Una ventina di moschee e sale per le funzioni religiose, considerate vicino ad estremisti radicali, sono state chiuse in Francia dal dicembre 2015. "Altre saranno chiuse", così come saranno espulsi i predicatori estremisti, secondo quanto annunciato lunedì dal ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve.
Tali parole il ministro le ha pronunciate ai giornalisti dopo aver ricevuto il presidente e il segretario Generale del Consiglio francese del culto musulmano (CFCM), Anouar Kbibech e Abdallah Zekri, "Non c'è posto in Francia per coloro che nelle moschee o nei luoghi di culto incitano all'odio, non rispettando i principi repubblicani o la parità tra uomini e donne, ha detto il ministro.
Motiva con queste parole la decisione dello stato di emergenza, la chiusura di questi luoghi di ritrovo in un paese che conta circa 2'500 moschee, 120 di queste considerate come portatrici delle ideologie fondamentaliste salafite.
AFP/sdr





