Forze israeliane sempre all’attacco in Libano: 5 le divisioni schierate, di cui 2 impegnate anche in missioni difensive al confine nord
Tra le vittime dei raid israeliani il nipote del capo di Hezbollah, Naim Qassem, successore di Nasrallah
Trump mantiene la pressione sull’Iran e torna a lamentarsi della NATO: “Non c’era quando ci serviva”
Il prezzo del petrolio ricomincia ad aumentare sui mercati globali
La tregua è fragile: sabato sono previsti negoziati a Islamabad, ma c’è già incertezza: l’Iran minaccia di disertarli se Israele continuerà le azioni
A Beirut state uccise oltre 200 persone, per rappresaglia l’Iran ha chiuso nuovamente lo stretto di Hormuz
Libano, continua l’offensiva israeliana
Cinque divisioni sempre sul terreno contro i miliziani di Hezbollah - Più di 200 morti a Beirut - L’Iran continua a chiudere lo Stretto di Hormuz - In forse i colloqui in Pakistan

Un colpo esploso da un blindato israeliano da una postazione sul confine con il Libano
Netanyahu ordina negoziati diretti con il Libano
Tramite una nota il presidente israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato tramite una nota che: ‘‘Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele, ieri (mercoledì) durante la riunione del Consiglio dei Ministri ho dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano. Israele apprezza l’appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut’‘.
Negoziazioni tra Libano e Israele da settimana prossima
Negoziazioni dirette tra Libano e Israele inizieranno settimana prossima. Lo ha comunicato Axios Reporter su X.
Il Libano avrebbe inoltre sostenuto il raggiungimento di un cessate il fuoco temporaneo per permettere le trattative con Israele. Lo ha riferito un alto funzionario libanese.
Germania: ripresi i colloqui diretti con Teheran
Friedrich Merz, cancelliere tedesco, ha riferito che la Germania ha interesse a trovare una soluzione diplomatica della crisi in Medio Oriente e sta riprendendo colloqui diretti con Teheran.
La situazione in Medio Oriente, secondo il cancelliere tedesco, richiede una risposta da parte della Germania, soprattutto per quanto riguarda l’energia. Inoltre, il cancelliere ha riferito che non vuole una rottura della NATO, in quanto questa è una garanzia di sicurezza, anche per l’Europa.
Libano, richiesto colloquio diretto con Israele
Il Governo di Beirut avrebbe richiesto colloqui diretti con Israele all’indomani del raid che ha provocato oltre 200 morti e più di 1’000 feriti. Lo riportano corrispondenti di Al Jazeera in Libano.
Presidente Iran: con i raid di Israele non ha senso negoziare
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto che i raid di Israele contro il Libano sono una violazione del cessate il fuoco e rendono senza senso negoziare. L’iran non abbandonderà il popolo libanese, ha affermato il capo dello Stato, considerato una figura relativamente moderata.
Il presidente del Parlamento, Mohamad Bagher Ghalibaf, che è atteso a Islamabad per negoziati, ha detto che “le violazioni del cessate il fuoco porteranno a forti risposte” e ha invitato a “smettere immediatamente”.
Anche il premier pakistano Sharif, impegnato nella mediazione, ha affermato che lo stop agli attacchi al Libano fa parte degli accordi.
La diplomazia pakistana, che aveva annunciato l’arrivo di una delegazione iraniana per oggi a Islamabad, ora parla di un “equivoco”.
L'analista Frederic Encel: "non sono sicuro che si possa evitare il ritorno alla guerra”
Le posizioni di USA ed Iran appaiono inconciliabili, con piani e punti diversi. Questo basterà per intavolare discussioni che consentano di uscire dal conflitto? Il Radiogiornale lo ha chiesto a Frederic Encel, professore di relazioni internazionali all’Istituto di Scienze Politiche a Parigi.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Iran-parla-l%E2%80%99analista-%E2%80%98Nessuna-delle-parti-pu%C3%B2-permettersi-di-accontentarsi-la-pace-%C3%A8-tutta-in-salita%E2%80%99--3656733.html
Spagna riapre ambasciata a Teheran
La Spagna, il paese dell’UE che più risolutamente si è opposto alla guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, ha deciso di riaprire la propria ambasciata a Teheran, dove quasi tutti i Paesi stranieri hanno annullato o ridotto fortemente la presenza di loro diplomatici, già negli ultimi giorni prima del conflitto.
“Ho dato istruzioni al nostro ambasciatore di fare ritorno e di unirsi a questo sforzo di pace da ogni luogo possibile, inclusa la capitale iraniana” ha detto il ministro degli esteri Jose Manuel Albares.
Il premier Pedro Sanchez ieri ha nuovamente criticato Washington, senza nominarla esplicitamente. Parlando del fatto che la Spagna non abbia espresso soddisfazione per l’accordo di pace, ha scritto su X: “Non applaudiremo quelli che danno fuoco al mondo solo perché si presentano con un secchio”.
Iran esclude ogni restrizione al suo programma atomico
Il capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha escluso quasliasi restrizione al programma di arricchimento dell’uranio, una delle domande fondamentali di Stati Uniti e Israele al Paese degli ayatollah.
“Le rivendicazioni ed esigenze dei nostri nemici sono solo dei pii desideri che verranno sepolti” ha detto Mohammad Eslami all’Isna, l’agenzia stampa degli studenti iraniani, considerata vicina ai Pasdaran.
UE contro l'ipotesi di un "pedaggio" per Hormuz
L’Unione Europea respinge ogni idea di un “pedaggio” per passare lo stretto di Hormuz. La libertà di navigazione deve essere mantenuta, ha affermato una portavoce.
“Il diritto internazionale sancisce la libertà di navigazione, il che significa: nessun pagamento, o pedaggio, o cosa sia. Lo stretto, come ogni altra via marittima, è un bene pubblico dell’insieme dell’umanità”.
Anche il ministro degli esteri francese Barrot ha respinto l’idea.
Donald Trump ha invece evocato ieri l’idea di una società comune che possa gestire, contro pagamento, il transito nello stretto.
Immagine satellitare dello Stretto di Hormuz
Medio Oriente: il punto delle 12:30 al TG RSI

Tregua USA-Iran, fragile ma regge
Telegiornale 09.04.2026, 12:30

Lo Stretto di Hormuz resta chiuso
Telegiornale 09.04.2026, 12:30

Nuovi bombardamenti contro il Libano
Telegiornale 09.04.2026, 12:30
Netanyahu: "Continueremo a colpire Hezbollah ovunque serva"
Israele continuerà a colpire l’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah “ovunque sia necessario”. Lo afferma il premier israeliano Benyamin Netanyahu. La dichiarazione del primo ministro arriva il giorno dopo i raid israeliani che hanno devastato il Libano. “Il nostro messaggio è chiaro: chiunque agisca contro i civili israeliani verrà colpito. Continueremo a colpire Hezbollah ovunque sia necessario, finché non avremo ripristinato completamente la sicurezza per gli abitanti del nord di Israele”, ha aggiunto.
Sale a oltre 200 il bilancio dei morti in Libano
E’ salito a 203 il bilancio dei morti nei raid israeliani di ieri su Beirut e il Libano. Lo rende noto il ministero della sanità libanese. I feriti sono oltre mille.
In migliaia all'omaggio per Khamenei
Migliaia di persone stanno rendendo omaggio a Teheran e in altre località all’ex guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, morto il 28 febbraio, primo giorno della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La cerimonia è trasmessa in diretta dalla televisione di Stato IRIB.
Khamenei, 84 anni, è stato ucciso da un raid sulla sua residenza insieme a decine di ufficiali e funzionari alle 9:40 del mattino. Le cerimonie sono iniziate alla stessa ora. La guerra aveva reso impossibile l’organizzazione di funerali pubblici.
Il figlio di Khamenei, Mojtaba, è stato nominato guida suprema, ma non è ancora mai apparso in pubblico e stando alle pochissime informazioni disponibili è stato a sua volta ferito in un raid.
Hezbollah colpisce Israele
Hezbollah ha lanciato nella notte razzi contro il kibbuz israeliano di Manara, poco oltre il confine di Israele,in risposta alla “violazione del cessate il fuoco” da parte dello Stato ebraico.
L’attacco è stato rinvendicato dal movimento sciita in risposta alla violazione della tregua con l’Iran compiuta da Israele.
L’emittente Al-Mayadeen, vicina a Hezbollah, riferisce di 21 raid aere israeliani sul sud del Libano. Un attacco è segnalato anche a Beirut.
Trump: forze statunitensi resteranno schierate vicino all'Iran
Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitense, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno schierate vicino all’Iran e nelle aree circostanti fino a quando un vero accordo non sarà raggiunto non sarà pienamente rispettato”.
Lo ha scritto il presidente americano Trump in un post sul suo social Truth. “Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, cosa altamente improbabile, allora inizieranno gli scontri a fuoco, più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima”.
Trump torna a lamentarsi della NATO
“La NATO non c’era quando ne avevamo bisogno e non ci sarà se avremo bisogno ancora”. Lo ha scritto Donald Trump sul suo social “Truth” dopo un incontro con il segretario generale dell’alleanza atlantica Mark Rutte.
Secondo alcune fondi durante il colloquio, a porte chiuse, Trump avrebbe evocato la possibilità di un’uscita del suo paese dall’alleanza, fondata a Washington nel 1949.
Trump ha definito i bombardamenti iraniani in Libano “scaramucce “ di cui ci occuperemo.
Mine iraniane nello stretto di Hormuz?
I Pasdaran hanno pubblicato una mappa che sembra suggerire la presenza di mine iraniane nello stretto di Hormuz,.
Nel documento diffuso dalle agenzie ISNA e Tasnim, considerate vicine alle Guardie rivoluzionarie iraniane, si vedono grandi cerchi su alcune aree di mare, con la scritta in persiano “zona pericolosa”.
Secondo la versione della tregua pubblicata da Teheran, l’Iran ha il diritto di guidare il traffico marittimo attraverso lo stretto e di istituzionalizzare un sistema di pedaggi per le navi in transito.

Il petrolio ricomincia ad aumentare sui mercati globali
Giovedì il petrolio ha recuperato terreno dopo il crollo del giorno precedente, pesando sulle borse asiatiche, mentre l’entusiasmo suscitato dalla tregua tra Stati Uniti e Iran si è affievolito, con gli investitori in attesa di un’effettiva riapertura dello Stretto di Hormuz.
Verso le 04:30 in Svizzera, il barile di WTI nordamericano con consegna a maggio, riferimento negli Stati Uniti, saliva del 2,36% a 96,61 dollari. Il barile di Brent del Mare del Nord con consegna a giugno, riferimento del mercato mondiale, guadagnava il 2,16% a 96,77 dollari.
Mercoledì i prezzi del petrolio e del gas erano crollati dopo l’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, che faceva sperare in una ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz.

Notiziario
Notiziario 09.04.2026, 06:00
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