La disponibilità del Ticino a un progetto pilota nell'ambito della nuova tassazione della mobilità proposta oggi (giovedì) da Doris Leuthard, che consiste nel far pagare maggiormente chi usa strade e trasporti pubblici nelle ore di punta (vedi il correlato), è "limitata al traffico stradale in entrata a un agglomerato". Questo è quanto il cantone aveva fatto sapere al Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazione, precisa Claudio Zali ai microfoni della RSI.
"Non c'è solo Lugano", spiega il consigliere di Stato, e la misura andrebbe applicata ai non residenti e d'intesa con il polo in questione. Si tratterebbe di un "piccolo disincentivo economico" per limitare i transiti. La possibilità di un pedaggio su determinati tratti di strada, nel Mendrisiotto o fra Lugano e Ponte Tresa per esempio, era una delle opzioni, ma Zali tende a escludere "un prelievo indiscriminato per tutti coloro che transitano su un determinato tratto" in quanto la particolarità del territorio ticinese è quella di offire molte destinazioni periferiche. Meglio quindi andare a colpire chi entra nell'agglomerato, per definizione facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici.
CSI/pon
RG 12.30 del 30.06.2016 Claudio Zali al microfono di Alberto Tettamanti
RSI Info 30.06.2016, 12:31
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