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Il governo presenta la manovra da 24 miliardi di Euro
L'Italia «stringe la cinghia» secondo l'espressione usata da Mario Monti al termine di un Consiglio dei ministri che ha approvato una manovra da 24 miliardi (30 lordi) che permetterà al paese di mantenere l'impegno di giungere al pareggio di bilancio nel 2013. Nel pomeriggio la discussione parlamentare.
Il provvedimento tenterà di invertire il dato del Pil in calo per l'anno prossimo, secondo le attuali previsioni, dello 0,5%. Misure che l'Unione europea da Bruxelles saluta come «tempestive ed ambiziose». Il decreto varato, che addossa un grosso onere sulla previdenza e sui piccoli risparmiatori esentando i grandi patrimoni, scommette anche su una serie di misure che dovrebbero stimolare crescita ed occupazione. Alla fine sia PD che PDL tirano entrambi un sospiro di sollievo visto che sono state evitate alcune norme da loro invise e che pure erano state ipotizzate.
Nel pomeriggio alle camere
Illustrando i provvedimenti presi, il Premier italiano Mario Monti ha anche annunciato di voler rinunciare al suo compenso di Ministro. Oggi alle 16.00 nell'Aula della Camera Mario Monti era prevista la presentazione dell'informativa urgente sul decreto 'Salva-Italia' varato ieri dal Consiglio dei ministri. Dopo l'intervento di Monti si terrà un dibattito nel quale, come è consuetudine, dovrebbe intervenire un rappresentante per gruppo parlamentare per cinque minuti. Analoghe comunicazioni nell'Aula del Senato alle 18.00.
Le pensioni e le lacrime di Elsa Fornero
Dunque sacrifici, innanzitutto sulle pensioni, tanto che il ministro Elsa Fornero, chiamata a illustrare le misure, si è commossa fino alle lacrime al momento di annunciare il blocco delle indicizzazioni delle pensioni (escluse tutte quelle sotto i 960 euro). Un groppo alla gola le ha impedito di proseguire. Il mantenimento dell'adeguamento del caro vita per le pensioni basse viene compensato con una una tantum dell'1,5% sui capitali rientrati dall'estero con lo scudo fiscale di Giulio Tremonti, che viene incontro alle richieste del PD, mentre il PDL incassa l'assenza di una patrimoniale su beni mobili e immobili, chiesta invece dai Democratici. In ogni caso niente aumento delle due ultime aliquote Irpef, quella del 41% per i redditi oltre i 55.000 e del 43% per i redditi dai 75’000 euro in su. Misura su cui il Terzo Polo aveva sollevato obiezioni così come PD e PDL.
Ritorna il bollo
Il ceto medio e medio alto si ritrova però sul groppone una nuova imposta sul bollo che graverà su tutte le forme di risparmio, dai Fondi di investimenti alle polizze vita. Il bollo rispetto ad una patrimoniale sui beni mobili colpisce più i piccoli risparmiatori, ma d'altra parte Monti ha detto che una patrimoniale sulle «grandi ricchezze» come in Francia avrebbe provocato una «fuga» in attesa di essere attuata. E sulle famiglie piomba anche il ritorno dell'ICI, che il federalismo fiscale reintroduceva nel 2014. Ci sono però detrazioni che potrebbero esentare del tutto le case di minor valore.
Imprese favorite
Per favorire la ripresa economica il governo ha puntato tutto su una serie di misure ritagliate sulle imprese, come la defiscalizzazione dei capitali reinvestiti in azienda, o la detassazione della parte Irap sul lavoro. Incentivi anche per l'occupazione di donne e giovani. Il tutto dovrebbe bastare a compensare l'inevitabile contrazione dei consumi dovuto alla contrazione del reddito disponibile e all'aumento dell'Iva dal secondo semestre del 2012.
La reazione dei partiti
I partiti, nei primi commenti hanno salutato tutti con favore (da PierLuigi Bersani a Fabrizio Cicchitto) il mancato aumento dell'Irpef. Il PD ha lamentato l'assenza della patrimoniale e il PDL alcune liberalizzazioni che toccano alcune categorie di professionisti. Monti però ha detto di «fare affidamento» sul loro sì in Parlamento (pur non escludendo il ricorso alla fiducia), anche perché «le forze politiche sanno che devono riscuotere la fiducia dei cittadini», che evidentemente il professore ritiene di avere sempre dalla sua parte.
I sindacati dicono no
Sciopero-protesta di due ore (le ultime due) lunedì prossimo, per ''richiedere con forza di aprire il negoziato'' sulla manovra ed in particolare su pensioni e fisco: così Cisl e Uil hanno reagito al programma d'asuterità nel corso di una conferenza stampa congiunta di Bonanni e Angeletti che parlano di ''attentato al sindacalismo confederale''.
Per la CEI doveva essere più equa
La manovra del governo Monti era ''necessaria'' ma ''poteva essere più equa, si è fatto ancora poco. Si sono fatti passi ma potevano essere ancora più equanimi'', ''si poteva fare di più sui redditi alti''. Lo ha affermato monsignor Giancarlo Bregantini, reponsabile
della Commissione per i Problemi sociali e il Lavoro della Conferenza episcopale italiana.
L'UE plaude e in borsa le banche volano
Le misure sono state accolte positivamente dall'Unione europea, nella persona del Commissario agli affari economici e monetari Olly Rehn. A Piazza Affari le banche, dopo il decreto salva-Italia, hanno messo le ali al listino principale (+1,8%). Unicredit è salita del 4,41%, Intesa Sanpaolo del 4,16%, Banco Popolare del 5,29% e Mps del 6,14%.
Sugli scudi anche Fonsai (+5,3%) che venerdì ha confermato di avere allo studio la costituzione di una società veicolo dove far confluire le partecipazioni finanziarie.
Bene Fiat (+1,5%) e le Industrial che le sovrastano (+2,4%). Acquisti su Finmeccanica che sale del 2,28%. In luce anche Mediaset (+2,19%), Telecom (+1,6%) ed Enel
(+1,65%). Corrono Ti Media (+3,43%), Juventus (+5,63%), Prelios (+9,14%) e MondoTv (+14,32%). Cauta Eni (+0,69%).





