Cultura e spettacoli

Un colosso luganese a Torino

L’Ercole dello scultore Bernardo Falcone di Rovio è tornato alla Reggia di Venaria

  • 24.11.2015, 14:12
  • 04.09.2023, 20:34
Il colosso è tornato nel suo ambiente

Il colosso è tornato nel suo ambiente

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La monumentale statua di Ercole, realizzata in marmo di Frabosa nel 1670 dal luganese Bernardo Falcone, dopo 240 anni è tornata alla Reggia di Venaria dove fece bella mostra di sé fino a metà Settecento. Troneggiava al centro della famosa fontana che ornava i giardini della dimora di Casa Savoia a nord ovest di Torino.

La fontana di Ercole come doveva presentarsi agli occhi dei reali di Casa Savoia a fine Seicento

La fontana di Ercole come doveva presentarsi agli occhi dei reali di Casa Savoia a fine Seicento

  • Venaria.it

Smantellata la fontana, la statua del luganese finì nel giardino della villa del conte Alessio Melina del Capriglio sulla collina torinese e, poi, nei magazzini di Palazzo Madama a Torino.

Dove si trova la Venaria Reale

Dove si trova la Venaria Reale

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Da oggi, martedì, l'opera del luganese si trova nuovamente nei giardini della Reggia dove i curatori contano di poter riportare l'Ercole di Bernardo Falcone al centro della fontana che vorrebbero recuperare interamente entro il 2017 a coronamento dei festeggiamenti previsti per il decimo anniversario della riapertura al pubblico della Venaria.

La statua in un'incisione dell'epoca

La statua in un'incisione dell'epoca

  • Venaria.it

In attesa il pubblico potrà ammirare l'Ercole fino al 7 febbraio 2016.

Diem/ANSA

Chi era Bernardo Falcone

Bernardo Falcone (o Falconi), probabilmente nato a Rovio attorno al 1620 e morto a Bissogne nel 1696, a meno di 30 anni era uno scultore piuttosto noto nel settentrione d’Italia. Nel 1651-1652 è attivo sul cantiere del Palazzo ducale di Sassuolo. Poi lavora a Genova e nel 1657 si sposta a Venezia dove apre una propria bottega di scultura. Negli anni successivi scolpisce opere collocate in vari edifici della città lagunare (tra cui la chiese di S. Salvador e di Maria di Nazareth), ma pure nell'abbazia di San Giovanni Evangelista a Parma. Dal 1664 lavora alla corte di Casa Savoia per diverse opere, alcune delle quali verranno smembrate o andranno perdute. Nel decennio successivo si sposta in diverse città, fra cui Genova, Padova, Modena e Verona. Il 25 luglio 1693 riceve l'incarico di terminare il Colosso di san Carlo Borromeo ad Arona, insieme a Siro Zanella.

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