Il potere del cane

Disponibile in sala e su Netflix

Il potere del cane è un romanzone del giallista americano Don Winslow che racconta la guerra della droga tra Stati Uniti e Messico. Ma non è il libro da cui è tratto l'omonimo, ultimo film di Jane Campion, che adatta invece il meno conosciuto western di Thomas Savage (pubblicato in traduzione italiana dall'editore veneto Neri Pozza).

Risolto il possibile equivoco, possiamo comunque convenire che entrambe siano in qualche modo storie di frontiera, pur se molto diverse, e soprattutto storie quintessenzialmente maschili. Il che è in qualche modo sorprendente per una regista come Jane Campion, che nel corso della sua carriera ha lavorato molto spesso sullo studio dei personaggi femminili.

Il racconto è ambientato nel Montana degli anni Venti, attorno al ranch dei fratelli Burbank. Uno dei due si innamora della vedova Rose, che gestisce un piccolo ristorante della zona cercando di sopravvivere. L'altro, bè... per farla breve, è un cowboy e di conseguenza, un esempio di quella che oggi gli americani chiamano “mascolinità tossica”.
L'arrivo al ranch di Rose, e soprattutto di suo figlio poco più che adolescente, non gli piace affatto, almeno inizialmente. Poi i rapporti si complicano ancora di più. Seguono due ore di dramma che – più che psicologico – sarebbe corretto definire psicotico. Un thriller quasi privo di azione, eppure tesissimo.

I personaggi maschili rappresentano archetipi che a prima vista appaiono di semplice lettura – il bullo sadico e il giovane efebico, carnefice e vittima – e invece si rivelano opachi e complessi a mano a mano che il racconto procede. Non mancano le informazioni, ma l'ambiguità rimane. Anche grazie a un racconto che procede per ellissi, senza per questo perdere in precisione o efficacia.

La messinscena è elegante, eppure realistica: corpi e vestiti sporchi, ambienti polverosi, animali che non sembrano la versione edulcorata della natura che troppo spesso vediamo sullo schermo.

Rimane da chiedersi che fine abbiano fatto i cowboy, quelli veri, da John Wayne in giù: è l'ennesima volta, in fondo, che vediamo il loro mito fatto a pezzi. Aspettiamo il prossimo film da regista e protagonista di Clint Eastwood per capire se anche lui si unirà all'orda degli iconoclasti. Jane Campion, intanto, ha portato il suo piccolo contributo alla distruzione in fieri di questo mito americano.

The Power of the Dog (Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia, Canada/2021)
Regia: Jane Campion
Interpreti: Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst, Jesse Plemons, Kodi Smit-McPhee, Thomasin McKenzie, Geneviève Lemon, Keith Carradine, Frances Conroy
Durata: 126'

 
Michele Serra
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