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GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Intesa USA-Iran, Israele si smarca

L’accordo fra Washington e Teheran dovrebbe fermare il conflitto su tutti i fronti, ma lo Stato ebraico non si sente vincolato in Libano - Cala il prezzo del petrolio

  • Ieri, 07:29
  • 2 ore fa
Le operazioni israeliane in Libano non cesseranno

Le operazioni israeliane in Libano non cesseranno

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Di: Redazione RSI Info 
  • Annunciato domenica sera un accordo per mettere fine al conflitto fra Iran e Stati Uniti, con riapertura dello Stretto di Hormuz

  • L’intesa dovrebbe riguardare anche il Libano, ma Israele si smarca e intende continuare ad occupare una fascia di sicurezza

  • Cala il prezzo del petrolio

06:29
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Notiziario

Notiziario 14.06.2026, 06:00

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Un'ora fa

La firma in settimana, ma ci sono tante incognite

L’esperto di geopolitica Nicola Pedde, intervenuto al Radiogiornale, evidenzia le molte incognite sul tavolo che “complicano enormemente” la possibilità che il memorandum di pace possa essere firmato in settimana. In primis la disponibilità israeliana a fermare gli attacchi in Libano.

Un'ora fa

Kallas su sanzioni a Ben-Gvir: "Ne parleremo, ma non c'è unanimità tra gli Stati"

L’Alta rappresentante della politica estera dell’Unione Europea Kaja Kallas ha annunciato che oggi, lunedì, saranno discusse le sanzioni contro il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, sostenendo però che al momento “non abbiamo la necessaria unanimità per prendere questa decisione”.

“Sì, molti Stati membri hanno proposto di sanzionare il ministro Ben Gvir; ne discuteremo. Al momento, dalle mie consultazioni con gli Stati membri, emerge che non abbiamo la necessaria unanimità per prendere questa decisione”, ha specificato Kallas prima del Consiglio Affari Esteri che si tiene stamane in Lussemburgo.

Un'ora fa

Colloqui preparatori tra USA e Iran in settimana a Doha

Washington e Teheran invieranno questa settimana delle delegazioni a Doha per dei colloqui preparatori indiretti in vista della firma, prevista venerdì a Ginevra, di un accordo patrocinato dal Pakistan e volto a porre fine in modo definitivo alla guerra in Medio Oriente.

“Questa settimana a Doha si terranno incontri preparatori separati con ciascuna delle parti, prima della firma ufficiale in Svizzera e dell’avvio delle discussioni tecniche”, ha dichiarato all’AFP, sotto copertura di anonimato, un diplomatico vicino alle trattative.

Secondo quanto ha riferito, i mediatori qatarioti hanno lasciato Teheran dopo “17 ore di intense trattative”, iniziate domenica e che hanno portato a un accordo.

2 ore fa

Israele non vuole ritirarsi dal Libano

Ci opponiamo al ritiro delle forze terrestri israeliane dal Libano, nonostante tutte le pressioni attuali e future, dichiara il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e io conduciamo una politica chiara che prevede il mantenimento delle forze dell’esercito di terra israeliano nelle zone di sicurezza in Libano, in Siria e a Gaza, ha aggiunto Katz.

Il ministro della sicurezza Itamar Ben-Gvir, dal canto suo, ha dichiarato che l’accordo fra Washington e Teheran non vincola lo Stato ebraico.

Oggi, 08:24

Il petrolio torna a perdere terreno sui mercati

Lunedì i prezzi del petrolio hanno registrato una tendenza alla normalizzazione, sulla scia di un accordo di massima tra Washington e Teheran per la risoluzione del conflitto in Medio Oriente.

Sebbene i dettagli delle concessioni da entrambe le parti dovrebbero essere resi noti solo al momento della firma ufficiale – prevista per venerdì – il presidente americano Donald Trump ha annunciato la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz.

Alle 6.30, il prezzo del barile di Brent del Mare del Nord è sceso del 4,6% a 83,28 dollari, mentre quello del West Texas Intermediate (WTI) americano è sceso del 5,0% a 80,62 dollari. Pur essendo ai minimi degli ultimi due mesi, i prezzi rimanevano comunque di circa venti dollari più alti rispetto a prima dello scoppio delle ostilità, il 28 febbraio.

Oggi, 08:10

Aspre critiche di Trump contro Netanyahu

L’annuncio dell’intesa è seguito alle nuove dure critiche di Trump al premier israeliano Benyamin Netanyahu per l’attacco in Libano. Parlando con Axios il politico ha liberato tutta la sua rabbia.

Lo sfogo di Donald Trump è stato senza freni contro Netanyahu. Colpevole, secondo il presidente, di aver ordinato i raid sulla roccaforte di Hezbollah ritardando così la firma elettronica del memorandum di Islamabad, inviso allo Stato ebraico.

“L’attacco non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l’Iran”, aveva sentenziato. Funzionari israeliani citati dai media si sono detti “sbalorditi” delle parole di Trump.

Oggi, 07:26

Francia, Germania, Regno Unito e Italia pronte a revocare sanzioni

Regno Unito, Francia, Germania e Italia (gruppo E4) sono dal canto loro pronte a revocare alcune sanzioni contro l’Iran dopo l’accordo raggiunto con gli USA per porre fine al loro conflitto.

“L’Iran non deve mai acquisire armi nucleari. Siamo pronti a collaborare con Stati Uniti, Iran e AIEA a tal fine”, hanno affermato i leader dei quattro Paesi in una dichiarazione congiunta.

I quattro Stati, inoltre, sono pronti a revocare alcune sanzioni se l’Iran adotterà “passi concreti e verificabili” sul nucleare, chiedendo al contempo la riapertura urgente dello Stretto di Hormuz per l’importanza della “libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni”.

Oggi, 07:12

Ginevra confermata come sede per la firma dell'accordo

I mediatori pakistani hanno confermato lunedì che sarà a Ginevra che si firmerà venerdì 19 l’intesa tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto in Medio Oriente. Ciascuna parte in causa canta vittoria, mentre Israele non fa commenti (per ora).

Oggi, 00:29

Teheran rivendica la vittoria nel conflitto

L’Iran sostiene di essere uscito vincitore dalla guerra avviata da Israele e Stati Uniti, dopo l’annuncio dell’accordo con Washington per porre fine al conflitto in Medio Oriente. Il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, intervenendo alla tv di Stato, ha dichiarato che “tutti gli obiettivi del nemico sono stati annullati” e che la Repubblica islamica ha ottenuto “grandi vittorie” nel corso della guerra.

Oggi, 00:23

L' Iran conferma la fine immediata della guerra

Sull’accordo di pace arrivano anche conferme ufficiali da Teheran: il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi afferma che l’intesa con gli Stati Uniti “mette immediatamente fine alla guerra”. In un intervento alla tv di Stato, parla di una cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano, e della prevista rimozione del blocco navale statunitense già nelle prossime ore.

Le autorità iraniane presentano l’intesa come una vittoria e spiegano che il testo dell’accordo sarà pubblicato dopo la firma ufficiale, prevista venerdì in Svizzera, mentre i negoziati sui dettagli proseguiranno per circa 60 giorni.

Ieri, 23:52

Trump conferma l’intesa con Teheran

Il presidente statunitense Donald Trump conferma l’intesa con Iran: in un post su Truth annuncia che il cessate il fuoco è “completo” e autorizza la riapertura dello Stretto di Hormuz, insieme alla rimozione immediata della presenza navale americana e del blocco contro i porti iraniani.

Ieri, 23:31

Raggiunto un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti

Accordo di pace raggiunto tra Iran e Stati Uniti dopo intensi colloqui, con la mediazione del Pakistan. Lo annuncia su X il premier Shehbaz Sharif, secondo cui le due parti hanno concordato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano. Islamabad parla anche di una dichiarazione d’intenti per porre fine al conflitto. La cerimonia ufficiale di firma è prevista per venerdì 19 giugno in Svizzera.

Ieri, 17:25

Trump deplora attacco di Israele a Beirut

“L’attacco di questa mattina a Beirut (Libano) non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l’Iran.”

Lo scrive il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Truth Social. “Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l’attacco a cui ha reagito è stato di entità trascurabile e privo di reale rilevanza - senza causare feriti o vittime - e non dovrebbe compromettere questo processo fondamentale”.

“È necessario che tutte le parti facciano un passo indietro (...), questo potrebbe essere l’inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola”, ha aggiunto.

Ieri, 14:44

Iran: attacco su Beirut non resterà impunito

Il vice comandante del comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha dichiarato che l’ultimo attacco di Israele contro Hezbollah a Beirut non resterà impunito. Mohammad Jafar Asadi ha descritto l’attacco a Dahyieh come una rinnovata provocazione israeliana. Lo riporta Iran International.

Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha scritto su X, rivolto agli Stati Uniti: “se non siete in grado di rispettare i vostri impegni, è impossibile parlare di continuare il percorso”.

Il riferimento evidente è all’incapacita americana di controllare le operazioni di Israele.

Ieri, 13:10

IDF colpisce nel sud di Beirut, almeno 3 morti e 15 feriti

Le forze israeliane hanno colpito “obiettivi terroristici di Hezbollah” nella periferia meridionale di Beirut: lo hanno reso noto in un comunicato congiunto, il premier di Israele Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Israel Katz.

Il bilancio delle vittime è di almeno 3 morti e 15 feriti, secondo l’agenzia stampa nazionale libanese Nna. Un edificio di appartamenti è stato colpito a Ghobeiri, una delle municipalità che compongono Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah. Molti danni anche a edifici e negozi circostanti.

Secondo la nota, i raid sono una “risposta” ad “attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano”. In un proprio comunicato, l’Idf ha parlato di attacchi “mirati” su infrastrutture che sarebbero controllate da Hezbollah.

Ieri, 12:27

Raid israeliani nel distretto di Sidone (Libano), cinque morti

Almeno cinque persone, tra cui tre donne, sono rimaste uccise in attacchi attribuiti alle forze israeliane avvenuti nel lasso di tempo compreso tra ieri sera e stamattina a Msayleh e a Kaouthariyet el-Sayyad, località del distretto di Sidone, in Libano: lo riporta L’Orient-Le Jour.

Il quotidiano libanese parla di raid e raffiche di artiglieria incessanti anche nell’area di Nabatieh: in questo caso il bilancio è di almeno tre feriti.

Ieri, 10:10

Giunta in Iran una delegazione dal Qatar

Una delegazione del Qatar, Paese che insieme al Pakistan funge da mediatore tra Iran e Stati Uniti, è arrivata stamani a Teheran nell’ambito di colloqui volti a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente. Lo riferiscono i media iraniani.

L’agenzia di stampa Isna ha riferito che un consigliere del ministro degli esteri del Qatar è stato inviato in Iran. Questa visita ha lo scopo di “esaminare gli ultimi sviluppi relativi al processo diplomatico”, secondo Tasnim, un’altra agenzia di stampa iraniana.

Ieri, 10:02

Libano: ordine d'evacuazione israeliano per una trentina di località nel sud

L’esercito israeliano (IDF), prima di incursioni previste contro i miliziani di Hezbollah, ha emesso poco fa due ordini d’evacuazione che concernono una trentina di villaggi nel Libano meridionale.

A diffonderli è stato su X il portavoce di IDF in lingua araba, attraverso due messaggi consecutivi. Sempre stamani l’esercito ha riferito di un paio di droni lanciati dal Libano contro il territorio d’Israele.

Ieri, 08:23

Guida suprema iraniana grazia dei condannati

Un portavoce della magistratura iraniana ha reso noto che “per la prima volta, 139 persone condannate a morte” sono state “graziate” su decisione della guida suprema Mojtaba Khamenei: lo riferisce l’agenzia Mehr.

Stando alla stessa fonte, gli individui a cui è rivolto il provvedimento sono privi di “querelanti privati” e precedenti per “reati contro la sicurezza”.

Mehr non precisa come sono state commutate le condanne a morte, limitandosi a spiegare che “l’articolo 110 della Costituzione dà al leader facoltà di graziare o ridurre le pene inflitte a condannati su richiesta del capo della magistratura”.

Ieri, 07:27

Trump: quando la situazione sarà tranquilla recupereremo materiale nucleare

“A situazione tranquilla interverremo per recuperare il materiale nucleare - sepolto in profondità sotto imponenti montagne di granito sommerse - grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro eccezionali piloti”. Lo scrive Donald Trump su Truth, aggiungendo che dopo “ne ridurremo il grado di arricchimento e lo distruggeremo, sia esso in Iran o negli Stati Uniti”.

Nel suo lungo post, Trump attacca “l’accordo di Barack Hussein Obama con l’Iran, il JCPOA”, che a suo dire “rappresentava una strada facile, bella e scorrevole verso l’arma nucleare”. Quell’intesa multilaterale era stata firmata anche da Gran Bretagna, Francia, Germania e Unione europea e negoziata con i buoni uffici dell’UE. Gli Stati Uniti si erano ritirati durante la prima presidenza Trump.

“Il nostro rapporto con l’Iran è molto diverso e migliore rispetto a quello delle amministrazioni precedenti. A differenza dei pagamenti per centinaia di miliardi di dollari effettuati da Obama - inclusi 1,7 miliardi in contanti sonanti - questa volta non ci sarà alcun passaggio di denaro”.

Pertanto, “non vediamo l’ora di collaborare con l’Iran e con l’intero Medio Oriente per molto tempo ancora. Speriamo che questo processo si svolga in modo rapido, semplice e fluido. In caso contrario, abbiamo l’alternativa estrema, che speriamo di non dover mai più utilizzare!”.

In un altro post, il tycoon attacca la Barack Obama Presidential Library di Chicago che, “tra dieci anni, sarà una ‘Mecca’ per coloro che odiano l’America!”, presentandola come un grande bidone dell’immondizia con un sacchetto nero.

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