Il prezzo del petrolio, che in queste ultime settimane ha toccato minimi storici, costringe alcuni paesi produttori a rivedere al ribasso le loro previsioni per l’anno in corso. I delegati dell’Organizzazione dei paesi esportatori (OPEP) sembrano ormai disposti a tollerare un prezzo più basso per il greggio anche perché ritengono che le difficoltà economiche della Cina non si risolveranno a corto termine.
I produttori non credono che la domanda venga particolarmente stimolata dal prezzo del barile, precipitato al minimo da sei anni attorno ai 40 franchi. Vi è pure da ritenere che i costi elevati alla produzione, per esempio per l’estrazione del petrolio di scisti statunitense, non dovrebbero contrarsi.
I membri dell’OPEP puntano sul fatto che il calo del prezzo possa contribuire a ridurre l’offerta eccedente verso fine anno e sul fatto che se così sarà il costo del barile potrebbe risalire a fronte di un miglioramento economico in Cina e malgrado il fatto che l’Arabia Saudita abbia già dichiarato di non voler ritoccare verso il basso la sua produzione.
Red.MM/ATS/Swing






