Dopo un volo intorno alla Luna ricco di momenti salienti e simbolici, i quattro astronauti della missione Artemis II dovranno attraversare nuovamente l’atmosfera terrestre e ammarare venerdì sera al largo della California: un ultimo momento decisivo per la NASA.
“Potremo iniziare a festeggiare quando l’equipaggio sarà al sicuro” a bordo della nave incaricata di recuperarlo, ha sottolineato giovedì Amit Kshatriya, vicedirettore della NASA, durante una conferenza stampa. “È proprio in quel momento che potremo lasciarci andare alle emozioni e iniziare a parlare di successo.”
Dopo essersi avventurati a oltre 406’000 km da noi, più lontano di chiunque prima di loro, la capsula Orion con a bordo gli americani Christina Koch, Victor Glover e Reid Wiseman e il canadese Jeremy Hansen dovrebbe ammarare al largo di San Diego verso le 17.07 ora locale (le 2.07 in Svizzera di sabato).
L’ammaraggio dovrebbe concludere questa missione di dieci giorni che finora si è svolta alla perfezione. Un ritorno sano e salvo darebbe alla NASA il sollievo di essere riuscita a rimandare gli astronauti nello spazio profondo, per la prima volta dalla fine del programma Apollo nel 1972, dopo anni di ritardi e dubbi.
Un successo che richiede che lo scudo termico di Orion resista ai 2.700 gradi centigradi generati dall’attrito con l’atmosfera al momento del rientro.

Il ritorno di Artemis
Telegiornale 09.04.2026, 20:00




