Mondo

Immagini satellitari all’Iran, sanzioni statunitensi ad aziende cinesi

La misura peggiora il clima fra Washington e Pechino, nell’imminenza del vertice fra Xi Jinping e Donald Trump

  • Un'ora fa
Soldati statunitensi constatano i danni a una loro base in Iraq
01:47

RG 12.30 del 10.05.2026 La corrispondenza di Lorenzo Lamperti

RSI Info 10.05.2026, 13:41

  • keystone
Di: Lorenzo Lamperti, Collaboratore RSI da Taipei

Presunto supporto alla base militare e industriale della difesa iraniana. È con questa accusa che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro diverse entità internazionali, tra cui spiccano diverse aziende cinesi, che avrebbero in particolare fornito immagini satellitari utili agli attacchi delle forze di Teheran contro basi e forze americane in Medio Oriente. Le misure sono state annunciate dal Dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio e hanno un tempismo assai sensibile, visto che arrivano solo pochi giorni prima dell’attesissima visita a Pechino di Donald Trump, prevista per giovedì e venerdì prossimo. Durante il suo viaggio, il presidente statunitense terrà un vertice con l’omologo cinese Xi Jinping, col quale mira a stabilizzare la tregua commerciale siglata lo scorso fine ottobre a Busan.

Ma le nuove sanzioni creano nuove tensioni tra le due potenze. Tra le aziende colpite spicca The Earth Eye, attiva nella gestione di infrastrutture satellitari. Ad aprile, il Financial Times aveva scritto che l’Iran avrebbe acquistato un satellite dalla società cinese già alla fine del 2024. Il tutto attraverso una cosiddetta “consegna in orbita”, una modalità che consente di trasferire il controllo del satellite dopo il lancio, aggirando così i tradizionali canali di vendita. Le tecnologie di The Earth Eye (come molte tecnologie satellitari internazionali) sono nate per l’osservazione terrestre civile, ma possono avere un “doppio utilizzo” nelle operazioni militari, vista la loro capacità di offrire immagini ad alta risoluzione e analisi quasi in tempo reale. Washington sostiene che il satellite sia stato utilizzato dai pasdaran per osservare siti militari americani, in alcuni casi pochi giorni prima che fossero colpiti.

Un altro caso emblematico è quello di MizarVision, una startup cinese specializzata in intelligence geospaziale basata sull’intelligenza artificiale. L’azienda è finita sotto i riflettori già a fine febbraio, dopo aver pubblicato sui social immagini satellitari di caccia F-22 statunitensi in una base israeliana. In seguito, sono state diffuse immagini di altri asset americani nella regione, inclusi navi da guerra e sistemi di difesa missilistica. MizarVision non dispone di satelliti propri e le immagini sarebbero in realtà di origine statunitense o europea, non cinese. A ogni modo, diversi analisti sottolineano che il valore di queste attività non risiede tanto nella raccolta delle immagini (spesso disponibili sul mercato globale) quanto nella loro elaborazione. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, grandi quantità di dati grezzi possono essere trasformate in informazioni strutturate, facilmente interpretabili e potenzialmente utilizzabili in contesti operativi.

Un ulteriore attore coinvolto è Chang Guang Satellite Technology, società dotata di una vasta costellazione di satelliti commerciali. Washington l’ha attenzionata già nel 2023, per aver presumibilmente fornito immagini satellitari utilizzate dai ribelli Houthi in Yemen per alcune azioni sul Mar Rosso. Tra le aziende nel mirino figura anche Hitex Insulation Ningbo, sospettata di aver contribuito al programma iraniano di missili balistici.

Il governo cinese ha più volte respinto le accuse, ribadendo di non aver fornito supporto militare diretto all’Iran. D’altronde, Pechino ha sinora cercato di mantenere una posizione equilibrata tra Teheran (di cui importa il 90% del petrolio) e i Paesi del Golfo, dove ha enormi interessi. Non a caso, Xi ha in due riprese presentato dei “principi per la pace” in Medio Oriente, ospitando i principi ereditari di Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

Va sottolineato che, nel caso delle immagini satellitari, la linea tra attività commerciale e implicazioni strategiche è spesso sfumata. Le aziende operano formalmente nel mercato civile, ma le loro tecnologie possono avere applicazioni a doppio utilizzo, seguendo canali talvolta non del tutto controllati a livello statale. Sinora, lo stesso Trump aveva smorzato le accuse, sostenendo che Xi gli ha “personalmente garantito” che non invierà armi all’Iran.

Le sanzioni peggiorano però il clima alla vigilia del summit tra i due leader, anche perché arrivano a poco più di una settimana di distanza dalle precedenti misure contro cinque aziende cinesi coinvolte nel commercio di petrolio iraniano. Una misura a cui Pechino ha risposto attivando per la prima volta il suo “divieto di blocco”, uno strumento giuridico pensato per contrastare gli effetti delle sanzioni straniere sulle proprie aziende. Banche, assicurazioni e multinazionali che decidessero di interrompere i rapporti con le aziende sanzionate per adeguarsi alle misure statunitensi potrebbero ora trovarsi in contrasto con la normativa cinese. Pechino punta così a sfruttare l’incertezza legata alla linea di Trump per rafforzare una rete di relazioni economiche e politiche meno vulnerabili alle pressioni di Washington.

Il tutto rischia di ridurre le aspettative sui possibili risultati del vertice tra Xi e Trump, in avvicinamento del quale entrambe le parti sembrano muoversi per trovare nuove leve negoziali e per non lasciare alla controparte posizioni di forza.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare