1964 al 1974. In seguito all’esito negativo della votazione cantonale del 1966, Marazzi si fece portavoce delle donne ticinesi nel descrivere l’amarezza e il dolore collettivo per l’ennesimo disconoscimento di un diritto fondamentale, negato loro dall’egoismo degli uomini “che temono la presenza delle donne specialmente nelle amministrazioni comunali”.2 La sua promessa di continuare la lotta si concretizzò nelle svariate campagne di propaganda e sensibilizzazione in cui si lanciò e che contribuirono, finalmente, al raggiungimento dell’agognato risultato nell’ottobre del 1969.


Dopo la conquista del suffragio universale a livello cantonale, la carriera politica di Marazzi prese nuovo slancio: nel 1969 entrò a far parte della sezione femminile del Partito Liberale Radicale; nel 1971 fu tra le undici donne elette in Gran Consiglio, e dal 1972 al 1979 fu consigliera comunale di Locarno. Nella sua carriera politica si riflettono le cause che la guidarono per tutta la vita: la cura dei malati e il miglioramento della condizione femminile. Tra le battaglie che sostenne, si ricordano i problemi di salute causati dal fumo, il diritto all’aborto e la richiesta di maggiori concessioni sui salari femminili.
Nel 2025, il Consiglio comunale di Locarno ha approvato la proposta del Municipio di intitolare sette strade a figure femminili di spicco della città: l’attuale via delle Aziende sarà quindi rinominata via Elda Marazzi.


1Data ancora un po’ dubbia: c’è un articolo del GdP che dice che diede le dimissioni a giugno del 1981; il server dice 1982 così come un altro articolo di Libera Stampa (giugno 1982).
2‘Un’ingiustizia mossa da egoismo’. Archivi RSI, 24.04.1966.






