Gli astronauti statunitensi Reid Wiseman, Christina Koch e Victor Glover, e il loro compagno di equipaggio canadese Jeremy Hansen, sono ammarati venerdì sera all’ora esatta prevista al largo della California, dopo un viaggio di andata e ritorno di dieci giorni intorno alla Luna. La loro navicella Orion ha attraversato l’atmosfera terrestre a oltre 38’000 km/h, con l’attrito che ha generato temperature superiori a 2’700°C, ed è ammarata senza problemi nel Pacifico, rallentata da grandi paracadute, come ai tempi dell’Apollo.
Artemis II, missione compiuta: gli astronauti sono tornati sulla Terra
Si chiude dopo dieci giorni la missione che marca una nuova pagina nella conquista dello spazio

Artemis II, il video dell’ammaraggio
RSI Info 11.04.2026, 02:30
Missione compiuta. Gli astronauti di Artemis II sono "a casa"
Alle 2:07 svizzere il modulo Integrity della navetta spaziale Orion con i quattro astronauti della missione Artemis II si è posato sull’Oceano Pacifico al largo delle coste californiane, all’altezza della città di San Diego.
Dopo 10 giorni di missione e oltre 400 mila chilometri, la missione è compiuta con successo: Artemis II ha raggiunto il punto più lontano di sempre nello spazio e preparato la via per il ritorno sulla Luna.
Dallo Spazio alla Terra
Artemis II: Dall’atmosfera alla Terra
RSI Info 11.04.2026, 03:06
Aperti i paracadute
Si sono aperti i primi due paracadute di frenaggio, altri seguiranno
Il rientro sulla Terra della capsula con a bordo gli astronauti
Ristabilito il contatto
Il modulo ha ristabilito le comunicazioni radio, tutto procede normalmente, tra cinque minuti lo splashdown. La fase più pericolosa del rientro è passata
Ricognitori vedono già il modulo
Diversi ricognitori aerei in volo nella zona riescono già a vedere il modulo in fase di rientro. Anche la squadra di soccorso riesce a vedere il modulo, ma le comunicazioni riprenderanno solo tra meno di un minuto
Integrity entrato nell'atmosfera della Terra, ora blackout delle comunicazioni
Il modulo Integrity è entrato nell’atmosfera a circa 38’000 chilometri orari. L’impatto con l’atmosfera produce temperature di circa 2700-2800 gradi Celsius. L’aria ionizzata impedisce la propagazione delle onde radio.
Per i prossimi sei minuti non ci saranno comunicazioni. Uno scudo termico protegge il modulo.

L'ultima immagine prima dell'interruzione
Buone le condizioni meteo nella zona di ammaraggio
Nell’Oceano Pacifico, al largo di San Diego, dove il modulo Integrity deve ammarare il meteo è sereno, con poca nuvolosità, il vento è di circa 10 nodi (circa 18 km/h) e le onde sono alte poco più di un metro.
Condizioni che non creano difficoltà all’operazione di recupero.
Diciannove secondi di propulsione
Dopo la separazione, una spinta di 19 secondi dei propulsori ha allineato il modulo dell’equipaggio in modo che sia posizionato correttamente per il rientro in atmosfera, con lo scudo termico rivolto verso la parte di massimo attrito.
Ora si attende il “blackout” nelle comunicazioni radio causato dalla ionizzazione dell’atmosfera che si surriscalda intorno alla capsula
Il modulo di servizio e il modulo dell'equipaggio si sono separati
All’ 1:34 ora svizzera il modulo di servizio e il modulo che ospita l’equipaggio si sono separati come previsto e senza problemi
Il modulo di servizio, realizzato dall’ Agenzia spaziale europea e dal costo di circa 300 milioni di dollari, è destinato a disintegrarsi nell’atmosfera.
All'1:15 il passaggio alla rete di controllo delle fasi finali
Alle 7:15pm ora di Washington (l’1:15 in Svizzera) il controllo della navetta Orion è passato dalla rete NASA per la navigazione nello Spazio profondo a quella che gestisce le comunicazioni durante le fasi finali della missione, incluso lo splashdown
Orion rientra sulla Terra
Le immagini del rientro
Jeff Radigan, il "quinto astronauta" di Artemis II
Non è sulla navetta spaziale, ma a parte questo è come se fosse membro dell’equipaggio. Jeffery Radigan è il direttore di volo responsabile a terra della missione Artemis. Tutti gli occhi e le telecamere saranno puntate su di lui.
La procedura di rientro è automatizzata e gli astronauti passano ai comandi manuali solo in caso di emergenza.
Jeff Radigan
Radigan ha una quarantina d’anni, si è laureato all’Ohio State University nel 2005 in ingegneria elettronica. L’anno dopo è stato assunto dalla NASA e nel 2009 ha cominciato a lavorare al controllo di volo. E’ sposato con Molly, una collega della NASA che lavora al Johnson Space Center.
La USS "John P. Murtha" pronta a recuperare l'equipaggio
La nave militare da trasporto anfibio “John P. Murtha” si trova nella zona dove è previsto l’ammaraggio, nell’area di operazioni della Terza flotta degli Stati Uniti a supporto della missione Artemis II della NASA.
La John P. Murtha offre vantaggi unici, tra cui bacino di carenaggio, piazzola per elicotteri, strutture mediche e capacità di comunicazione. La piattaforma consente alla NASA anche di raccogliere dati cruciali per garantire un rapido recupero.

La USS John P. Murtha
Gli elicotteri MH-60S Sea Hawk, dello squadrone da combattimento navale 23, oltre a fornire supporto fotografico tracciando la capsula durante il suo percorso attraverso l’atmosfera terrestre, recupereranno gli astronauti, li porteranno a bordo della nave e successivamente li trasporteranno a terra.
Un’équipe medica subacquea è pronta ad assistere gli astronauti al momento della loro uscita dalla capsula.
Ad occuparsi del recupero e del trasporto fino alla nave della Orion sarà invece il Gruppo di disinnesco di ordigni esplosivi 1, che fornirà sommozzatori della marina esperti in immersioni mobili, recupero, rimorchio e operazioni in acque libere con piccole imbarcazioni.
Le varie fasi della missione di Artemis II
Da una presentazione PowerPoint della NASA
Le immagini della partenza, dieci giorni fa

Luna, partita la missione Artemis II
Telegiornale 02.04.2026, 20:00
L'ultima accensione dei motori alle 20:53 svizzere
Alle 20:53 i motori della navetta Orion si sono accesi per l’ultima volta, per otto secondi, ed hanno impresso alla navetta un aumento di velocitä di 1,28 metri al secondo, ovvero quasi 5 chilometri orari. Lo fa sapere la NASA.
L'attesa per il rientro di Orion: le considerazioni di Paolo Nespoli a SEIDISERA

SEIDISERA del 10.04.2026 - Paolo Nespoli, già astronauta dell’ESA, in diretta con Luca Berti
RSI Info 10.04.2026, 21:56
Contenuto audio
Orion, l'unica nave spaziale adatta allo scopo
Costruita dalla NASA insieme con Lockheed Martin, la navetta spaziale Orion è l’unica in grado di portare un equipaggio umano nello Spazio profondo, in una missione come quella di Artemis II. Tra le sue caratteristiche ha un sistema di annullamento del lancio (Launch Abort System) che ha il compito di garantire la sicurezza dell’equipaggio in caso di un’emergenza durante il lancio o la prima fase.
E’ composta da oltre 300 mila parti e può compiere missioni di la durata fino a 21 giorni. Al decollo pesa oltre 32,6 tonnellate (72’000 libbre).
La costruzione e il lancio sono costate circa 1 miliardo di dollari, a cui si aggiungono 300 milioni per il modulo di servizio, che fornisce energia e supporto vitale agli astronatui e che è stato sviluppato dall’Agenzia spaziale europea (ESA)
La prima videochiamata spaziale della storia
Sulla strada del ritorno, l’equipaggio di artemis ha videochiamato i colleghi sulla Stazione spaziale internazionale.
E’ la prima telefonata spaziale della storia, resa possibile dal futuristico sistema di comunicazione di Orion - uno dei sofisticatissimi “gadgets” della navetta - che permette comunicazioni direttre tra navi spaziali.
Chi sono i quattro astronauti di Artemis II
Il comandante
Nato a Baltimora 50 anni fa, Reid Wiseman è un veterano della marina degli Stati Uniti, dove ha servito per 27 anni. E’ stato selezionato come astronauta nel 2009 e la sua prima missione è stata sulla Stazione spaziale internazionale (ISS) dal maggio a novembre del 2014, per 165 giorni.
Wiseman ha una laurea in insegneria conseguita alla Johns Hopkins University e una specializzazione in ingegneria spaziale ottenuta alla US Naval Postgraduate School di Monterey, California, nel 2008. E’ vedovo e padre di due figli.
Il pilota
Victor Glover, il pilota, è un capitano della marina. La NASA lo ha selezionato nel 2013, quando era un assistente al Senato degli Stati Uniti. È stato pilota della navetta spaziale Resilience ed ha servito sulla ISS come ingegnere di volo.
Ha un post-diploma in ingegneria, è stato pilota collaudatore per la marina (tra l’altro anche degli F/A-18) ed ha servito anche in missioni di guerra. È nato a Pomona, California, 49 anni fa. Sposato da vent’anni, ha quattro figlie.
L'equipaggio della missione Artemis II. In senso orario: la specialista di missione Christina Koch, lo specialista Jeremy Hansen, il comandante Reid Wiseman e il pilota Victor Glover. Gli occhali servono a guardare durante un'eclisse
La specialista
Unica donna dell’equipaggio, Christina Hammock Koch è stata in tre missioni della ISS: la 59, la 60 e la 61, per un totale di 328 giorni nello spazio. Per raggiungere la stazione spaziale ha volato anche sulla navetta Soyuz e per questo si è addestrata a lungo in Russia. È stata protagonista della prima camminata nello spazio di sole donne l’8 ottobre 2019, con la collega Jessica Meir.
Ha una laurea in scienze, fisica e ingegneria elettrica ottenuta a Raleigh, in Carolina del Nord ed ha ricevuto una laurea honoris causa dall’Università della Carolina del Nord, lo Stato dove è cresciuta. È nata in Michigan 47 anni fa e vive in Texas con il marito.
Lo straniero
Nato a London, Ontario (Canada) nel 1976, il colonnello dell’aviazione Jeremy Hansen – unico non statunitense del gruppo - ha un background come pilota da guerra ma anche una licenza per aerei da trasporto civile. E’ entrato nei cadetti dell’aviazione a 12 anni e a 16 ha ottenuto il primo riconoscimento come pilota di aliante.
Il programma spaziale canadese lo ha selezionato nel 2009 ed il suo addestramento lo ha visto anche in Sardegna, con l’Ente spaziale europeo, dove ha abitato sottoterra per sei giorni. Nel 2014 invece l’addestramento prevedeva sette giorni sul fondo dell’Oceano al largo della Florida, per simulare la vita nello Spazio. La NASA gli ha affidato il compito di formare gli astronauti, anche statunitensi, nel 2017 e nel 2023 è stato scelto per Artemis II.



