“Li colpiremo duramente questa notte”, aveva detto alcune ore fa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E gli attacchi sul territorio iraniano sono ricominciati dopo la prima ondata di ieri notte. Ne ha dato notizia, attorno alle 22.15 (ora svizzera), lo stesso Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) su X: “Su disposizione del commander-in-chief, il US Central Command ha avviato ulteriori attacchi contro l’Iran, volti a ridurre ulteriormente la capacità del Paese di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, afferma il post.
“Gli Stati Uniti - si legge ancora nel comunicato - ritengono l’Iran responsabile delle recenti e ingiustificate aggressioni ai danni di navi commerciali ed equipaggi civili che navigavano liberamente lungo un’importante via d’acqua internazionale”.
Rumori di esplosioni sono stati segnalati in tarda serata a Bandar Abbas e a Sirik, località del sud dell’Iran situate nei pressi dello Stretto di Hormuz. A confermarlo è sul fronte iraniano l’agenzia di stampa FARS. Altre esplosioni, aggiunge la stessa fonte, sono state udite “provenienti dal mare, nella zona della costa occidentale di Sirik”.
Da parte sua, l’agenzia Mehr segnala esplosioni a Bandar Abbas, Konarak e Chabahar, aggiungendo che “la difesa aerea è stata attivata per contrastare obiettivi ostili” a Bandar Abbas.
Nella prima notte, secondo lo stesso CENTCOM, sono stati oltre 80 obiettivi militari iraniani colpiti. Tra i bersagli figuravano sistemi di difesa aerea, radar e decine di imbarcazioni utilizzate dai Pasdaran nell’area dello Stretto di Hormuz.

Gli Stati Uniti bombardano l'Iran, Teheran attacca Kuwait e Bahrein
Telegiornale 08.07.2026, 12:30






