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Rosita Mattei

Biografia

  • 25.08.1919, 15:05
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  • Rosita Mattei. Crediti fotografici: archivio privato, fam. Stefanini. Archivi Riuniti Donne Ticino (ADT), Fondo fotografico.
Di: Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino 

Originaria di Muralto, Rosita Mattei si diplomò all’Istituto delle suore insegnanti della Santa Croce di Menzingen, nel Canton Zugo, dove studiò lingue e commercio. Di rientro in Ticino, iniziò a lavorare per la cartolibreria del padre in Piazza Grande a Locarno. 

L’interesse per le questioni sociali iniziò a emergere negli anni Sessanta quando entrò a far parte della Commissione Casa San Carlo, una casa per anziani a Locarno che, come denunciò più avanti, offriva spazi e comfort insufficienti ai propri ospiti. Allo stesso tempo, il clima di crescente mobilitazione da parte delle associazioni femminili che spingevano per la concessione del diritto di voto stimolò l’interesse politico di Mattei, che abbracciò la causa e militò a fianco di altre donne, come Elda Marazzi ed Elsa Franconi-Poretti, per il suffragio universale scrivendo articoli e firmando lettere a sostegno della causa. Nel 1965 animò la manifestazione delle donne conservatrici organizzata in vista del lancio dell’iniziativa costituzionale per il suffragio femminile, per cui si votò l’anno successivo e che ebbe esito negativo. 

Con l’agognata conquista dei pieni diritti politici a livello federale nel 1971, Mattei colse l’occasione per candidarsi al Gran Consiglio e fu eletta come rappresentante del PPD per il quadriennio 1971-1974. Si propose inoltre per il Consiglio Nazionale, per il quale però non ottenne il seggio. Durante il suo mandato si impegnò su più fronti, presentando interpellanze riguardanti il traffico e l’ambiente, l’educazione e le questioni economiche e sociali di diversa matrice, tra cui la protezione dei piccoli commercianti, l’accoglienza dei cittadini stranieri e la creazione di un centro di recupero per tossicodipendenti. A causa di una malattia invalidante, Mattei non fu in grado di portare a termine la legislatura e lasciò il posto a Giacomo Simona a partire da dicembre 1974. Al momento delle dimissioni, i giornali lodarono “l’alto senso di responsabilità”, il suo “notevole impegno” e la “capacità” con cui aveva svolto la carica di deputata e dato visibilità a problematiche di interesse per i locarnesi1.

Una volta ripresasi dalla malattia, Mattei non occupò più cariche politiche di simile calibro ma continuò a dimostrare impegno a livello sociale operando perlopiù in associazioni religiose e caritatevoli, occupandosi, per esempio, di raccogliere fondi per delle missioni di beneficenza in Indonesia. 

Nel 2025, il Consiglio comunale di Locarno ha approvato la proposta del Municipio di modificare i nomi di sette strade per rendere omaggio a sette figure femminili di spicco della città. Tra queste c’è anche Rosita Mattei, il cui nome sostituirà quello dell’attuale via delle Scuole.  

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  • Rosita Mattei. Crediti fotografici: archivio privato, fam. Stefanini. Archivi Riuniti Donne Ticino (ADT), Fondo fotografico.
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  • Rosita Mattei. Crediti fotografici: archivio privato, fam. Stefanini. Archivi Riuniti Donne Ticino (ADT), Fondo fotografico.

1 ‘L’on. Giacomo Simona subentra all’on. Rosita Mattei in Gran Consiglio’. Popolo e Libertà, 10. 12.1974. 

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