L’attivista palestinese Ramy Shaath rischia l’espulsione dalla Francia; la sua presenza nel Paese viene considerata una “grave minaccia all’ordine pubblico”: lo dichiara il suo avvocato, Damia Taharraoui. L’attivista, che ha scontato 900 giorni di carcere in Egitto tra il 2019 e il 2022 per incitamento al disordine pubblico, venne poi rilasciato e consegnato alla Francia dopo che Macron difese la sua causa con il Cairo. Ora però le cose sembrano mettersi di traverso. “La prefettura di Nanterre ci ha comunicato l’intenzione di avviare un procedimento di espulsione”, ha riferito il legale. La prefettura critica, in particolare, i legami dell’attivista con “diverse figure della causa palestinese in Francia” e con gruppi filo-palestinesi, tra cui Urgence Palestine, che lui stesso ha contribuito a fondare dopo l’attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023. La prefettura lo accusa, tra l’altro, di essere “ostile a qualsiasi cessate il fuoco, di volere che la guerra tra Hamas e l’esercito israeliano continui, nella speranza che l’Iran vi partecipi”, citando “ripetute azioni e dichiarazioni controverse” durante apparizioni pubbliche.