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Elsa Barberis

Biografia

  • 07.06.1902, 15:16
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Di: Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino 

Personalità mondana, festosa ed esuberante, Elsa Barberis fu una protagonista dell’alta moda ticinese e svizzera. Diplomata all’Istituto Sant’Anna, Barberis non frequentò la scuola di sartoria ma si avvicinò alla materia in modo autonomo. Questa assenza di didattismi conferiva un tocco unico alle sue creazioni, spesso lontane dai modelli teorici ma pensate per adattarsi armonicamente alla silhouette della destinataria e sempre curate nei minimi dettagli.1

La giovane stilista mosse i primi passi nel mondo della sartoria in maniera quasi privata, confezionando abiti per amici e parenti al proprio domicilio. In pochi anni, mossa sia dal successo riscosso dai suoi capi che, probabilmente, dalla crescente necessità economica causata dal decesso del padre nel 1933, Barberis riuscì ad ampliare l’attività fino ad aprire un atelier in centro a Lugano, inaugurato nel 1935. Inizialmente di dimensioni modeste, l’atelier continuò a crescere, necessitando via via di spazi più grandi; dopo vari spostamenti, si stabilizzò in via Nassa, dove rimase fino ai primi anni Sessanta. Nel suo momento di più vivace operosità, la sartoria arrivò a impiegare fino a 35 tra sarte e apprendiste, che confezionavano abiti su misura per le clienti facoltose della città.

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La Seconda Settimana della Moda Svizzera, tenutasi a Zurigo nel 1943, fu il trampolino di lancio che le permise di portare il suo lavoro oltre i confini cantonali. Da quel momento, le sue creazioni furono ripetutamente esposte nelle sfilate esclusive tenutesi in hotel lussuosi al largo della Svizzera interna, dove le clienti acquistavano i capi che venivano poi confezionati nell’atelier di Lugano. Elsa Barberis divenne così una protagonista della haute couture svizzera, e per decenni fu un’invitata immancabile agli eventi dedicati alla moda in tutto il Paese. Tra le sue clienti si conta anche l’attrice statunitense Gloria Swanson, celebre star del cinema muto che le propose di seguirla in Nord America ma senza successo, poiché Barberis, legata com’era al Ticino e alla Svizzera, non volle separarsi dalla sua terra natia2.

Questo attaccamento al Canton Ticino si rivelò fonte di ispirazione per la Seconda Esposizione Nazionale Svizzera del Lavoro Femminile (SAFFA) del 1958, a cui Barberis partecipò in veste di Presidente del Gruppo Abbigliamento. Per l’occasione, creò una collezione interamente ispirata all’artigianato ticinese: sia nella scelta di colori caldi autunnali, che variavano dal giallo al marrone, che in quella dei tessuti, tutti realizzati in fibre naturali intrecciate da artigiane del territorio, gli abiti erano pensati per richiamare i prodotti dell’agricoltura locale e per rendere omaggio ai lavoratori del settore agricolo e artigianale ticinese.

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L’inconfondibile “stile Barberis” si riconosce nel piglio tanto elegante quanto disinvolto dei suoi capi, i quali sfoggiavano combinazioni di colori innovative e audaci che sfidavano le convenzioni della moda degli anni Trenta e Quaranta. La praticità delle vesti, dalle forme dritte e quadrate, e la semplicità dei materiali rispondevano alle nuove esigenze di comodità e stile di una borghesia in evoluzione e in costante movimento, offrendo dei capi “per donne vere”, al passo con i tempi3.

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Dopo la chiusura dell’atelier di via Nassa nel 1963, Barberis smise di confezionare abiti ma trovò altri modi per esprimere la sua vena creativa, dedicandosi prevalentemente all’arredamento d’interni e alla scultura in legno. Il decesso, avvenuto nel 1991, sembrò portare con sé la fama della modista. Tuttavia, nel 2024, la scrittrice e regista Claudia Quadri presentò il documentario “Elsa Barberis, una pioniera dimenticata” alle Giornate di Soletta, contribuendo significativamente alla sua riscoperta dal grande pubblico. A maggio dello stesso anno, il cinema LUX di Massagno proiettò il documentario accompagnato da un’esposizione di capi realizzati dalle studenti della CSIA sulla base degli schizzi di Barberis.

1 ‘Una stilista capace di anticipazioni’. Corriere del Ticino, 09.04.1991. 

2 ‘La moda nella Svizzera italiana’. C’ero anch’io, 31.12.2012, archivi RSI. 

3 ‘Intelligentemente ribelle Elsa Barberis – non segue linee: crea vestiti per donne “vere”’. Giornale del Popolo, 26.09.1958.

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