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GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Attacchi USA a postazioni missilistiche in Iran

Gli Stati Uniti parlano di un atto di legittima difesa per difendere le proprie truppe - Proseguono i negoziati tra i due Paesi

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L'area di Bandar Abbas, dove sono state sentite diverse esplosioni

L'area di Bandar Abbas, dove sono state sentite diverse esplosioni

  • Reuters
Di: Redazione RSI Info 
  • Nel sud dell’Iran gli Stati Uniti hanno colpito alcune postazioni missilistiche

  • Proseguono gli attacchi israeliani in Libano, il premier Netanyahu ha promesso di intensificare gli attacchi contro Hezbollah

  • Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che i negoziati con l’Iran potrebbero richiedere alcuni gironi

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Il punto sulla guerra Stati Uniti-Iran

Telegiornale 25.05.2026, 20:00

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5 minuti fa

Teheran: nuovi "attacchi avranno risposta durissima"

Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane, ha dichiarato che qualsiasi nuova aggressione contro l’Iran riceverà una risposta “molto più severa” che si estenderà oltre i confini della regione. Lo scrive Al-Jazeera.

“Se verremo attaccati, i nostri attacchi saranno più duri, più intensi e più potenti. La nostra risposta andrà oltre la regione. L’obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l’Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione”.

31 minuti fa

Le conseguenze della guerra in Iran per il Continente africano

La guerra in Iran e il blocco dell’importante rotta marittima dello Stretto di Hormuz stanno provocando, in molte parti del mondo, un aumento dei prezzi del petrolio e della benzina. In Africa, dove il reddito medio della popolazione è nettamente inferiore a quello europeo e molte persone vivono in condizioni di povertà, gli aumenti dei prezzi hanno conseguenze particolarmente drammatiche per la popolazione.

Poiché i generi alimentari stanno diventando più costosi e le importazioni di fertilizzanti dalla regione del Golfo, ad esempio, rivestono un ruolo importante, le crisi alimentari potrebbero aggravarsi nei Paesi in crisi e in conflitto. Le misure di aiuto rischiano di diventare più costose.

“Molti Stati non si sono ancora ripresi dalle conseguenze della pandemia di coronavirus e dagli effetti economici della guerra in Ucraina; ora la guerra in Iran rischia di aggravare ulteriormente la situazione e minaccia l’esistenza di intere popolazioni in tutto il mondo, ma soprattutto in Africa”, afferma Miriam Wiemers della Welthungerhilfe.

35 minuti fa

Toyota ridurrà produzione di 83'000 veicoli a causa della guerra

Toyota sarà costretta a ridurre la produzione destinata ai mercati esteri di circa 83’000 unità entro novembre, più che raddoppiando i tagli precedentemente annunciati, inizialmente previsti a 38’000.

La decisione è stata presa a causa delle crescenti tensioni nel Medio Oriente e delle gravi ripercussioni sulla catena logistica globale provocate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Lo anticipa il giornale Nikkei, che cita fonti a conoscenza del dossier, spiegando che la revisione al ribasso interessa prevalentemente i veicoli destinati ai mercati mediorientale e asiatico, con ricadute dirette su modelli SUV della serie Rav4.

36 minuti fa

Trump: "preferibile che l'uranio sia distrutto in collaborazione l'Iran in loco"

“L’uranio arricchito sarà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere portato qui e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con l’Iran, distrutto in loco o in un’altra località accettabile, con la Commissione per l’energia atomica o un organismo equivalente a fare da testimone di tale processo ed evento”. Lo afferma il presidente USA Donald Trump sul suo social Truth.

Un'ora fa

Hezbollah rivendica azioni contro Israele

Hezbollah ha affermato di aver compiuto, nella serata di ieri, lunedì, diversi attacchi consecutivi contro tre caserme e una postazione militare nel nord di Israele, “in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte di Israele” che mira a “intensificare” la sua offensiva in Libano.

In una serie di dichiarazioni, il gruppo filo-iraniano ha rivendicato la responsabilità di almeno quattro attacchi con droni contro la caserma di Shomera e di attacchi contro due caserme in città del nord di Israele, nonché di un altro attacco contro una postazione militare a Misgav Am, tutti effettuati a breve distanza l’uno dall’altro.

Un'ora fa

Esercito israeliano colpisce siti di Hezbollah

L’esercito israeliano ha reso noto di aver colpito “oltre 70 siti infrastrutturali di Hezbollah in diverse aree del Libano” al fine di “neutralizzare le minacce”

“Nell’area di Tiro, l’Idf ha colpito circa 10 centri di comando, depositi di armi e altri siti infrastrutturali utilizzati da Hezbollah per sferrare attacchi contro soldati israeliani e civili - riferisce una nota -. Inoltre, l’Aeronautica militare israeliana ha eliminato terroristi di Hezbollah che operavano su motociclette nell’area in cui sono impegnati i soldati israeliani nel Libano meridionale”.

Inoltre “almeno 5 persone sono rimaste uccise nei raid israeliani a Machghara”, nella valle della Bekaa, nell’est del Libano. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient Le Jour, aggiungendo che i jet di Israele hanno bombardato almeno 10 volte la cittadina.

2 ore fa

Rubio: "Lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto in un modo o nell'altro"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato martedì che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto, «in un modo o nell’altro», riferendosi agli attacchi statunitensi contro l’Iran di lunedì.

Ha aggiunto che la formulazione negoziale dell’accordo con l’Iran potrebbe “richiedere qualche giorno”.

2 ore fa

Gli Stati Uniti attaccano postazioni missilistiche in Iran

Nonostante i progressi nelle negoziazioni con l’Iran, gli Stati Uniti hanno indicato di aver colpito lunedì alcune postazioni missilistiche nel sud. Secondo i media iraniani, si sono udite diverse forti esplosioni a Bandar Abbas verso mezzanotte (ora locale).

Il comando statunitense per il Medio Oriente (Centcom) ha dichiarato che si è trattato di un’operazione di “legittima difesa” per “proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane. Gli obiettivi includevano siti di lancio di missili e imbarcazioni iraniane che tentavano di posare mine”.

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