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Nuova proposta iraniana: riaprire Hormuz, poi il dialogo sul nucleare

Israele è tornato a colpire in Libano domenica, 14 morti - Nello Stato ebraico due ex premier si alleano contro Netanyahu - Il ministro degli esteri iraniano Araghchi in Russia

  • 25 aprile, 07:17
  • Oggi, 07:32
Teheran ha avanzato una nuova proposta

Teheran ha avanzato una nuova proposta

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Di: Redazione Info RSI 
  • Teheran avrebbe fatto una nuova proposta a Washington per riaprire il traffico nello Stretto di Hormuz

  • Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi in Russia

  • Gli ex premier israeliani Naftali Bennett e Yair Lapid si alleano contro Benjamin Netanyahu

  • Ripresi i raid israeliani contro Gaza e contro il sud del Libano: 14 morti domenica

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06:05

Islamabad: sfuma un nuovo round di negoziati

Telegiornale 25.04.2026, 20:00

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14 minuti fa

Israele bombarda nel sud del Libano

L’esercito israeliano ha annunciato di aver cominciato a bombardare infrastrutture e posizioni di Hezbollah nella Valle della Bekaa e in altre zone del sud del Libano.

Un'ora fa

Israele attacca la Biennale di Venezia

“Il boicottaggio dell’artista israeliano Belu-Simion Fainaru da parte della Giuria Internazionale della Biennale di Venezia rappresenta una contaminazione del mondo dell’arte. La giuria, di stampo politico, ha trasformato la Biennale da uno spazio artistico aperto, libero da idee e senza limiti, in uno spettacolo di falso indottrinamento politico anti-israeliano”.

Lo scrive in un post su X il ministero degli Esteri israeliano. La dichiarazione arriva a qualche giorno dalla decisione della giuria internazionale della Biennale Arte di escludere dai premi Russia e Israele.

2 ore fa

L'Iran vieta l'esportazione di lastre e lamiere d'acciaio

L’Organizzazione iraniana per la promozione del commercio ha dichiarato, tramite una direttiva, che l’esportazione di lastre e lamiere d’acciaio è vietata fino al 30 maggio, a causa delle pressioni che l’industria siderurgica del Paese sta subendo in seguito agli attacchi statunitensi e israeliani. Lo riporta Iran International.

2 ore fa

Leader Hezbollah scettico sulla tregua in Libano

Il leader di Hezbollah Naïm Qassem ritiene che i negoziati con Israele faranno precipitare il Libano in un “ciclo di instabilità”, ribadendo il suo “categorico rifiuto” di negoziati diretti con lo Stato ebraico. Hezbollah inoltre non si tirerà indietro di fronte alle “minacce” israeliane, afferma il suo leader in una dichiarazione letta dall’emittente televisiva affiliata Al-Manar.

“Questi negoziati e il loro esito non esistono e non ci riguardano minimamente - ha affermato -. Continuiamo la nostra resistenza per difendere il Libano”.

2 ore fa

Il ministro degli Esteri iraniano spiega le divergenze interne sulla nuova proposta agli USA

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe chiarito ai mediatori pakistani, egiziani, turchi e qatariani, durante il fine settimana, che non c’è consenso all’interno della leadership iraniana su come affrontare le richieste statunitensi. Lo riporta Axios citando una fonte.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di sospendere l’arricchimento dell’uranio per almeno un decennio e di rimuovere l’uranio arricchito dal Paese. La nuova proposta, presentata agli Stati Uniti tramite i mediatori pakistani, si concentra innanzitutto sulla risoluzione della crisi dello stretto di Hormuz e del blocco statunitense.

Nell’ambito di tale accordo il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero per una fine definitiva della guerra.

Oggi, 10:36

Oltre 2'000 marinai bloccati nello Stretto di Hormuz su 105 petroliere

Secondo un’associazione di categoria delle compagnie di navigazione petrolifera, circa 2’400 marittimi rimangono bloccati su oltre 105 petroliere nello Stretto di Hormuz. Lo scrive la BBC.

Oggi, 08:13

Il ministro degli Esteri iraniano è arrivato a San Pietroburgo in Russia

L’incontro con Putin “sarà una buona opportunità per discutere gli sviluppi della guerra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al suo arrivo a San Pietroburgo, secondo quanto riportato da Al-Jazeera. Obiettivo della visita, ha detto ancora, “proseguire le strette consultazioni tra Teheran e Mosca su questioni regionali e internazionali”.

Araghchi ha affermato inoltre che il suo viaggio a Islamabad è stato “molto produttivo” e ha comportato “buone consultazioni”, durante le quali i funzionari “hanno esaminato gli eventi passati e le condizioni specifiche in base alle quali i negoziati tra Iran e Stati Uniti potrebbero proseguire”.

Durante la sua visita in Oman, Araghchi ha affermato che le due parti hanno avuto colloqui sullo Stretto di Hormuz: “L’Iran e l’Oman sono i due Stati costieri dello Stretto (...) il che rende necessarie consultazioni reciproche, soprattutto perché la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto è diventata una questione globale di grande rilevanza”, ha dichiarato il ministro.

Oggi, 07:19

Trump dovrebbe discutere la proposta iraniana in giornata

L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l’avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva, dopo l’apertura dello Stretto e la revoca del blocco. Lo riporta Axios.

Secondo alcune fonti, la nuova proposta sarebbe stata presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pachistani.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe tenere oggi (lunedì) un incontro sull’Iran con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera per “discutere dello stallo nei negoziati, dei possibili prossimi passi e anche della nuova proposta di Teheran”.

Oggi, 06:57

Fiammata del prezzo del petrolio

I prezzi del petrolio salgono del 2% all’apertura delle contrattazioni in Asia, oggi, lunedì, spinti dalla persistente incertezza in Medio Oriente, dove i colloqui tra Iran e Stati Uniti sono stati annullati mentre lo Stretto di Hormuz rimane quasi paralizzato.

Verso le 03.00 in Svizzera, il prezzo del barile di West Texas Intermediate (WTI) con consegna a giugno, riferimento del mercato americano, è salito del 2,21% a 96,48 dollari. E il barile di Brent del Mare del Nord con consegna nello stesso mese, riferimento del mercato mondiale, è salito del 2,28% a 107,73 dollari.

Ieri, domenica l’Iran ha presentato alcune nuove proposte per porre fine al conflitto alla controparte americana. Nel frattempo il ministro degli Esteri della Repubblica islamica si trova a San Pietroburgo, in Russia, per colloqui con il presidente Putin.

Oggi, 06:48

La corsa del mondo al riarmo

Nel 2025 il mondo ha speso quasi 2’900 miliardi di dollari in armi, segnando l’undicesimo anno consecutivo di crescita in un contesto caratterizzato da molteplici conflitti, secondo un rapporto di riferimento pubblicato oggi, lunedì. Stati Uniti, Cina e Russia hanno rappresentato oltre la metà del totale della spesa, con 1’480 miliardi di dollari.

Gli Stati Uniti hanno speso 954 miliardi di dollari, ovvero il 7,5% in meno rispetto al 2024. Questo calo è tuttavia dovuto principalmente al fatto che non è stato approvato alcun nuovo aiuto finanziario militare all’Ucraina, a differenza dei tre anni precedenti.

Anche l’Europa ha contribuito all’aumento globale della spesa con un +14%, a 864 miliardi di dollari.

Oggi, 06:39

L'Iran presenta proposta per riaprire lo Stretto di Hormuz

L’Iran ha presentato agli Stati Uniti, tramite mediatori pakistani, una nuova proposta per raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e porre fine alla guerra, ma i negoziati sul nucleare devono essere rinviati a data da destinarsi. Lo riporta Axios. La nuova proposta mira a sbloccare la situazione di stallo nei negoziati tra i due Paesi.

01:06
Il ministro degli esteri iraniano Araghchi

RG 07.00 del 27.04.2026 Il servizio di Sofia Stroppini

RSI Info 27.04.2026, 07:28

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Oggi, 06:36

USA intercettano navi iraniane

Navi ed elicotteri della Marina statunitense hanno intercettato 38 navi mercantili collegate all’Iran dall’inizio del blocco navale. Lo ha riferito il Comando centrale degli Stati Uniti in Medio Oriente. Lo riporta Interfax.

“La Marina statunitense continua a far rispettare il blocco dei porti iraniani, impedendo alle navi di entrare o uscire. Le forze statunitensi hanno ordinato a 38 navi di invertire la rotta o di tornare in porto”, si legge in una nota. In particolare, sabato, un elicottero della Marina statunitense decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney ha intercettato la nave mercantile Sevan, soggetta a sanzioni statunitensi, nel Mar Arabico. Su ordine delle forze armate statunitensi, la nave è stata rimandata in Iran.

Inoltre, la scorsa settimana, due petroliere soggette a sanzioni e appartenenti alla “flotta ombra” iraniana, la Majestic X e la Tifani, sono state sequestrate nell’Oceano Indiano dal Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti.

Oggi, 06:16

Il ministro degli Esteri iraniano incontra il presidente russo

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha in programma oggi, lunedì, a Mosca un incontro con il presidente russo Vladimir Putin.

Mosca e Teheran, entrambe soggette a severe sanzioni occidentali, hanno sviluppato negli ultimi anni una relazione sempre più stretta. Il ministero degli Esteri russo aveva affermato che Araghchi si sarebbe recato a Mosca per colloqui. “Confermiamo una visita di Araghchi in Russia con l’obiettivo di tenere colloqui”, ha dichiarato il ministero all’agenzia di stampa RIA Novosti, senza fornire ulteriori dettagli.

L’agenzia di stampa iraniana ISNA ha citato l’ambasciatore di Teheran in Russia, Kazem Jalali, secondo il quale Araghchi incontrerà Putin per “consultarsi con i funzionari russi in merito agli ultimi sviluppi dei negoziati, del cessate il fuoco e degli eventi correlati”. Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Araghchi è partito ieri da Islamabad per la Russia.

La notizia giunge dopo che Araghchi si è fermato nella capitale pakistana per la seconda volta in meno di 24 ore, prima di dirigersi in Russia, dopo aver visitato anche l’Oman, mentre i mediatori si adoperavano per mantenere vivi i colloqui di pace con gli Stati Uniti nel tentativo di porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio.

Oggi, 06:01

Israele, due ex premier contro Netanyahu

L’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett e il leader dell’opposizione Yair Lapid, che ha ricoperto brevemente la carica di primo ministro nel 2022, si candideranno insieme alle prossime elezioni politiche in Israele previste per il prossimo mese di ottobre.

“Sono lieto di annunciare, insieme al mio amico Yair Lapid, che compirò l’atto più sionista e patriottico che abbiamo mai intrapreso per il nostro Paese. Stasera uniamo le forze e fondiamo il partito ‘Beyahad’ (‘Insieme’) sotto la mia guida, un partito che porterà a una grande vittoria e all’alba di una nuova era per il nostro splendido Paese”, ha dichiarato Bennett in conferenza stampa.

Bennett (di destra) e Lapid (di centro) formarono un Governo di coalizione nel giugno 2021, a cui succedette alla fine del 2022 l’attuale governo guidato da Benyamin Netanyahu. Secondo i sondaggi, Bennett è il favorito per sconfiggere Netanyahu alle elezioni.

“Bennett è un uomo di destra, ma un uomo di destra onesto, e tra noi c’è fiducia”, ha aggiunto Lapid. Bennett ha promesso che, se eletto, nominerà una commissione d’inchiesta nazionale sulle mancanze che hanno portato al massacro del 7 ottobre 2023, cosa che l’attuale Governo si rifiuta di fare. Ha anche invitato l’ex ministro Gadi Eizenkot (leader del partito centrista Yashar “Destra”) ad unirsi a loro in questa lista congiunta.

03:41

RG 07.00 del 27.04.2026 La diretta di Michele Giorgio

RSI Info 27.04.2026, 07:26

Ieri, 22:24

Libano, 14 morti negli attacchi israeliani nel Sud del Paese

Il ministero libanese della Salute ha annunciato che gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno causato domenica la morte di 14 persone, nonostante la recente proroga del cessate il fuoco. Tra le vittime figurano due donne e due bambini, ha dichiarato il ministero in un comunicato, aggiungendo che altre 37 persone sono rimaste ferite.

Ieri, 21:24

Trump, il sistema petrolifero iraniano rischia di esplodere in tre giorni

Il presidente statunitense Donald Trump, in un’intervista a Fox News, ha avvertito che le linee di produzione petrolifera dell’Iran potrebbero “esplodere” entro tre giorni se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse continuare, a causa dell’impossibilità per Teheran di stoccare il greggio o caricarlo sulle navi.

“Quando si hanno grandi quantità di petrolio nel sottosuolo, se per qualsiasi motivo la produzione viene interrotta — ad esempio perché non è possibile caricare il greggio nei container o sulle navi — il sistema può collassare dall’interno”, ha spiegato. “Restano solo tre giorni prima che ciò accada. E quando succede, non si può ricostruire tutto come prima: al massimo si recupera il 50%”, ha aggiunto Trump.

Ieri, 17:19

Libano, "oltre 2'500 morti nei raid d'Israele dal 2 marzo"

Il ministero della Salute del Libano riferisce che, dal 2 marzo, data in cui è ripresa la guerra aperta tra Israele e Hezbollah, almeno 2’509 persone sono state uccise e 7’755 ferite dagli attacchi israeliani. Lo riporta al Jazeera.

Ieri, 14:58

Israele ha ripreso a colpire il sud del Libano: attacco su Kfar Tibnit

Un organo di stampa statale libanese ha riferito che l’esercito israeliano ha iniziato a colpire il Libano meridionale, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per sette città e villaggi, nonostante il cessate il fuoco con l’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah, gruppo filoiraniano.

“Aerei da guerra israeliani hanno effettuato un attacco” su Kfar Tibnit, una delle città oggetto dell’avviso israeliano, ha riferito l’Agenzia nazionale d’informazione libanese (Ani), aggiungendo che ci sono state segnalazioni di vittime. In base ai termini del cessate il fuoco, entrato in vigore il 17 aprile, Israele si riserva il diritto di continuare a colpire Hezbollah.

Ieri, 13:14

Raid israeliani contro Gaza

Almeno tre persone, tra cui una donna, sono rimaste uccise oggi, domenica dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato la Protezione civile locale.

Nonostante lo scorso ottobre sia entrato in vigore un fragile cessate il fuoco, le due parti si accusano a vicenda di violazioni.

A Gaza City, principale centro urbano del territorio, due uomini hanno perso la vita quando un drone israeliano ha preso di mira un “gruppo di civili” nel quartiere di Zeitoun, secondo la Protezione civile. Una donna di 40 anni è invece stata uccisa da colpi d’arma da fuoco delle forze israeliane a Khan Yunis, secondo la stessa fonte.

Interpellata dall’AFP, l’esercito israeliano ha dichiarato di “non essere a conoscenza” di un incidente che abbia comportato la morte di una donna a Khan Yunis e ha aggiunto di stare esaminando le informazioni relative ai due uomini uccisi nel nord del territorio.

Nonostante la tregua conclusa nell’ottobre 2025, che ha ufficialmente posto fine alla guerra scatenata dal sanguinoso attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la Striscia di Gaza rimane devastata da violenze quotidiane.

Ieri, 09:54

Beni iraniani bloccati in Svizzera

Secondo la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), la Svizzera ha congelato beni iraniani per un importo di 13,5 milioni di franchi. Rispetto ad altri Paesi soggetti a sanzioni, tale importo non è particolarmente elevato, scrive la NZZ am Sonntag.

Secondo Mark Pieth, professore emerito di diritto penale, l’ordinanza relativa alle sanzioni contro l’Iran è nettamente meno estesa di quella contro la Russia.

L’elenco delle sanzioni non includerebbe, ad esempio, il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei. La SECO ha ricordato che la Svizzera non impone sanzioni autonome. Ha spiegato l’importo relativamente modesto dei beni congelati dalle sanzioni internazionali in vigore da molti anni, che hanno fortemente ridotto i legami finanziari con l’Iran.

Ieri, 08:52

Il ministro degli Esteri turco contatta i suoi omologhi di Iran e Pakistan

Il ministro degli Esteri turco ha avuto colloqui telefonici separati con i suoi omologhi iraniano e pachistano. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri di Ankara, scrive Anadolu. Secondo il ministero, i colloqui tra Hakan Fidan, Abbas Araghchi e Ishaq Dar si sono concentrati sugli ultimi sviluppi del processo negoziale tra Iran e Stati Uniti.

Ieri, 08:08

Il ministro degli Esteri iraniano andrà in Russia

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi farà ritorno in Pakistan dopo la visita in Oman. L’agenzia di stampa Irna, citando il ministero degli Esteri, ha riferito che Araghchi “ha in programma di visitare nuovamente il Pakistan dopo aver completato il suo viaggio in Oman e prima di recarsi in Russia”.

Parte della sua delegazione è tornata a Teheran, ha aggiunto l’agenzia, “per consultarsi e ottenere le istruzioni necessarie sulle questioni relative alla fine della guerra, e dovrebbe ricongiungersi ad Araghchi a Islamabad ancora oggi, domenica”.

Ieri, 08:05

Nuovi raid israeliani nel sud del Libano

I media statali libanesi hanno riportato, nella tarda serata di ieri, sabato, una serie di nuovi attacchi israeliani in almeno quattro diverse località nel sud del Paese, dopo che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva ordinato all’Idf di attaccare Hezbollah a seguito di presunte violazioni del cessate il fuoco. L’agenzia di stampa statale National News Agency ha riportato due attacchi in rapida successione in una città del distretto di Bint Jbeil, un altro in una città del distretto di Tiro e attacchi in altre due città del distretto di Nabatieh.

Ieri, 07:08

Gli USA intercettano nave della "flotta ombra" iraniana

Una delle navi della ‘flotta ombra’ che trasporta petrolio iraniano è stata intercettata nel mar Arabico da un elicottero della Marina degli Stati Uniti, decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney. Lo riferisce il Comando Centrale americano in un post sui social media precisando che la nave mercantile sta ottemperando alle direttive militari USA di fare ritorno in Iran sotto scorta.

25 aprile, 18:14

Trump cancella il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan

Donald Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui con l’Iran. Lo ha dichiarato lo stesso presidente a Fox News e al giornalista di Axios Barak Ravid.


Gli inviati americani Witkoff e Kushner sarebbero dovuti partire in mattinata per i colloqui con l’Iran. Ma visto che non ci sono stati progressi sono rimasti negli USA.

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06:05

Islamabad: sfuma un nuovo round di negoziati

Telegiornale 25.04.2026, 20:00

25 aprile, 17:16

Il ministro degli esteri iraniano ha esposto le richieste di Teheran

Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha esposto le richieste di Teheran e le sue riserve sulla posizione degli Stati Uniti durante i colloqui con i rappresentanti pakistani. Non sono però ancora noti tutti i dettagli sui colloqui avvenuti. Questo mentre sono attesi a Islamabad gli inviati speciali statunitensi Steve Witkof e Jared Kushner per i nuovi colloqui sulla guerra in Medio Oriente. Ma per ora non sono state confermate trattative dirette tra statunitensi e iraniani.

25 aprile, 16:49

Peseshkyan ha invitato la popolazione a risparmiare energia elettrica

Il presidente iraniano Massoud Peseshkyan ha invitato la popolazione a risparmiare energia elettrica a causa della grave carenza di approvvigionamento. Secondo l’agenzia di stampa Mehr, Peseshkyan ha affermato che i consumi devono essere ridotti. “In casa, accendete solo due luci invece di dieci: cosa c’è di male?”.

25 aprile, 16:48

Kuwait, il traffico aereo gradualmente riprende

Il Kuwait ha annunciato la riapertura del suo spazio aereo dopo mesi di “sospensione precauzionale”. L’Aeroporto Internazionale del Kuwait era stato chiuso nel febbraio 2026 a causa del conflitto tra Iran e Stati Uniti.

25 aprile, 15:15

La Germania invia un dragamine nel Mediterraneo, pronto per Hormuz

La Germania muove in anticipo le proprie unità navali nel Mediterraneo in preparazione a una potenziale missione nello Stretto di Hormuz. Il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato il dispiegamento di un dragamine e di una nave comando e supporto “per essere pronti ad agire rapidamente qualora il Bundestag (la principale Camera del parlamento tedesco) emettesse un mandato”.

25 aprile, 13:32

Teheran, riapre l'aeroporto e tornano i voli internazionali

L’aeroporto di Teheran ha ripreso i voli internazionali. L’agenzia di stampa statale Irna e l’emittente statale Irib hanno confermato la partenza dei primi aerei dall’aeroporto Imam Khomeini verso Istanbul (Turchia), Mascate (Oman) e Medina (Arabia Saudita). In particolare, il collegamento con Medina consente nuovamente ai fedeli musulmani di compiere il pellegrinaggio nella città santa della Mecca.

In precedenza, lo spazio aereo iraniano era stato di fatto chiuso al traffico civile internazionale, dopo che il 28 febbraio erano scoppiati scontri militari diretti tra Stati Uniti, Israele e Iran. Da allora, le compagnie aeree occidentali hanno evitato la regione. La riapertura fa seguito a una tregua tra gli Stati Uniti e l’Iran, concordata l’8 aprile 2026 grazie alla mediazione del Pakistan.

Nonostante la riapertura le compagnie aeree europee continuano a evitare lo spazio aereo iraniano. Come motivi vengono addotti la situazione instabile in Medio Oriente e i rischi di sicurezza per l’aviazione civile.

25 aprile, 13:22

Capacità missilistiche iraniane ancora molto forti

Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa, l’Iran dispone ancora di una parte significativa delle proprie capacità missilistiche, che non sono state impiegate nel corso del conflitto con gli Stati Uniti e Israele. Come ha spiegato il portavoce del Ministero, il generale Resa Talaie-Nik, secondo l’agenzia di stampa Tasnim, l’industria della difesa nazionale continua a operare, sia in modo visibile che invisibile, nonostante i danni subiti da alcuni centri di produzione. Le linee di produzione sarebbero distribuite su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto riportato, circa 900 aziende collaborano con le forze armate e il ministero della Difesa. Talaie-Nik ha affermato che l’Iran produce attualmente nel Paese più di 1’000 tipi di armi, tra cui missili, droni e attrezzature militari.

25 aprile, 11:46

La guerra tocca anche l'Eurovision

Il concorso dell’Eurovision era nato per avvicinare i popoli, ma alla vigilia del suo 70° anniversario, questo evento musicale senza frontiere sta affrontando una delle sue crisi più gravi e un appello al boicottaggio lanciato da oltre 1’000 artisti di fama mondiale.

Se nel 2018 a Lisbona, in Portogallo, partecipavano ancora 43 Paesi, otto anni dopo, il 16 maggio a Vienna, in Austria, saranno solo 35 a tentare di aggiudicarsi il trofeo.

L’Ungheria di Viktor Orban ha sbattuto la porta nel 2020 a un concorso senza dubbio troppo progressista per lei, poi la Bielorussia è stata sospesa per propaganda e la Russia esclusa dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.

Se altri Stati si sono ritirati per mancanza di mezzi finanziari, come la Macedonia del Nord, il boicottaggio coordinato di cinque emittenti pesa pesantemente sull’edizione 2026.

In disaccordo con la partecipazione di Israele, la Spagna ha annunciato che non lo trasmetterà. Anche l’Irlanda, i Paesi Bassi, la Slovenia e l’Islanda hanno deciso di snobbare il programma, complice anche il conflitto in Iran e quello in Libano.

25 aprile, 11:41

Islamabad attende gli americani

Gli emissari statunitensi sono attesi oggi, sabato a Islamabad, dove una delegazione iraniana ha avviato colloqui con le autorità pakistane. Tutto ciò senza alcuna garanzia di discussioni dirette tra le due parti in conflitto per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

Islamabad attende da giorni una ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, avviati due settimane fa e interrotti dopo circa quindici ore, anche se da allora il cessate il fuoco è stato unilateralmente prorogato a tempo indeterminato dagli Stati Uniti.

Arrivato invece ieri, venerdì, per colloqui con alti funzionari pakistani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha frattanto già incontrato il capo dell’esercito pakistano Asim Munir.

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Islamabad, verso un nuovo round di negoziati USA-Iran

Telegiornale 25.04.2026, 12:30


25 aprile, 07:47

Giappone medita invio dragamine nello Stretto di Hormuz

Il Governo giapponese sta meditando l’invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa (Msdf) nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale.

Takayuki Kobayashi, presidente del Policy Research Council del Partito Liberaldemocratico (Ldp), ha sollecitato l’esecutivo a valutare l’impiego di unità dragamine una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che la mossa rappresenterebbe “una delle opzioni per tutelare gli interessi nazionali del Giappone nel rispetto dei vincoli normativi”.

25 aprile, 07:29

Nuovi attacchi nel Libano meridionale malgrado la tregua

Oggi, sabato, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso sei persone nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, teatro di intensi scontri tra le forze israeliane e Hezbollah nei giorni precedenti al cessate il fuoco del 17 aprile. L’esercito israeliano ha affermato che tutte e sei le persone uccise a Bint Jbeil erano combattenti del gruppo armato filo-iraniano Hezbollah. Non è chiaro se i decessi annunciati dal Ministero della Salute libanese siano collegati a quelli rivendicati da Israele.

25 aprile, 07:28

Raid israeliani in Libano causano almeno sei morti

Gli attacchi israeliani in Libano hanno causato, nella serata di ieri, venerdì, la morte di sei persone, nonostante il cessate il fuoco in corso nella guerra che dura da oltre sei settimane tra Israele e Hezbollah. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese.

“Gli attacchi aerei del nemico israeliano sul Libano meridionale hanno provocato la morte di sei cittadini e il ferimento di altri due”, ha affermato il Ministero in una dichiarazione. Due persone sono rimaste uccise a Wadi al-Hujair, due a Touline e una ciascuna a Srifa e Yater, tutte nel Libano meridionale, ha precisato il Ministero.

La forza di pace delle Nazioni Unite in Libano, UNIFIL, ha inoltre annunciato che un membro dei Caschi Blu indonesiani è morto in ospedale per le ferite riportate il 29 marzo in un attacco alla sua base.

25 aprile, 07:22

Londra, ambasciata USA lancia allarme per i cittadini americani

L’ambasciata degli Stati Uniti a Londra ha emesso un’allerta di sicurezza, consigliando ai cittadini americani residenti nel Regno Unito di “esercitare maggiore cautela” a seguito dei recenti attacchi e minacce contro istituzioni ebraiche e legate agli Stati Uniti in tutto il Regno Unito e in Europa. Lo riporta Fox News.

25 aprile, 07:17

Per il 77% degli americani il caro benzina negli States è colpa di Trump

La maggior parte degli americani attribuisce a Donald Trump la responsabilità del vertiginoso aumento dei prezzi della benzina, una situazione che sta pesando sul partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato a novembre.

Secondo l’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos circa il 77% degli elettori interpellati nel sondaggio ha dichiarato che è colpa del presidente, un’opinione ampiamente condivisa attraverso l’intero spettro politico, con il 55% dei repubblicani, l’82% degli indipendenti e il 95% dei democratici.

Inoltre, circa il 58% degli elettori — tra cui un repubblicano su cinque e due terzi degli indipendenti — ha dichiarato che sarebbe meno propenso a sostenere i candidati che appoggiano l’approccio di Trump al conflitto contro l’Iran alle elezioni di midterm.