All’Eurovision 2026, il palco non è più uno solo. Accanto a quello di Vienna, ce n’è un altro, invisibile ma determinante: quello dei social media. Qui, settimane prima dell’inizio della gara, si costruiscono consensi, si testano i brani e, sempre più spesso, si decide chi parte davvero in vantaggio.
TikTok è la piattaforma chiave di questa nuova dinamica. Alcuni artisti arrivano con una fanbase già consolidata – dall’italiano Sal Da Vinci (viralissimi i video con le canzoni Rossetto e caffè e Per sempre sì) alla cipriota Antigoni, fino alla bulgara Dara o alla svedese Felicia – ma oggi non basta avere follower: conta soprattutto la capacità di diventare virali.
È su questo terreno che si gioca una partita parallela. Esistono già classifiche dedicate ai brani più usati nei video TikTok, basate sul numero di clip in cui compaiono: un indicatore concreto della diffusione di una canzone nello spazio digitale. Alcuni pezzi emergono chiaramente per questo tipo di circolazione, spesso indipendentemente dai pronostici della vigilia.
Dalle delusioni di Vienna al respiro delle Alpi
Casa Svizzera 15.05.2026, 09:10
Contenuto audio
Tra questi, per esempio, l’energia pop e visiva di Ferto del greco Akylas, che combina ritmo ballabile e una forte componente coreografica: elementi ideali per la riproduzione in loop. Oppure Eclipse dell’australiana Delta Goodrem, che gioca su un crescendo emotivo facilmente “clippabile”, capace di funzionare in frammenti da pochi secondi. Anche Liekinheitin della Finlandia, tra i favoriti assoluti, ha beneficiato di una discreta circolazione online, grazie a un elemento distintivo - il mix tra pop e performance strumentale - che rende la canzone immediatamente riconoscibile.
Il punto è che oggi un pezzo Eurovision è pensato anche per i social. Deve funzionare in trenta secondi, essere riconoscibile senza contesto, offrire un elemento replicabile. TikTok, in questo senso, non è solo una vetrina ma un vero motore creativo: può trasformare una canzone in fenomeno globale prima ancora della finale, influenzando streaming, percezione pubblica e attenzione mediatica.
Eppure, la viralità non garantisce automaticamente la vittoria. L’Eurovision resta un evento dal vivo, dove entrano in gioco l’esibizione, la regia e il voto combinato di pubblico e giurie. Ma ignorare il mondo digitale significa rinunciare a una parte fondamentale della competizione.
Nel 2026, vincere l’Eurovision significa dunque saper abitare entrambi i palchi: quello televisivo e quello degli smartphone. E sempre più spesso, è proprio tra scroll e video brevi che nasce il primo vero verdetto.

