Stelle rosse. Pugni al cielo. Immagini di altri tempi, ma proposte nel 2018 al Gurtenfestival che giovedì sera ha avuto una forte componente politica ospitando i Prophets of Rage, i profeti della rabbia, un gruppo americano che da due anni porta in giro per il mondo le sue dure critiche al sistema e all’attuale inquilino della Casa Bianca. A formare la band sono ex membri di tre formazioni storiche delle quali hanno sintetizzato il messaggio: i Cypress Hill, Rage against the machine e i Public Enemy.
"Si può cambiare il mondo anche compiendo passi piccoli. Con la musica puoi mettere un contrassegno, lanciare un messaggio che non sparirà mai, un messaggio che influenzerà molta gente per anni e anni, e che forse cambierà questa gente" spiega ai microfoni della RSI il bassista Tim Commerford. "Siamo un gruppo rock'n roll, abbiamo due compiti. Uno è farvi divertire. L'altro è combattere l'ingiustizia, il razzismo, la politica migratoria disumana. Usiamo la musica come un megafono per cercare di cambiare il mondo e renderlo più decoroso e umano" sottolinea invece il chitarrista Tom Morello.
Al pubblico dell’openair bernese la band ha proposto una serata molto intensa e decisamente diversa rispetto a quelle di solito organizzate da appuntamenti orientati al pubblico più vasto. "Un gruppo con questo retroscena, che da anni vive la politica con passione ed intensità, trova un posto da noi. Una band che invece fa politica solo per attirare attenzione o per profilarsi non potrebbe esibirsi, ma non è il caso per i Prophets of Rage", chiarisce Simon Haldemann, portavoce del Gurtenfestival.
Diem/TG


