Chi non ricorda la scena del celebre film “Mary Poppins” in cui la tata più famosa del pianeta, a manina con Jane e Michael, si tuffava in un paesaggio inglese dipinto per terra per poi vivere entusiasmanti avventure in un mondo virtuale?
Questa è ancora fantascienza, ma la tecnologia oggi offre soluzioni che accorciano la distanza con l’immaginazione e la prova di questo è la “Immersive Van Gogh”, una mostra non come le altre che è stata inaugurata a Toronto e appena trasferita a Chicago.
Le opere dell’artista olandese sono proiettate sulle pareti e sul pavimento e per i visitatori – aiutati da luci e musiche di sottofondo – è proprio come passeggiare nelle sue creazioni, tra le sue pennellate di colore, ma anche nella sua sfera più intima, tanto emotiva quanto caotica.
Per realizzarla, ci sono voluti 150 chilometri di cavi, 75 proiettori e una superficie di 55'000 metri quadri. Non proprio come appendere dei quadri alla parete…


