* Per l’Iran, gli Stati Uniti sono corresponsabili della morte del leader di Hamas
* Sempre più fragile la tregua a Gaza
* Ministri degli interni europei si interrogano su possibili nuove crisi migratorie
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Notiziario 17.05.2026, 08:00
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* Per l’Iran, gli Stati Uniti sono corresponsabili della morte del leader di Hamas
* Sempre più fragile la tregua a Gaza
* Ministri degli interni europei si interrogano su possibili nuove crisi migratorie
“Per l’Iran il tempo scorre e sarà meglio che si muovano, in fretta, o non resterà nulla di loro”, ha scritto il presidente statunitense Donald Trump sul social Truth facendo pressione sul Paese per un accordo.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump hanno parlato al telefono questa domenica per discutere della situazione in Iran.
“Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riprendere le ostilità con l’Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare’‘, ha indicato il primo ministro.
Il presidente statunitense Donald Trump ha ottenuto dalla Cina l’impegno a non “fornire sostegno materiale all’Iran”. Lo ha riferito il suo principale inviato commerciale Jamieson Greer in un’intervista a Abc news.
È stato ribadito che gli Stati Uniti non hanno richiesto l’aiuto di Pechino per riaprire lo stretto di Hormuz.
Il drone che domenica ha colpito le vicinanze di una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti ha attraversato il confine occidentale del Paese, hanno affermato le autorità emiratine, aggiungendo di stare indagando per «determinare l’origine degli attacchi».
In un comunicato, il Ministero della Difesa ha indicato che i sistemi di difesa antiaerea hanno rilevato “tre droni che erano entrati dal confine occidentale”, due dei quali sono stati intercettati con successo, mentre l’altro “ha colpito un generatore elettrico” vicino alla centrale di Barakah (ovest).
Washington ha presentato cinque condizioni per raggiungere un accordo con l’Iran e porre fine alla guerra, secondo quanto riporta oggi l’agenzia Fars, affiliata ai Pasdaran
nessun pagamento di risarcimenti all’Iran dagli Stati Uniti
il ritiro e la consegna di 400 kg di uranio arricchito
il mantenimento di un solo sito nucleare attivo
nessun pagamento dei beni congelati dell’Iran
avvio dei negoziati.
L’Iran ha a sua volta posto cinque condizioni
fine della guerra su tutti i fronti, in particolare in Libano
la revoca delle sanzioni
lo sblocco dei fondi congelati
il pagamento di un risarcimento per i danni causati dalla guerra
il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz
Secondo la stampa iraniana, anche se l’Iran accettasse le richieste di Washington la minacca di Stati Uniti e Israele rimarrebbe. “Gli americani stanno cercando di ottenere cose che non sono riusciti ad ottenere con la guerra”, scrive l’agenzia Mehr, vicina all’ala conservatrice del regime.
Benjamin Netanyahu ha dichiarato che si deve sentirà telefonicamente con Donald Trump nella giornata di oggi.
Il premier israeliano ha detto di attendersi un resoconto della visita di Trump in Cina, lasciando chiaramente intendere che i due leader torneranno a discutere di Iran.
La Corte Penale Internazionale smentisce le voci diffuse sulla stampa di Israele secondo cui vi sarebbe un nuovo mandato di arresto internazionale per crimini di guerra contro membri del governo israeliano.
“La prassi consolidata della Corte è di non commentare procedimenti giudiziari riservati o speculazioni dei media. In questo caso, tuttavia, le informazioni riportate sono talmente specifiche e imprecise che, se non affrontate, potrebbero indurre in errore gli osservatori sullo stato di tali procedimenti giudiziari. La Corte, pertanto, nega categoricamente l’emissione di nuovi mandati di arresto”, scrive la CPI in un colloquio.
I media parlavano tra l’altro di mandati di arresto contro il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir.
Ad Abu Dhabi un incendio è divampato a seguito dell’attacco di un drone su un generatore elettrico al di fuori del perimetro della centrale nucleare situata nella regione di Al Dhafra, nel sud-ovest dell’emirato.
Lo hanno reso noto poco fa le autorità. L’incursione non ha prodotto conseguenze a livello nucleare. Non vengono segnalati feriti, i livelli di sicurezza radiologica non sono stati intaccati e i sistemi essenziali dell’impianto funzionano regolarmente
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e principale negoziatore del suo paese nei rapporti con gli Stati Uniti, si occuperà anche delle relazioni con la Cina come “rappresentante speciale”.
Lo scrive l’agenzia stampa iraniana Tasnim, legata alle guardie rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) e quindi solitamente bene informata, al punto da essere considerata una voce “semiufficiale” del regime.
La Cina è il primo partner commerciale dell’Iran, principale importatore del suo petrolio e punto di riferimento di Teheran nell’attuale crisi con USA e Israele. E’ stata anche accusata di avere fornito intelligence militare agli iraniani, come l’uso dei propri satelliti, per difendersi dagli attacchi.
Secondo la versione data dagli Stati Uniti, il presidente cinese Xi Jinping avrebbe rassicurato il suo omologo Donald Trump, durante l’incontro di Pechino, sul fatto che la Cina non fornirà armi o equipaggiamento militare all’Iran.
Nei resoconti ufficiali del vertice di fonte cinese non c’è invece alcuna menzione formale di tale impegno, ma si parla di una generica necessità di porre fine al conflitto .
Yasser Abbas, imprenditore 64enne, figlio del presidente palestinese e leader di Al-Fatah Mahmoud Abbas (90 anni) è stato eletto membro del comitato centrale del partito.
E’ quanto emerge dai primi risultati del voto che si è tenuto al termine dell’ottavo congresso generale, svoltosi a Ramallah (sede dell’autorità nazionale palestinese, in Cisgiordania) e in contemporanea a Gaza, al Cairo e a Beirut.
Marouane Barghouti, figura carismatica della resistenza palestinese, in carcere in Israele dal 2002, ha ottenuto il massimo dei voti tra tutti i candidati, conservando il suo seggio.
Tra i nuovi eletti spiccano il capo dei servizi di intelligence, Majed Faraj, e uno dei comandanti delle brigate dei martiri di Al-Aqsa (l’ala militare di Al-Fatah) Zakaria Zubedi, che vive nel campo profughi di Jenine e che è stato scarcerato da Israele dopo l’accordo dell’anno scorso con Hamas in cambio del rilascio di alcuni ostaggi del 7 ottobre 2023.
Due donne fanno parte del comitato. Una è la governatrice di Ramallah, al suo primo mandato. I candidati erano 59 per 18 seggi. E’ stato rinnovato anche il “consiglio rivoluzionario” ovvero l’assemblea del partito (80 seggi, 450 candidati).
Mahmoud Abbas tiene le redini di Al-Fatah da vent’anni. Sotto crescente pressione internazionale, ha recentemente promesso di portare “sangue nuovo” nel partito, accusato di nepotismo, corruzione cronica e poca legittimità democratica.
Il figlio Yasser vive soprattutto in Canada, è proprietario di diverse compagnie palestinesi e cinque anni fa è stato nominato per la prima volta da suo padre “rappresentante speciale”.
Il governo israeliano ha ripetuto più volte che l’Autorità nazionale palestinese e Al-Fatah non avranno alcun ruolo nella futura gestione della striscia di Gaza.
I paesi che hanno riconosciuto la Palestina considerano l’ANP, controllata da Al-Fatah, il suo governo legittimo, ma tra questi non c’è la Svizzera, che non di meno intrattiene relazioni con l’autorità dal tempo degli accordi di pace di Oslo del 1993.
Almeno una persona è rimasta uccisa e diverse altre ferite in seguito a un attacco israeliano che ha preso di mira un posto di polizia nella zona di Karaj Rafah, nel centro di Khan Younis.
Lo riferisce al Jazeera, sottolineando che le forze israeliane hanno continuato a condurre attacchi nella Striscia di Gaza questa mattina nonostante il cessate il fuoco
Il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato l’uccisione di Izz al-Din al-Haddad, capo delle Brigate Qassam, l’ala miliare di Hamas. Una dichiarazione diffusa alle agenzie descrive l’uccisione come parte del “piano criminale di Israele per la cancellazione coloniale della Palestina”.
“Gli Stati Uniti, in quanto maggiori sostenitori militari, finanziari e politici del regime sionista di apartheid, sono complici in ciascuno di questi crimini. L’eliminazione fisica dei comandanti e delle élite palestinesi non riesce a interrompere il cammino della resistenza”.
Nonostante la crisi mediorientale e il suo impatto sui prezzi dei carburanti, ma anche i recenti casi di epidemie virali, i dati di vendita sulle crociere per questa estate non sembrano riflettere l’intenzione dei vacanzieri di abbandonare questo tipo di vacanza.
I principali operatori del settore, interrogati dall’Associated Press, affermano di non prevedere cambiamenti nei loro piani estivi e - pur mantenendo il riserbo sulle cifre - affermano che le prenotazioni non sono in calo, anche perchè le persone sono solite prenotare le crociere con almeno sei mesi di anticipo se non di più
Durante una conference call giovedì con investitori, la compagnia svizzera Viking ha dichiarato che la domanda per le sue crociere fluviali si è brevemente affievolita nei primi tre mesi di quest’anno - dopo l’inizio della guerra in Iran - ma poi si è rapidamente ripresa.
Il 92% delle crociere del 2026 e il 38% delle crociere del 2027 sono state prenotate. L’azienda non ha menzionato né hantavirus né norovirus.
I ministri degli interni di Italia, Cipro, Grecia e Malta si riuniranno a Roma il prossimo 17 giugno per discutere la possibilità che gli sviluppi della crisi in Medio Oriente porti ad una nuova emergenza migratoria.
E’ quanto si apprende da un comunicato congiunto di Roma, Nicosia, Atene e Valletta che segue una riunione a livello di capi di governo tenutasi ieri in Grecia, lo Europe Gulf Forum, e alla riunione di Agia Napa (Cipro) giorni fa.
Nell’invito rivolto dla ministro degli interni italiano Piantedosi si legge che sul tavolo ci sarà “l’efficacia delle risposte nazionali a un possibile aumento significativo dei flussi migratori legati al conflitto in Medio Oriente”.
L’obbiettivo è evitare una crisi “simile a quella vissuta nel 2015”
Un attacco aereo israeliano a Gaza ha ucciso il comandante dell’ala militare di Hamas,. Izz al-Din al-Haddad. Per l’intelligence israeliana era uno degli ultimi architetti dell’ attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele che fece 1195 morti e portò alla cattura di centinaia di ostaggi.
Nella striscia la tregua negoziata dagli Stati Uniti tra Israele e Hamas rimane fragile e i contendenti si accusano a vicenda di violarla. La fase due del cessate il fuoco rimane lettera morta: l’esercito israeliano non si è ritirato ma controlla circa il 60% del territorio e il movimento islamista non ha consegnato le armi.
Nella Cisgiordania occupata un palestinese di 34 anni è stato ucciso dalle forze israeliane nel campo profughi di Jenin. I militari hanno detto di avere prima sparato per intimargli di fermarsi, ma l’uomo non ha ubbidito
Sul fronte iraniano, Trump sarebbe ad un passo dal decidere la ripresa delle ostilità, mentre l’Iran starebbe discutendo con alcuni paesi europei per garantire il passaggio dei loro vascelli dallo stretto di Hormuz (nessuna conferma europea in proposito).
I ministri dei BRICS non sono riusciti a trovare una presa di posizione sulla crisi Iran-Stati Uniti. Del gruppo fanno parte sia l’Iran che paesi sostenitori della politica americana in Medio Oriente come gli Emirati arabi uniti.