L’accordo per il cessate il fuoco in Iran porterà presto a una diminuzione dei prezzi del carburante? Sì, ma la discesa avverrà probabilmente lentamente. Il costo della materia prima non è in effetti l’unico fattore, ma contano anche variabili come la concorrenza locale, le tasse o ancora i cambi valutari, ha spiegato Matthias Hübscher, dirigente delle stazioni di servizio di Volenergy.
La Svizzera, poi, importa una buona parte del carburante con le navi, e al momento il Reno ha una portata piuttosto scarsa. Quel che è certo è che nella Confederazione non ci sono rischi per l’approvvigionamento di benzina e diesel, hanno indicato il Touring club svizzero (TCS) e Volenergy. È però difficile stimare quando i prezzi cominceranno a scendere.
Dall’inizio della guerra il costo della benzina è cresciuto di oltre il 10%, mentre per il diesel l’aumento è stato addirittura di un quarto, secondo quanto mostra l’apposito monitoraggio del TCS. La causa principale è l’incremento delle materie prime, dovuto alla chiusura dello stretto di Hormuz. La quotazione del barile di brent è passato da 70 a massimi di 120 dollari.
Con la tregua decisa fra le parti in conflitto, una riapertura dello stretto di Hormuz è probabile. I prezzi delle materie prime sono già in calo, con i barili di brent poco sopra i 90 dollari, dato comunque superiore a prima della guerra.

RG 12.30 del 02.04.2026 Il servizio di Marzio Minoli
RSI Info 02.04.2026, 13:32
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