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Colloqui conclusi con pochi risultati e molte divergenze

Al termine degli incontri in Pakistan, USA e Iran si sono lasciati senza ottenere esiti definitivi per porre fine al conflitto

  • Oggi, 07:29
  • Oggi, 08:07
Colloqui conclusi con pochi risultati e molte divergenze

Colloqui conclusi con pochi risultati e molte divergenze

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Di: Redazione Info RSI 
  • Stati Uniti e Iran non hanno raggiunto un accordo. Lo ha affermato il vice presidente USA JD Vance sottolineando come manchi da parte iraniana la promessa alla rinuncia all’arma atomica.

  • Stando alla TV iraniana sono ancora parecchie le questioni aperte, soprattutto la situazione per lo Stretto di Hormuz e la questione nucleare.

  • L’iran accusa gli Stati Uniti per l’insuccesso dei negoziati

  • Oltre alla questione dei beni congelati, l’Iran chiede un cessate il fuoco in Libano, poiché la campagna israeliana contro Hezbollah, alleato di Teheran, ha causato quasi 2’000 morti dall’inizio di marzo.

  • Da parte sua il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, che il suo Paese ha annientato i programmi nucleari e missilistici balistici dell’Iran durante gli attacchi contro la Repubblica islamica.

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Lo stretto di Hormuz e una tregua in bilico

Modem 10.04.2026, 08:30

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14 minuti fa

Oleodotto in Arabia Saudita di nuovo operativo

L’oleodotto che attraversa l’Arabia Saudita da est a ovest, infrastruttura cruciale per l’esportazione di petrolio in circostanze di blocco dello Stretto di Hormuz perché permette al greggio di arrivare alle coste del Mar Rosso, è tornato “in stato di funzionamento” dopo aver subito attacchi: lo hanno annunciato le autorità saudite.

“Le infrastrutture energetiche e l’oleodotto est-ovest danneggiati dagli attacchi sono nuovamente operativi, il che migliora l’affidabilità dell’approvvigionamento”, ha dichiarato il Ministero saudita dell’energia, citato dall’agenzia ufficiale SPA. I danni inflitti all’oleodotto avevano causato una “perdita di circa 700’000 barili al giorno di capacità di pompaggio”, ha aggiunto.

Il Financial Times aveva riferito che un importante attacco con droni aveva preso di mira mercoledì questa infrastruttura, la Petroline, nonostante l’entrata in vigore di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Né il governo saudita né il gigante petrolifero statale Aramco, proprietario dell’oleodotto, avevano allora commentato la notizia.

Un'ora fa

Nuovi raid israeliani nel sud del Libano

Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un’intera famiglia: lo riporta l’agenzia libanese NNA.

La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.

Un'ora fa

Due petroliere fanno dietro front nello Stretto di Hormuz

Due “superpetroliere” vuote dirette verso il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno “fatto marcia indietro all’ultimo minuto” una volta avvicinatisi all’isola iraniana di Larak, proprio mentre i colloqui tra Washington e Teheran in corso a Islamabad venivano dati per falliti: lo riferisce sul suo sito Bloomberg.

Le due navi in questione, una battente bandiera maltese e una battente bandiera pakistana, hanno invertito la loro rotta una volta avvicinatisi a un “checkpoint” controllato da Teheran, secondo dati di tracciamento citati da Bloomberg. Una terza petroliera, battente bandiera liberiana, avrebbe invece proseguito la propria rotta, ma non è chiaro dove si stia dirigendo di preciso.

Oggi, 08:50

Senza accordo la situazione a Hormuz "non cambia"

L’Iran “non ha fretta di avviare un nuovo negoziato con gli Stati Uniti, dopo il fallimento dei colloqui di ieri, sabato a Islamabad”: lo ha affermato nelle prime ore di oggi una fonte informata all’agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie.

“Non ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, a meno che gli Stati Uniti non accettino un accordo ragionevole”, ha aggiunto la stessa fonte. Teheran, ha anche detto la persona informata citata dalla Fars, “non ha in programma di tenere un prossimo round di colloqui. Gli americani avrebbero dovuto essere realistici, ma cercavano un pretesto per lasciare il negoziato. Ora la palla è nel loro campo”.

Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato che il fallimento dei colloqui è stato dovuto alle “eccessive richieste degli Stati Uniti” su questioni come lo Stretto di Hormuz e il dossier nucleare, sottolineando tuttavia che “la diplomazia non finisce mai”.

Frattanto la TV di Stato iraniana IRIB ha riferito che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica agiranno con fermezza contro “qualsiasi tentativo di navi militari di attraversare lo stretto”. I Pasdaran hanno sottolineato che “la marina delle Guardie della Rivoluzione dispone della piena autorità per gestire in modo intelligente lo Stretto di Hormuz”. Il passaggio, hanno aggiunto, sarà “concesso solo alle navi civili in condizioni specifiche”. Tale dichiarazione è arrivata dopo l’annuncio del Comando Centrale statunitense secondo cui due navi da guerra della US Navy avevano attraversato questa via marittima strategica per neutralizzare mine piazzate da Teheran.

Oggi, 08:19

Il premier israeliano attacca il presidente turco

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato aspramente il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, a seguito delle sue recenti dichiarazioni sul cessate il fuoco con l’Iran.

“Israele, sotto la mia guida, continuerà a combattere il regime terroristico iraniano e i suoi alleati, a differenza di Erdogan che li tratta con indulgenza e ha massacrato i propri cittadini curdi”, ha dichiarato Netanyahu su X.

La presidenza turca ha reagito, piccata, agli attacchi di del premier israeliano affermando che “Netanyahu, che ha orchestrato un genocidio a Gaza e attaccato sette Paesi della regione, prende di mira il nostro presidente per disperazione”.

Oggi, 07:18

Pakistan: "USA e Iran rispettino cessate il fuoco"

Il ministro degli Esteri pakistano ha ribadito oggi, domenica, che Washington e Teheran devono rispettare l’accordo di cessate il fuoco, dopo che i colloqui maratona tra le due parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente si sono conclusi senza un accordo. “È imperativo che le parti continuino a rispettare il loro impegno al cessate il fuoco”, ha affermato Ishaq Dar, il cui Governo ha ospitato i colloqui e ha agito da mediatore.

“Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per facilitare il coinvolgimento e il dialogo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America nei giorni a venire”, ha dichiarato in una breve dichiarazione trasmessa dai media statali.

Oggi, 07:17

"Nessuno si aspettava risultati concreti"

Teheran ha affermato, oggi, domenica che “nessuno si aspettava” che USA e l’Iran raggiungessero un accordo già dal primo round di negoziati. “Era evidente fin dall’inizio che non dovevamo aspettarci di raggiungere un accordo in una sola sessione. Nessuno se lo aspettava”, ha dichiarato Esmaeil Baqaei, portavoce della diplomazia iraniana, alla televisione di Stato, dopo l’annuncio del fallimento dei colloqui a Islamabad per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il portavoce del ministero degli Esteri si è detto “certo che i nostri contatti con il Pakistan, così come con gli altri nostri amici nella regione, proseguiranno”.