L'IS ha rivendicato l'attacco a Londra, ma senza fornire prove. Lo riferisce il sito di monitoraggio della propaganda jihadista, spiegando che il sedicente Stato islamico ha definito "un suo combattente" l'accoltellatore che venerdì ha ucciso due persone prima di essere freddato dalla polizia.
La sua storia di criminale culmina nell'arresto nel 2012, con tanto di pesantissima condanna condivisa con otto complici sulla base dell'accusa d'avere progettato un attentato dinamitardo contro la Borsa di Londra, d'aver raccolto minacciosamente informazioni sull'allora sindaco Boris Johnson, sul rettore della cattedrale anglicana di Saint Paul, sull'ambasciata Usa e su obiettivi ebraici.
Questi crimini gli erano valsi infine una sentenza severa: 16 anni di prigione ma ottenne la libertà vigilata nel dicembre scorso, dopo neppure 7 anni di reclusione effettiva e col solo obbligo - rivelatosi inutile - di indossare un braccialetto elettronico di sorveglianza.





