Archivi

Felicina Colombo

Biografia

  • 14.04.1901, 10:14
FelicinaColombo_2.jpg
  • Felicina Colombo. L.Ruckstuhl, Il suffragio femminile in Svizzera, Lugano 1991, p.142. Archivi Riuniti Donne Ticino (ADT), Fondo fotografico.
Di: Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino 

Nel Novecento, il settore dell’educazione in Ticino fu segnato da una cospicua presenza femminile. Tuttavia, le maestre erano confrontate da una serie di ostilità e restrizioni che rendevano difficile l’esercizio della loro professione: le accuse di rubare il lavoro agli uomini, le norme che favorivano i maestri e salvaguardavano i loro posti di lavoro a scapito di quelli delle colleghe, l’imposizione di scegliere, tra gli anni Trenta e Settanta, tra carriera e matrimonio.1 Negli anni duri del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra, in un settore trainato dalle donne ma colmo di difficoltà, Felicina Colombo si affermò come una guida capace, il cui intervento ebbe un notevole impatto sul sistema educativo ticinese.

Colombo si diplomò come maestra presso l’Istituto S.Maria di Bellinzona nel 1920, distinguendosi per gli eccellenti risultati e la diligenza nel lavoro. Ottenne un posto alle scuole di Ravecchia, dove lavorò fino al 1931, e nello stesso periodo insegnò francese nelle scuole professionali di Bellinzona. Già nel 1925 si era abilitata all’insegnamento nelle scuole maggiori, titolo che mise in pratica anni dopo, tra il 1952 e il 1965, quando fu nominata insegnante di pedagogia e vicedirettrice della Scuola magistrale femminile di Locarno.

La sua carriera prese una svolta quando, nel 1931, sostituì Teresina Bontempi come ispettrice cantonale degli asili, una carica che mantenne per un ventennio, fino al 1952. Lo scopo principale di questo ruolo era assicurare un ordinamento unitario agli asili del Cantone2: al suo interno, Colombo si adoperò affinché gli asili diventassero una preparazione prescolastica onnicomprensiva e aperta a tutti anziché istituti caritatevoli di accoglienza diurna per bambini bisognosi, come lo erano stati prevalentemente nell’Ottocento. Colombo richiese una formazione in linea con il metodo Montessori e un modello educativo che integrasse il gioco, l’istruzione e la convivenza con i compagni e la maestra, nonché un marcato miglioramento delle condizioni igieniche delle strutture, spesso insufficienti. Il suo modello educativo fu altamente influente dello sviluppo del sistema prescolare ticinese, che, da “casa dei bambini”, si evolveva verso la creazione della “scuola materna”3.

FelicinaColombo_1.jpg
  • Infermiere con bambini al nido d’infanzia. Archivi Riuniti Donne Ticino (ADT), Fondo fotografico, 3.0279.

In qualità di ispettrice ebbe un ruolo fondamentale nell’istituzione del corso biennale obbligatorio per le future maestre della scuola dell’infanzia presso la Scuola Magistrale, entrato in vigore nel 1947. Prima di allora, la formazione delle educatrici, forse influenzata dall’idea della naturale predisposizione femminile alla cura e alla maternità, era limitata a tre settimane.4 L’ispettrice seppe riconoscere l’importanza di formarsi prima di formare, di imparare il mestiere per diventare educatrici e tutrici migliori.

A partire dal 1937, per molti anni, Colombo collaborò con Radio Monteceneri in un programma dedicato alla lettura di fiabe e filastrocche per bambino; sotto lo pseudonimo “Lucciola”, la maestra rispondeva alle lettere che i piccoli ascoltatori le scrivevano. A partire dal 1940, affiancata ida da Piero Bianconi e Virgilio Gilardoni, istituì il bollettino della Radioscuola della Svizzera italiana, che offriva lezioni di carattere storico e scientifico, che furono poi adattate anche ai bambini della primaria. Attraverso questi programmi, Colombo offriva momenti ricreativi, di svago e apprendimento durante i difficili anni del periodo interbellico.

Durante e dopo la guerra collaborò con la Croce Rossa e con il Dono Svizzero all’estero e partecipò alla commissione nazionale dell’UNESCO. Colombo fu anche una sostenitrice del suffragio femminile e dei diritti delle donne, e nel 1964 fece parte dell’Alleanza delle società femminili svizzere nella commissione per l’Esposizione nazionale di Losanna.

1Fornara, Lisa. ‘Dal diritto all’istruzione alla professione di insegnante: tracce femminili nella storia della scuola’. Per tutti e per ciascuno. La scuola pubblica nel Canton Ticino dall’Ottocento ai giorni nostri, a cura di Nelly Valsangiacomo e Marco Marcacci, Armando Dadò Editore, 2015, pp. 220-21.

2Miotto Altomare, Gianna; Beltrani, Martino. ‘La scuola dell’infanzia del Canton Ticino: sviluppi storici e modelli pedagogici’. Rivista svizzera di scienze dell’educazione, vol. 25, n.2, 2003, p.213. 

3Miotto Altomare e Beltrani, 214-15.

4Miotto Altomare e Beltrani, 221. 

Ti potrebbe interessare