(Keystone )

Coscienza e animali

Letizia Bolzani intervista Angelo Tartabini, autore di "La coscienza negli animali", su Play RSI

"L'intelligenza è negata agli animali solo da coloro che ne posseggono assai poca" Arthur Schopenhauer

Non abbiamo una definizione scientifica di coscienza, che cosa sia la coscienza resta un enigma. Ma un punto parrebbe certo: "qualunque cosa sia la coscienza per noi esseri umani, lo deve essere anche per gli animali".

A queste conclusioni giunge Angelo Tartabini, nel suo saggio "La coscienza negli animali"(Mimesis). Se una diversità si vuole trovare, la troviamo a livello quantitativo: è ovvio che il cervello di una lucertola è meno complesso di quello di una scimmia antropomorfa, la quale a sua volta ha un cervello (leggermente) meno complesso di quello di noi animali umani. Ma si tratta di differenze quantitative, non qualitative.

Non è che la coscienza umana abbia certe qualità e quella animale altre: le proprietà sono le stesse.
Uno scimpanzé, ad esempio, prova empatia, manifesta emozioni, legami affettivi, ha il senso del distacco e della morte, ha una teoria della mente, per cui riesce a fare inferenze e a “leggere” le intenzioni degli altri, sa pianificare ed elaborare strategie.

Angelo Tartabini, già professore ordinario di Psicologia generale al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, in passato ha svolto ricerche sul campo osservando le scimmie, e molti sono i suoi volumi ad esse dedicati. In questo recente "La coscienza negli animali", Tartabini pone, come recita il sottotitolo, "uomini, scimmie e altri animali a confronto".

L'intervista di Letizia Bolzani a Angelo Tartabini è andata in onda a Geronimo, Rete Due, e è disponibile sul Play RSI

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