Misure immediate, misure strutturali, e un obiettivo finale: elettrificare e rendersi autonomi dal punto di vista energetico. Ursula von der Leyen ha lanciato la strategia europea contro la nuova, pesante, crisi energetica che sta assediando il Vecchio continente. Al termine della riunione dell’esecutivo UE tutta dedicata alla guerra in Medio Oriente, la presidente della Commissione ha tracciato un primo cronoprogramma degli interventi da mettere in atto. Con un importante appuntamento in mezzo: il vertice informale a Cipro del 23 e 24 aprile. Un incontro che, sul fronte degli interventi anti-crisi, rischia di trasformarsi nell’ennesimo redde rationem interno all’Unione. Al di là del pacchetto energia - la cosiddetta toolbox, la cassetta degli strumenti - che la Commissione presenterà a partire dal 22 aprile, c’è un tema di fondo che rischia di spaccare l’Europa: la sospensione del Patto di Stabilità. La risposta della Commissione resta negativa. “Al momento, mentre vi parlo non ci sono le condizioni per fare ricorso” alla clausola generale sul Patto, “ma la Commissione continuerà a coordinarsi tenendo in conto gli interessi europei: vedremo come la crisi si sviluppa”, è stata la netta replica di von der Leyen. Il principio, a Palazzo Berlaymont, resta fermo: solo con una grave recessione si comincerà a pensare alla sospensione del Patto. Al momento, nonostante la crisi energetica del Golfo sia tra le più gravi di sempre, questa eventualità non è ipotizzabile. Anzi, von der Leyen ha invitato i governi “a non peggiorare i livelli di deficit”; con i loro interventi.