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Como una flor sin raíces

Un album di Lia Naviliat Cuncic

  • 16 maggio 2023, 11:37
  • 21 marzo, 15:06
  • MUSICA
  • CULTURA

"Como una flor sin raíces"

La Recensione 04.05.2023, 10:35

  • inouiedistribution.pro

Una giovane cantautrice, nata in Europa, con studi in Belgio, Francia, Germania, pubblica il suo primo CD che, convenzionalmente, verrà etichettato (taggato si dice oggi in quel gergo disgustoso che tutti siamo costretti a subire) come pop internazionale, world music o qualcosa del genere. Si chiama Lia Naviliat Cuncic, un nome di certo non comune, che in sé già racconta la storia di un'artista nata da genitori emigrati dall'America latina negli anni '70 del secolo scorso, madre cilena e padre uruguayo, fuggendo dalle dittature che stavano devastando il loro paese. Da questa vicenda, comune a milioni e milioni di esseri umani, prende le mosse questo album, intitolato Como una flor sin raíces.

Non è il racconto di un'esperienza (Lia per sua fortuna è troppo giovane per averla vissuta), ma è il racconto di un sentimento che fra gli sradicati di tutto il mondo quasi inevitabilmente si sedimenta nell'intimo. E non per caso la lingua è lo spagnolo. Ma c'è dell'altro che incuriosisce in questa artista. Non è una comune folksinger, bensì una notevole interprete del repertorio liederistico, con un mentore del calibro di Thomas Quasthoff.

Como una flor sin raíces è infatti solo un debutto nell'ambito popular, poiché il vero debutto di Lia come solista è stato pochi mesi prima in À la nuit, un album del clarinettista Franck Russo con musiche di Schubert e Schumann uscito per l'etichetta Calliope. Un multilinguismo, quello di Lia Naviliat Cuncic, la cui fresca naturalezza, in questi nostri anni così conflittuali, ha qualcosa di rincuorante.

Lia Naviliat Cuncic, Como una flor sin raíces, Productions Anecdotiques (Inouïe Distributions)

La recensione/Rete Due a cura di Giordano Monetcchi

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