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Trump annulla il viaggio in Pakistan di Witkoff e Kushner 

Il ministro degli esteri iraniano ha esposto le sue riserve sulla posizione degli Stati Uniti. Ad Islamabad erano attesi anche i due inviati USA, ma Trump ha annullato il loro viaggio

  • Oggi, 07:17
  • 2 ore fa
Il presidente Donald Trump annulla il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan

Il presidente Donald Trump annulla il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan

  • Keystone
Di: Redazione Info RSI 
  • Il presidente Donald Trump sabato ha annullato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan

  • Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha esposto le richieste di Teheran

  • La Svizzera sta gradualmente riaprendo la sua ambasciata a Teheran, chiusa dall’11 marzo

  • La maggior parte degli americani attribuisce a Donald Trump la responsabilità del vertiginoso aumento dei prezzi della benzina

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01:58

Islamabad, verso un nuovo round di negoziati USA-Iran

Telegiornale 25.04.2026, 12:30

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2 ore fa

Trump cancella il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan

Donald Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui con l’Iran. Lo ha dichiarato lo stesso presidente a Fox News e al giornalista di Axios Barak Ravid.

Gli inviati americani Whitkoff e Kushner sarebbero dovuti partire in mattinata per i colloqui con l’Iran. Ma visto che non ci sono stati progressi sono rimasti negli Usa.

Oggi, 17:16

Il ministro degli esteri iraniano ha esposto le richieste di Teheran

Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha esposto le richieste di Teheran e le sue riserve sulla posizione degli Stati Uniti durante i colloqui con i rappresentanti pakistani. Non sono però ancora noti tutti i dettagli sui colloqui avvenuti. Questo mentre sono attesi a Islamabad gli inviati speciali statunitensi Steve Witkof e Jared Kushner per i nuovi colloqui sulla guerra in Medio Oriente. Ma per ora non sono state confermate trattative dirette tra statunitensi e iraniani.

Oggi, 16:49

Peseshkyan ha invitato la popolazione a risparmiare energia elettrica

Il presidente iraniano Massoud Peseshkyan ha invitato la popolazione a risparmiare energia elettrica a causa della grave carenza di approvvigionamento. Secondo l’agenzia di stampa Mehr, Peseshkyan ha affermato che i consumi devono essere ridotti. “In casa, accendete solo due luci invece di dieci: cosa c’è di male?”.

Oggi, 16:48

Kuwait, il traffico aereo gradualmente riprende

Il Kuwait ha annunciato la riapertura del suo spazio aereo dopo mesi di “sospensione precauzionale”. L’Aeroporto Internazionale del Kuwait era stato chiuso nel febbraio 2026 a causa del conflitto tra Iran e Stati Uniti.

Oggi, 15:15

La Germania invia un dragamine nel Mediterraneo, pronto per Hormuz

La Germania muove in anticipo le proprie unità navali nel Mediterraneo in preparazione a una potenziale missione nello Stretto di Hormuz. Il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato il dispiegamento di un dragamine e di una nave comando e supporto “per essere pronti ad agire rapidamente qualora il Bundestag (la principale Camera del parlamento tedesco) emettesse un mandato”.

Oggi, 13:32

Teheran, riapre l'aeroporto e tornano i voli internazionali

L’aeroporto di Teheran ha ripreso i voli internazionali. L’agenzia di stampa statale Irna e l’emittente statale Irib hanno confermato la partenza dei primi aerei dall’aeroporto Imam Khomeini verso Istanbul (Turchia), Mascate (Oman) e Medina (Arabia Saudita). In particolare, il collegamento con Medina consente nuovamente ai fedeli musulmani di compiere il pellegrinaggio nella città santa della Mecca.

In precedenza, lo spazio aereo iraniano era stato di fatto chiuso al traffico civile internazionale, dopo che il 28 febbraio erano scoppiati scontri militari diretti tra Stati Uniti, Israele e Iran. Da allora, le compagnie aeree occidentali hanno evitato la regione. La riapertura fa seguito a una tregua tra gli Stati Uniti e l’Iran, concordata l’8 aprile 2026 grazie alla mediazione del Pakistan.

Nonostante la riapertura le compagnie aeree europee continuano a evitare lo spazio aereo iraniano. Come motivi vengono addotti la situazione instabile in Medio Oriente e i rischi di sicurezza per l’aviazione civile.

Oggi, 13:22

Capacità missilistiche iraniane ancora molto forti

Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa, l’Iran dispone ancora di una parte significativa delle proprie capacità missilistiche, che non sono state impiegate nel corso del conflitto con gli Stati Uniti e Israele. Come ha spiegato il portavoce del Ministero, il generale Resa Talaie-Nik, secondo l’agenzia di stampa Tasnim, l’industria della difesa nazionale continua a operare, sia in modo visibile che invisibile, nonostante i danni subiti da alcuni centri di produzione. Le linee di produzione sarebbero distribuite su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto riportato, circa 900 aziende collaborano con le forze armate e il ministero della Difesa. Talaie-Nik ha affermato che l’Iran produce attualmente nel Paese più di 1’000 tipi di armi, tra cui missili, droni e attrezzature militari.

Oggi, 11:46

La guerra tocca anche l'Eurovision

Il concorso dell’Eurovision era nato per avvicinare i popoli, ma alla vigilia del suo 70° anniversario, questo evento musicale senza frontiere sta affrontando una delle sue crisi più gravi e un appello al boicottaggio lanciato da oltre 1’000 artisti di fama mondiale.

Se nel 2018 a Lisbona, in Portogallo, partecipavano ancora 43 Paesi, otto anni dopo, il 16 maggio a Vienna, in Austria, saranno solo 35 a tentare di aggiudicarsi il trofeo.

L’Ungheria di Viktor Orban ha sbattuto la porta nel 2020 a un concorso senza dubbio troppo progressista per lei, poi la Bielorussia è stata sospesa per propaganda e la Russia esclusa dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.

Se altri Stati si sono ritirati per mancanza di mezzi finanziari, come la Macedonia del Nord, il boicottaggio coordinato di cinque emittenti pesa pesantemente sull’edizione 2026.

In disaccordo con la partecipazione di Israele, la Spagna ha annunciato che non lo trasmetterà. Anche l’Irlanda, i Paesi Bassi, la Slovenia e l’Islanda hanno deciso di snobbare il programma, complice anche il conflitto in Iran e quello in Libano.

Oggi, 11:41

Islamabad attende gli americani

Gli emissari statunitensi sono attesi oggi, sabato a Islamabad, dove una delegazione iraniana ha avviato colloqui con le autorità pakistane. Tutto ciò senza alcuna garanzia di discussioni dirette tra le due parti in conflitto per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

Islamabad attende da giorni una ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, avviati due settimane fa e interrotti dopo circa quindici ore, anche se da allora il cessate il fuoco è stato unilateralmente prorogato a tempo indeterminato dagli Stati Uniti.

Arrivato invece ieri, venerdì, per colloqui con alti funzionari pakistani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha frattanto già incontrato il capo dell’esercito pakistano Asim Munir.

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Islamabad, verso un nuovo round di negoziati USA-Iran

Telegiornale 25.04.2026, 12:30


Oggi, 07:47

Giappone medita invio dragamine nello Stretto di Hormuz

Il Governo giapponese sta meditando l’invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa (Msdf) nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale.

Takayuki Kobayashi, presidente del Policy Research Council del Partito Liberaldemocratico (Ldp), ha sollecitato l’esecutivo a valutare l’impiego di unità dragamine una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che la mossa rappresenterebbe “una delle opzioni per tutelare gli interessi nazionali del Giappone nel rispetto dei vincoli normativi”.

Oggi, 07:29

Nuovi attacchi nel Libano meridionale malgrado la tregua

Oggi, sabato, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso sei persone nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, teatro di intensi scontri tra le forze israeliane e Hezbollah nei giorni precedenti al cessate il fuoco del 17 aprile. L’esercito israeliano ha affermato che tutte e sei le persone uccise a Bint Jbeil erano combattenti del gruppo armato filo-iraniano Hezbollah. Non è chiaro se i decessi annunciati dal Ministero della Salute libanese siano collegati a quelli rivendicati da Israele.

Oggi, 07:28

Raid israeliani in Libano causano almeno sei morti

Gli attacchi israeliani in Libano hanno causato, nella serata di ieri, venerdì, la morte di sei persone, nonostante il cessate il fuoco in corso nella guerra che dura da oltre sei settimane tra Israele e Hezbollah. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese.

“Gli attacchi aerei del nemico israeliano sul Libano meridionale hanno provocato la morte di sei cittadini e il ferimento di altri due”, ha affermato il Ministero in una dichiarazione. Due persone sono rimaste uccise a Wadi al-Hujair, due a Touline e una ciascuna a Srifa e Yater, tutte nel Libano meridionale, ha precisato il Ministero.

La forza di pace delle Nazioni Unite in Libano, UNIFIL, ha inoltre annunciato che un membro dei Caschi Blu indonesiani è morto in ospedale per le ferite riportate il 29 marzo in un attacco alla sua base.

Oggi, 07:22

Londra, ambasciata USA lancia allarme per i cittadini americani

L’ambasciata degli Stati Uniti a Londra ha emesso un’allerta di sicurezza, consigliando ai cittadini americani residenti nel Regno Unito di “esercitare maggiore cautela” a seguito dei recenti attacchi e minacce contro istituzioni ebraiche e legate agli Stati Uniti in tutto il Regno Unito e in Europa. Lo riporta Fox News.

Oggi, 07:17

Per il 77% degli americani il caro benzina negli States è colpa di Trump

La maggior parte degli americani attribuisce a Donald Trump la responsabilità del vertiginoso aumento dei prezzi della benzina, una situazione che sta pesando sul partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato a novembre.

Secondo l’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos circa il 77% degli elettori interpellati nel sondaggio ha dichiarato che è colpa del presidente, un’opinione ampiamente condivisa attraverso l’intero spettro politico, con il 55% dei repubblicani, l’82% degli indipendenti e il 95% dei democratici.

Inoltre, circa il 58% degli elettori — tra cui un repubblicano su cinque e due terzi degli indipendenti — ha dichiarato che sarebbe meno propenso a sostenere i candidati che appoggiano l’approccio di Trump al conflitto contro l’Iran alle elezioni di midterm.